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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Continua il battibecco tra Enel e SOS Geotermia

Punti di vista opposti sulla risorsa naturale

PIANCASTAGNAIO. “La geotermia è rinnovabile e pulita. Lo sfruttamento delle risorse geotermiche ha uno scarsissimo impatto sull’ambiente e nessuno sulle falde di acqua potabile”. Lo spiega il responsabile Italia ed Europa di Enel Green Power, Roberto Deambrogio, che si rallegra anche della nascita ufficiale dell’indotto turistico dell’area geotermica dell’Alta Valdicecina”. In una recente intervista a Class Meteo Deambrogio ha anche affermato che “gli impianti geotermici sfruttano il calore della terra prelevato da particolari serbatoi situati nel sottosuolo, a profondità che a volte superano i 4.000 metri. Ai fluidi caldi geotermici sono di regola associati una serie di gas che non vengono rilasciati nell’atmosfera, ma trattenuti e reiniettati nel sottosuolo”. Al riguardo, ha aggiunto Deambrogio, Enel Green Power ha una competenza di assoluto rilievo internazionale: per esempio il sistema AMIS (abbattitori mercurio idrogeno solforato n.d.r.) brevettato da Enel, consente di abbattere del tutto le emissioni di mercurio e di idrogeno solforato. Stessa cosa per l’ammoniaca e gli altri gas, sicché le uniche, modeste emissioni sono quelle di pochi gas cosiddetti incomprimibili, che cioè non è possibile condensare per poterli reiniettare. Gli acquiferi geotermici sono situati a grandi profondità, mentre le falde di acqua potabile si trovano a poche decine di metri. “Inoltre l’acquifero geotermico deve essere per definizione impermeabile, perché, altrimenti, i fluidi si disperderebbero nell’ambiente circostante e noi non potremmo sfruttarli per la produzione di energia”. Ovviamente la certezza che le attività geotermiche non hanno impatto sulle acque potabili è fondamentale per Enel, che al riguardo ha commissionato numerosi studi ad autorevoli strutture specializzate. Ma studi e analisi sono stati effettuati anche dall’ARS Toscana (l’Agenzia regionale sanitaria) che ha constatato come tutte le attività geotermiche di Enel non abbiano impatti sanitari sulle acque di falda, e anzi abbiano sempre registrato parametri molto al di sotto dei limiti di legge.

Contro queste posizioni si muove SOS Geotermia, Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata, che in un comunicato stampa afferma che “l’Enel alle nostre contestazioni di merito non ha mai risposto o ha rimpallato le competenze (soprattutto sanitarie) alla Regione, salvo poi continuare con il solito refrain, sperando forse che, come nelle peggiori pubblicità, alla fine, a forza di ripeterlo, diventi verità. Tutto quanto … ripetuto da Enel GP per bocca di Deambrogio lo abbiamo già confutato, punto su punto, con dati e studi scientifici e tutto è pubblicato in rete (https://sosgeotermia.noblogs.org/), compreso l’ultimo lavoro realizzato in collaborazione con Medicina Democratica dal titolo emblematico, ‘La insostenibilità della Geotermia in Toscana, emergente da recenti studi epidemiologici’. La smetta Enel di proporre anche in Amiata la prospettiva del ‘turismo geotermico’ perché fortunatamente, finché non verranno distrutte, abbiamo ben altre risorse turistiche da sfruttare nel rispetto dell’ambiente; non ci interessa il ‘turismo dell’olocausto naturale’, vogliamo vivere e conservare vivo il monte Amiata. L’11 maggio saremo in tanti che hanno a cuore la ‘montagna sacra’ e che hanno aderito all’iniziativa nazionale ‘Amiata calling! Giù le mani dalla nostra terra!’
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