SIENA. Fa ancora bella mostra di sé in viale Cavour, di fronte alla caserma dei vigili del Fuoco, la centralina di controllo qualità dell’aria che fu installata all’epoca dello smantellamento della stazione di servizio Esso. C’erano da sistemare i serbatoi del carburante e procedere alla bonifica: un lavoro non facile, col pericolo di inquinamento. Peccato che i risultati del lavoro della centralina non siano mai stati resi disponibili ai cittadini: sapremmo così anche sulla quantità di PM 10 che quotidianamente si respira in una delle aree più intasate di Siena. Adesso due cantieri aperti alla Colonna di San Marco, per smantellare due distributori che non hanno avuto rinnovata la concessione dal Comune. Si lavora, dopo lunga attesa, alacremente con già asfalto steso qua e là. Si riuscirà, nonostante la mancanza di un sindaco in Comune, realizzare l’ampliamento stradale per una migliore circolazione e il parcheggio a spina di pesce per le attività commerciali. Speriamo che il parcheggio venga dotato di disco orario e che quello sotterraneo a lunga permanenza, posto sotto il nuovo quartiere sorto all’inizio di strada di Montalbuccio, venga aperto a breve. Inspiegabilmente ancora chiuso, perché a visitarlo fa un’ottima impressione. Riuscirà il Commissario Laudanna a sbloccare la situazione e attivare l’utile pollicino che porti comodamente le persone e i turisti in centro senza costringerli a saturare gli spazi disponibili lungo Pescaia e Collinella?
Volgendo l’occhio sul “pulito” fatto delle due stazioni di servizio, si vede chiaramente che qui la centralina di controllo qualità dell’aria non c’è. Eppure il rischio è doppio! O triplo, se la centralina rilevasse anche il Pm 10 potrebbero scapparci delle inormazioni… Bisogna dire che nei due cantieri viene usata una tecnologia chiamata “scavi a risucchio”, che utilizza minirobot telecomandati a distanza. Questa tecnica permette di evitare scavi manuali di alto impatto ambientale (polvere, rumore, ecc.) ed evita l’impiego di personale specializzato sottoposto al pericolo diretto di fumi e di esalazioni.
Ma ciò nulla ha a che vedere con il controllo dell’aria che residenti e passanti devono respirare: un controllo sarebbe stato necessario. La solita distrazione per non doversi misurare con risultati spiacevoli? Come quelli registrati nel bollettino Arpat dalla centralina dei Due Ponti e passati sotto silenzio a fine giugno nei giorni del Palio, o come quelli dello scorso mese di gennaio, con ben 9 giorni “illegali”, altri ai limiti (valori intorno 50); e anche l’aggiunta di qualche giorno di dati non disponibili.