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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Operazione Domino: da Crotone a Siena per smantellare una organizzazione "a delinquere"

SIENA. Una complessa operazione del Nucleo di Polizia tributaria di Crotone – denominata Domino – ha avuto una "ramificazione" anche in provincia di Siena, concretizzatasi grazie alla collaborazione delle Fiamme Gialle di Via Curtatone.
Nel suo complesso, l'attività conclusiva della Guardia di Finanza di Crotone ha portato alla custodia cautelare per 11 persone (quattro in  carcere) ed il sequestro preventivo di 8 complessi aziendali aventi sede in Crotone,  Roma, Corigliano Calabro (CS) e Colle Val d’Elsa.
I reati contestati sono l’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie  indeterminata di truffe aggravate e bancarotte fraudolente. 

Il fulcro della indagine ruota attorno al gruppo imprenditoriale “ESPOSITO” di Crotone. La famiglia Esposito opera da anni nel settore dei cereali, mangimi e nel settore Immobiliare attraverso una serie di società di capitali.
Almeno 6 società sarebbero state costituite al solo fine di conseguire finanziamenti Nazionali e/o comunitari senza dar corso ad effettiva attività produttiva. L’importo dei finanziamenti indebitamente percepiti, ottenuti attraverso artifici e raggiri (simulazione  apporti di capitale proprio, sovrafatturazioni) idonei a trarre in inganno il Ministero delle  Attività Produttive, ammonta a Euro 12.000.000 circa.
Queste società ed altre ancora, sempre riconducibili al medesimo gruppo economico e Familiare, sarebbero state “svuotate” attraverso condotte distrattive che ne hanno  cagionato il dissesto.
In prossimità delle dichiarazioni di fallimento, gli imprenditori indagati avrebbero predisposto una serie di strumenti (alienazioni simulate, fittizie locazioni) atti a conservare il proprio patrimonio, avvalendosi della costituzione di nuovi schemi societari amministrati  da prestanome.
Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, allo stato è stato accertato un  disavanzo ingiustificato pari a  Euro 39.000.000 circa, che assume dimensioni ancor più  rilevanti se si raffronta le passività accertate con l’attivo realizzato (il disavanzo salirebbe  a 57 milioni di Euro).      
L’esecuzione dei provvedimenti è stata attuata con la preziosa collaborazione dei reparti  del Corpo di Salerno, Siena, Cosenza e Corigliano Calabro.
Oltre ai  provvedimenti cautelari e reali o di sequestro sono state effettuate alcune  perquisizioni nei confronti di professionisti di Crotone e della provincia di Siena.

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