Il primo contadino digitale d’Italia tra i protagonisti dell'edizione 2026
CHIUSI. Dalle campagne della Valdichiana senese ad uno dei palcoscenici più importanti per la diffusione di idee innovative. Paolo Nenci, noto come il primo contadino digitale d’Italia, è stato selezionato tra i nove speaker della prima edizione di TEDxPontedera, in programma venerdì 20 novembre 2026 al Museo Piaggio. Un riconoscimento di particolare prestigio, che colloca il chiusino in una nicchia di personalità toscane chiamate a raccontare la propria esperienza e la propria visione del futuro attraverso il format internazionale TEDx. Un
risultato significativo non soltanto per il suo percorso personale, ma anche per il territorio, che avrà un proprio rappresentante su un palco dedicato alle idee capaci di ispirare il cambiamento.
«Le radici non servono a restare fermi» è il titolo dello speech con cui Paolo Nenci parteciperà all’evento, dedicato al tema MOTUS – Ciò che ci muove. Un intervento che partirà dalla sua storia personale per affrontare questioni di grande attualità: il futuro dell’agricoltura italiana, il ricambio generazionale, l’innovazione digitale e il coraggio di costruire qualcosa di nuovo senza rinunciare alla propria identità.
Paolo, attualmente, guida l’azienda agricola familiare fondata dal nonno Franco nel 1972. Nel tempo la ha trasformata, introducendo strumenti digitali e comunicazione online in un percorso che ha destato l’attenzione di testate nazionali e lo ha portato a conseguire riconoscimenti internazionali di primissimo livello. Ma il messaggio che porterà a TEDxPontedera va ben oltre i risultati imprenditoriali. Al centro del suo intervento ci sarà il significato delle radici, intese non come un limite, ma come una risorsa dalla quale partire per immaginare il futuro.
«Essere stato scelto per salire sul palco di TEDxPontedera è uno dei riconoscimenti più emozionanti del mio percorso – racconta Paolo Nenci –. Quando ho iniziato a fare dirette dai campi con un iPhone, raccontando la vita quotidiana di un contadino, sembrava che stessi perdendo tempo. Oggi proprio quel percorso, fatto di innovazione,
ostinazione, sacrifici e anche tante sconfitte, mi porterà dentro il cerchio rosso di TEDx. Quello che mi emoziona ancora di più è pensare che su quel palco porterò anche Chiusi. Porterò il nome del paese in cui sono cresciuto, la storia della mia famiglia e il lavoro iniziato da mio nonno nel 1972. Sono profondamente orgoglioso di poter rappresentare il mio territorio in un contesto così importante e vorrei che questo traguardo non fosse visto soltanto come una soddisfazione personale, ma come la dimostrazione che anche da una piccola realtà di provincia
possono nascere idee capaci di arrivare lontano. Il mio desiderio è che, ascoltando la mia storia, almeno un giovane possa trovare il coraggio di credere nelle proprie idee, anche quando sembrano impossibili».


