Chiesto uno stop immediato alle attività di taglio con verifica dei danni alla flora e fauna ripale
SIENA. Da Guido Scoccianti, delegato regionale WWF per la Toscana, riceviamo e pubblichiamo.
“Ancora una volta il WWF si trova costretto a documentare uno scempio ambientale avvenuto in una zona particolarmente pregevole della nostra regione.
Ancora una volta, poco dopo la recente vicenda dell’Ombrone denunciata dal WWF, un fiume è stato aggredito con la distruzione della vegetazione riparia. In questo caso parliamo dell’Arbia, un corso d’acqua che nasce nel Chianti in provincia di Siena e percorre decine di chilometri di campagna, creando un importante corridoio ecologico dove nidificano (solo per citare alcuni animali) il merlo acquaiolo e il martin pescatore. Stiamo parlando di un fiume importante dal punto di vista paesaggistico e storico, ma soprattutto particolarmente prezioso dal punto di vista ambientale. Una parte considerevole del corso del fiume Arbia si trova all’interno di un Sito della Rete Natura 2000, ovvero la Zona Speciale di Conservazione (ZSC) Monti del Chianti. Ciò significa che ci troviamo in un’area particolarmente importante a livello ambientale per la presenza di habitat minacciati e di specie animali e vegetali protette, un’area che è dunque sottoposta a vincoli e tutele.
Un nostro socio e volontario è stato tra i primi a verificare gli ingenti danni ambientali a vegetazione ed habitat fluviale che sono stati realizzati tra i comuni di Gaiole in Chianti e Castelnuovo Berardenga, in gran parte all’interno del sito Natura 2000, allertando le autorità competenti. Il taglio ha interessato chilometri di fiume dove la vegetazione naturale di querce, pioppi, ontani, salici è stata tagliata per produrre cippato, direttamente sul posto, aggiungendo al danno del taglio anche rumore e inquinamento.
Come WWF chiediamo immediate risposte e chiarimenti in merito ai fatti accaduti, oltre ad uno stop immediato dei lavori di taglio ed esbosco nell’area. Per quale motivo è stata permessa una attività così impattante in un territorio di grande valore naturalistico? Di chi sono le responsabilità per questo ennesimo scempio ambientale? Possibile che si conceda il taglio boschivo in area fluviale con tanta leggerezza? Sono tutte domande che verranno poste all’autorità giudiziaria. Il WWF ancora una volta presenterà un esposto alla magistratura.
Ci chiediamo come intende la Regione Toscana conciliare gli obiettivi della Strategia europea per la Biodiversità 2030, se poi si verificano sul territorio tali situazioni, merito se non altro di una legislazione carente e di una tutela solo sulla carta. Nel 2027 scadono i termini per raggiungere lo stato ecologico “buono” per il Torrente Arbia, come previsto dalla direttiva europea Acque. Con questi interventi si va in direzione opposta rispetto alla direttiva stessa con il rischio di entrare in procedura di infrazione. Chiediamo risposte concrete anche alla Regione Toscana, ed in particolare al Genio Civile (ente che rilascia le autorizzazioni per i lavori nelle pertinenze fluviali), all’Unione dei
Comuni (che rilascia le autorizzazioni al taglio) e ai Consorzi di Bonifica.
Non possiamo rimanere indifferenti di fronte al saccheggio ambientale dei nostri territori, in un momento così delicato e importante per la biodiversità ed il pianeta. Il WWF è in prima linea per difendere i nostri fiumi e corsi d’acqua, fondamentali per la natura, fondamentali per il futuro dell’uomo”.


