di Carlo Magni
SIENA. Dopo anni nei quali abbiamo dovuto difendere persino la possibilità che il Monte continuasse a esistere, la ritrovata solidità ci aveva consentito di guardare avanti con maggiore fiducia. A quel risultato le lavoratrici e i lavoratori hanno contribuito affrontando sacrifici, assumendosi responsabilità e mantenendo il rapporto con la clientela anche nei momenti più difficili. Le preoccupazioni di oggi nascono anche da qui: dal desiderio di vedere riconosciuto quell’impegno e di poter finalmente partecipare ai frutti della ripresa.
Abbiamo difeso l’integrità della Banca perché crediamo nelle sue possibilità di crescita e nel valore del lavoro che vi si svolge, in tutta Italia. Continuiamo a farlo perché la separazione delle attività può cambiare profondamente le prospettive delle persone, incidendo sulle sedi, sulle mansioni e sulle opportunità professionali. Chi propone queste operazioni deve spiegare come intende affrontarne le conseguenze e quali impegni è disposto ad assumere verso i dipendenti.
Il voto dell’assemblea ha cambiato il quadro nel quale ci muoviamo e richiede di affrontare con lucidità i passaggi successivi. Alle valutazioni già espresse deve ora accompagnarsi un’iniziativa sindacale capace di seguire gli sviluppi e intervenire sulle decisioni che riguarderanno il lavoro. Manterremo piena autonomia nei confronti di ogni interlocutore, valutando i progetti per il loro contenuto industriale e per gli effetti che potranno produrre sulle condizioni delle colleghe e dei colleghi.
L’obiettivo è chiaro: tutelare le persone, contrastando ogni scelta che faccia ricadere su di loro i costi delle operazioni societarie. Le rassicurazioni sull’occupazione dovranno essere approfondite fino a chiarire che cosa comporteranno nelle diverse realtà aziendali, attraverso un confronto avviato quando sarà ancora possibile incidere. Sapere quali attività verranno mantenute, dove saranno svolte e con quale personale permetterà di negoziare garanzie adeguate alle conseguenze effettive dei progetti.
Per chi lavora, il futuro riguarda anche la possibilità di continuare a utilizzare le proprie capacità e di vedere riconosciuta l’esperienza maturata. Gli eventuali cambiamenti dovranno prevedere la preparazione e l’affiancamento necessari per affrontare attività diverse, mentre l’organizzazione dovrà assicurare condizioni sostenibili a chi continuerà a operare nelle strutture interessate. Su questi aspetti ci sarà un lavoro importante da condurre insieme, anche per le questioni comuni a MPS e Mediobanca, nelle sedi negoziali competenti.
Intanto, la Banca continua a vivere attraverso l’impegno quotidiano delle persone. Le incertezze sugli assetti futuri si aggiungono alle responsabilità di ogni giorno e rendono ancora più importante ricevere informazioni attendibili e risposte alle esigenze già presenti. Il riconoscimento del contributo dei dipendenti, l’attenzione alle difficoltà operative e le prospettive professionali devono conservare il loro spazio nel confronto con l’azienda durante tutta questa fase.
Possiamo affrontare ciò che verrà sapendo quanto abbiamo costruito e quanto possiamo ancora far valere. L’esito delle operazioni dipenderà da molti soggetti; il nostro impegno sarà utilizzare ogni possibilità di intervento per ottenere tutele concrete, mantenendo un rapporto costante con le colleghe e i colleghi. È su questa presenza che vogliamo fondare la fiducia: sulla determinazione ad accompagnare il percorso, a cercare soluzioni e a difendere il diritto di chi ha sostenuto la ripresa del Monte a costruire, al suo interno, anche il proprio futuro.


