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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

La seconda piscina a Siena? Non in Piazza d’Armi

Per Enzo Martinelli meglio valorizzare il parco

di Enzo Martinelli

SIENA. Demolita quella vecchia, la nuova piscina “non si deve ricostruire nello stesso sito! Se ne scelga un altro!”. Sono in molti a Siena che la pensano così, ai quali mi aggrego volentieri per le ragioni che di seguito espongo.

L’espansione urbana di Siena ha interessato prevalentemente il territorio settentrionale della città che è stato anche arricchito di molte dotazioni sportive tra le quali la piscina dell’Acqua Calda. Ricostruire una nuova piscina fuori Porta Camollia, a poche centinaia di metri dagli impianti natatori oggi esistenti, appare illogico. Lo sviluppo residenziale urbano, sviluppatosi negli ultimi 50-60 anni ha consentito di arricchire i nuovi quartieri settentrionali di molte palestre: Pascoli, Peruzzi, Galilei, Bandini, Sarrocchi, Marconi, Magistrale, ex Alfieri, Tozzi), del campo scuola Corsi, degli impianti della Mensana (due Palazzetti), di tre campi di calcio (Marciano, Bertoni, Meroni) e di uno di rugby, delle strutture sportive universitarie (tra le quali 3+1 palazzetti), del tiro a segno e infine del polivalente centro sportivo dell’Acqua Calda con le relative piscine. Dunque la parte nord della città è ben servita di impianti per lo svolgimento di tutte le discipline sportive. Se il sindaco ha denaro per ricostruire una nuova piscina perché non riequilibrare la presenza di strutture nelle restanti parti del territorio comunale che sono povere di impiantistica sportiva?

Demolita la vecchia piscina, il terreno su cui sorgeva può ampliare la bella area verde già esistente davanti alla Caserma dei paracadutisti, contigua a piazza Amendola. L’intero sito, opportunamente curato e valorizzato, costituisce un’idonea e accogliente cerniera verde tra il centro storico, le nuove realtà urbane settentrionali e l’approdo alla città da parte di coloro che risalgono le scale mobili dalla Stazione ferroviaria. Dunque un punto nevralgico di raccordo della mobilità e della vita comunitaria che non va appesantito da un nuovo impianto sportivo le cui attività sono già disponibili a poca distanza. La vecchia Piazza d’Armi assumerebbe funzioni rilevanti negli equilibri urbani, diventerebbe con la Lizza- Fortezza, il secondo “parco cittadino” tra il centro storico e quella che alcuni chiamano la nuova Siena (o Siena nord).

Non ho la presunzione di avere specifiche competenze disciplinari, ma 15 anni (1973-1988) trascorsi nella Commissione urbanistica comunale, mi hanno consentito di maturare alcune conoscenze che ritengo utili rappresentare per la discussione in atto. Nei tempi andati sui temi urbanistici si discuteva molto, a lungo, con passione e non solo nei luoghi della politica. Gli ordini degli architetti e degli ingegneri e la cultura universitaria partecipavano con impegno ai dibattiti e non erano tutti muti e distanti come sembra siano oggi. Eppure queste scelte, seppur parziali, sono importanti e determinano gli equilibri urbani, le future funzioni territoriali e le condizioni di vita della città che tutti siamo chiamati conservare e a costruire.

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