Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

“DE&I e CUG – Tre anni di noi” dell’Asl Tse tra confronto e partecipazione

Giornata dedicata a Diversità, Equità e Inclusione e al Gender Equality Plan

SIENA. Grande partecipazione per “DE&I e CUG – Tre anni di noi”, l’appuntamento di formazione e confronto dell’Asl Toscana sud est che ha avuto luogo oggi 23 ottobre nell’aula magna del presidio Mattioli dell’Università di Siena. Oltre 600 partecipanti, tra presenti e collegati da remoto, per l’incontro che fa il punto sulle politiche aziendali contro ogni discriminazione.

Dopo i saluti istituzionali della pro-rettrice vicaria dell’Ateneo senese Donata Medaglini, della direttrice sanitaria dell’AOUS Maria De Marco, del direttore generale Asl Tse Dario Rosini, la dottoressa Vittoria Doretti, direttrice dell’Area dipartimentale Promozione ed Etica della Salute, DE&I manager dell’Asl Toscana sud est, presidente del Comitato Unico di Garanzia (CUG) aziendale e responsabile Rete regionale Codice Rosa, ha introdotto i lavori, coordinati dalla direttrice della UOC Comunicazione, Informazione e Accoglienza AOUS Ines Ricciato.

In collegamento, la professoressa Ilaria Capua, Senior Fellow of Global Health presso la Johns Hopkins University – SAIS Europe e professoressa e direttrice del One Health Center of Excellence dell’Università della Florida, ha presentato il suo libro “Non mollate – Manuale di resistenza per l’affermazione del talento femminile” (Rizzoli editore). Per la professoressa Capua ogni persona ha talento e virtù da valorizzare ma, a volte, il talento incontra degli ostacoli legati all’organizzazione e, pertanto, è necessario agire sulla cultura organizzativa e avere a disposizione degli strumenti che lei definisce “resistosfera”.

L’assessora regionale alla Sanità Monia Monni ha sottolineato il valore di un percorso che trasforma le voci in responsabilità e la responsabilità in cambiamento, ricordando che una sanità pubblica che si prende cura della persona a tutto tondo non può considerare secondari dignità e parità. Sulla stessa linea Marco Torre, direttore generale della Direzione Sanità, welfare e coesione sociale della Regione Toscana, che ha richiamato l’impegno a non lasciare indietro nessuno.

Il delegato al Trasferimento tecnologico e professore di Automatica e Robotica dell’Università di Siena Domenico Prattichizzo ha illustrato ai partecipanti le possibili opportunità offerte dalla robotica e dall’intelligenza artificiale per un’inclusione effettiva. Ci sono infatti sistemi robotici e software che possono aiutare persone con disabilità nella vita di tutti i giorni.

Don Andrea Bigalli, coordinatore dell’Istituto di Ricerca in Teologia sociale della Facoltà teologica dell’Italia centrale, ha raccontato le proprie esperienze personali per l’inclusione nella reciprocità. Nelle sue parole ha affermato che non perde dignità chi viene marginalizzato, bensì chi marginalizza. Per Don Bigalli, inoltre, la comunità dovrebbe rinnovare il patto sociale generale.

La delegata del Rettore di UniSi alle politiche di equità e inclusione Alessandra Romano ha parlato di generi, poteri e politiche in accademia e dei possibili processi trasformativi per modificare lee resistenze organizzative.

Nella seconda parte della giornata, c’è stato prima un confronto tra i responsabili dei CUG dell’Asl Toscana sud est, Aous e Università di Siena, poi un dibattito in cui sono stati raccolti spunti per la definizione del nuovo Gender Equality Plan,coordinato dalla consigliera di fiducia Asl Tse Claudia Bini,

«Per me questa è una giornata estremamente importante, visto che torno in Azienda, – commenta il direttore generale dell’Asl Toscana sud est Dario Rosini. – Tra i nostri dipendenti, tre su quattro sono donne e la multiculturalità sta aumentando, cosa che ritengo positiva. Tutto questo è possibile grazie anche al percorso inclusivo e di lotta a ogni discriminazione avviato nel 2009 con il Codice Rosa e proseguito poi con il DE&I».

«L’Azienda continua a sviluppare una formazione d’avanguardia su temi innovativi legati alle forme di discriminazione, – dichiara la dottoressa Doretti. – Riconoscere, tutelare e promuovere la pluralità delle esperienze individuali diventa strategico in ambito lavorativo. Non solo, negli anni sono stati importanti obiettivi come: l’adozione del primo Gender Equality Plan (GEP) nel 2023; il conseguimento della Certificazione della Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022) nel 2024; la firma dell’Accordo quadro di collaborazione scientifica con l’Università di Siena sempre nel 2024. Nel 2026, infine, è arrivato l’accreditamento sulla Piattaforma unica delle destinazioni gestita dall’Agenzia nazionale per i Beni sequestrati e confiscati (ANBSC) che consentirà all’Azienda, prima tra le Asl italiane, di utilizzare beni confiscati alla mafia anche per realizzare punti di sostegno nel percorso di uscita dalla violenza, in stretta collaborazione con altri enti e istituzioni».

«Come Università di Siena siamo orgogliosi di ospitare e prendere parte a questa giornata, che rappresenta un’importante occasione di confronto sui temi della diversità, dell’equità e dell’inclusione, – afferma la pro-rettrice vicaria di UniSi Medaglini. – Promuovere contesti di studio e di lavoro accessibili e rispettosi delle differenze non è soltanto un obiettivo organizzativo, ma un fine strategico e un dovere etico e culturale che guida ogni giorno le nostre scelte. Siamo particolarmente soddisfatti che questo percorso si realizzi attraverso una proficua collaborazione interistituzionale. Un sentito ringraziamento va dunque al Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo e alla professoressa Alessandra Romano, Delegata alle Politiche di Equità e Inclusione, così come all’Azienda USL Toscana sud est, all’Azienda Ospedaliero Universitaria Senese e ai rispettivi CUG per l’impegno costante nella costruzione di una comunità sempre più aperta e condivisa».

«Promuovere la parità di genere e valorizzare le diversità, – dichiara Maria De Marco, direttrice sanitaria dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, – significa riconoscere la dignità di ogni persona che si rivolge ai nostri servizi. La diversità costituisce una risorsa preziosa anche all’interno delle nostre organizzazioni. Prendersi cura delle persone significa anche costruire un ambiente di lavoro in cui ciascuno si senta accolto, rispettato, riconosciuto e valorizzato. La collaborazione tra professionalità diverse è alla base del nostro lavoro e l’inclusione contribuisce a rafforzare il lavoro di squadra e a migliorare la qualità dell’assistenza. La strategia Diversity & Inclusion ci offre l’opportunità di tradurre questi principi in azioni concrete e quotidiane, nella consapevolezza che il benessere di chi cura è parte integrante della qualità della cura che offriamo ai nostri pazienti».

[banner_mobile]