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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Il Consiglio di Colle contro il tetto di alunni stranieri in classe

Il documento del gruppo Pd e Colle per Vannetti Sindaco è stato approvato col voto favorevole di alcuni consiglieri di maggioranza

COLLE VAL D’ELSA. Nell’ultimo Consiglio comunale è stato approvato l’ordine del giorno presentato da Pd e Colle per Vannetti Sindaco che chiedeva al consesso di  esprimere una netta contrarietà al tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi, previsto dal decreto scuola del Governo Meloni.

“L’approvazione – dice il capogruppo Pd Francesco Cavalieri – è stata possibile grazie al voto favorevole di alcuni consiglieri di maggioranza, dei quali apprezziamo il coraggio di prendere una posizione chiara”.

Cavalieri ha presentato l’atto con un intervento molto articolato data la complessità della questione affrontata. “Per iniziare – ha detto – perché credo sia importante spiegare innanzitutto perché abbiamo ritenuto necessario portare il problema in quest’aula. Non lo facciamo perché pensiamo che un Consiglio comunale possa modificare una legge dello Stato, come già detto altre volte, e non lo facciamo neppure per trasformare il Consiglio comunale in un luogo di scontro ideologico permanente. Lo facciamo perché ci sono momenti nei quali anche un Consiglio comunale deve avere il coraggio di dire da che parte sta, altrimenti mi dovete dire in quale assise, che non sia una piazza, possiamo esercitare il nostro ruolo politico. E quello di cui discutiamo oggi, anche alla luce dei fatti degli ultimi giorni, è a mio avviso uno di questi momenti, perché quando parliamo di scuola, stiamo parlando dell’idea di società che vogliamo costruire”.

Il Decreto-Legge 30 settembre 2026, n. 170 introduce, a partire dall’anno scolastico 2027/2028, un limite del 30% per determinate categorie di alunni con cittadinanza non italiana nelle classi prime. Il Governo presenta la scelta come uno strumento per favorire l’integrazione e per evitare la formazione delle cosiddette “classi-ghetto”.

“Voglio essere molto chiaro su questo punto – ha continuato Cavalieri -. Noi non contestiamo l’obiettivo di evitare la concentrazione delle situazioni di maggiore difficoltà, sarebbe assurdo farlo. Se una scuola si trova a gestire una particolare concentrazione di studenti che hanno bisogno di sostegno linguistico, educativo o sociale, deve essere messa nelle condizioni di farlo. Ma la domanda che poniamo è un’altra: si può affrontare un problema educativo utilizzando la cittadinanza come criterio di riferimento? Ecco, io penso convintamente e fermamente di no. Perché la cittadinanza non è un bisogno educativo, non ci dice se un bambino conosce o non conosce l’italiano, non ci dice se ha difficoltà di apprendimento o se è integrato. Non ci dice quale sia il suo rendimento scolastico, o quali siano le sue necessità. Ci dice soltanto quale sia la sua condizione giuridica. E allora noi pensiamo che, quando parliamo di scuola, il criterio debba essere il bisogno dello studente, non il suo passaporto”.

“Prima viene la persona – ha ribadito Cavalieri in aula -, la cittadinanza, se permettete, viene dopo. Per imparare l’italiano non serve spostarli da una classe all’altra, serve insegnar loro l’italiano, e serve formare chi deve farlo. Servono insegnanti, tempo e risorse. Serve rafforzare le scuole in difficoltà. Al Governo chiedo: se il problema sono le difficoltà linguistiche, perché non investiamo di più nell’insegnamento dell’italiano come seconda lingua? Se il problema è la concentrazione delle fragilità, perché non rafforziamo gli organici delle scuole con maggiori complessità? Se il problema è l’integrazione, perché non investiamo maggiormente nei mediatori linguistici e culturali? Se il problema sono le disuguaglianze educative, perché non interveniamo con maggiore forza sulla povertà educativa e sulla dispersione scolastica? Perché scegliere una percentuale? Solo perché è semplice, facilmente comunicabile, immediatamente comprensibile? Ma la scuola non è semplice. La scuola è complessa. E soprattutto i bambini non sono percentuali. Sono persone, storie, possibilità. Sono futuro”.

 

Questo è il risultato della votazione in consiglio comunale. Favorevoli, 5: Alberto Galgani, Margherita Russo, Domenico Ponticelli, Francesco Cavalieri, Enrico Galardi. Contrari, 2: Roberto Bilenchi, Nico Ferrandi. Astenuti, 5: Piero Pii, Patrizia Belli, Samuela Boldrini, Francesco Pelliccia, Vito Pavia.

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