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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Morte di David Rossi: domani la Commissione parlamentare rivela i nomi

Ma non risultano persone iscritte nel registro degli indagati

David Rossi (Foto di Augusto Mattioli)

SIENA. Da Pierluigi Piccini riceviamo e pubblochiamo.

“La Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, presieduta da Gianluca Vinci, ha convocato per domani, lunedì 19 ottobre, una riunione non prevista dell’Ufficio di presidenza. In quella sede, secondo quanto dichiarato dallo stesso Vinci al Tg1 e al Tg5, verranno indicati i nomi delle persone che alla Commissione sono stati riferiti come possibile mandante e possibile esecutore. Il presidente ha aggiunto che venerdì sono state depositate due annotazioni relative a colloqui con persone che avrebbero fatto quei nomi.

L’annuncio chiude una settimana intensa. Il 12 ottobre è stata presentata la consulenza tecnica affidata dalla Commissione al Ris dei Carabinieri. Secondo la lettura che ne ha dato Vinci, pochi minuti dopo la caduta all’imbocco del vicolo di Monte Pio sarebbero comparse una o due figure che avrebbero ritardato i soccorsi mentre Rossi era ancora in vita. Da qui l’ipotesi di un’intimidazione finita male, con un movente economico legato all’attività professionale del manager, e l’indicazione, come direzione di approfondimento, di ambienti della criminalità organizzata calabrese radicati tra la bassa mantovana e la bassa reggiana. Secondo quanto riportato dalla stampa, le consulenze della Commissione sarebbero state acquisite dalle Direzioni distrettuali antimafia di Firenze e Brescia. Nelle ultime ore alcune testate nazionali hanno inoltre dato notizia di un verbale secretato, il cui contenuto non è stato reso pubblico in forma ufficiale.

È bene tenere distinti i piani. Lo stesso presidente ha riconosciuto che al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. I nomi che verranno resi noti sono, per sua stessa definizione, quelli riferiti da terzi, non responsabilità accertate. Le inchieste della magistratura senese si sono concluse con l’archiviazione nell’ipotesi del suicidio, e una Commissione parlamentare, pur dotata dei poteri dell’autorità giudiziaria nelle indagini, non emette sentenze né accerta colpe penali: il suo compito è raccogliere elementi e, se ne ricorrono le condizioni, trasmetterli a chi può procedere.

Colpisce anche la forma: un annuncio affidato ai telegiornali nazionali prima ancora che alla sede istituzionale. È una scelta che accresce l’attesa ma espone a rischi, perché un nome pronunciato davanti a milioni di persone pesa più di qualsiasi successiva smentita. A tredici anni da quel 6 marzo 2013 la famiglia di David Rossi ha diritto a una verità piena, e Siena con lei. Proprio per questo ogni passaggio merita di essere verificato nelle sedi competenti, con le garanzie che spettano a chiunque venga chiamato in causa, prima di trasformare un’ipotesi in un fatto.

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