Lo stupore di Pietraserena Buongoverno MPS
SIENA. Da Associazione Pietraserena Buongoverno MPS riceviamo e pubblichiamo.
“Apprendiamo con stupore la proposta di adesione all’OPAS di Banca Intesa su Banca MPS formulata dal presidente della Fondazione MPS.
A prescindere dall’ormai acclarata irrilevanza della Fondazione MPS sulle scelte della Banca MPS, in considerazione della quota attuale ridotta allo zero virgola da oltre circa il 63%, risultato ottenuto da anni di gestioni censurabili, se non incompetenti, sempre sostenute da distorte logiche partitiche trasversali, e dalle recenti figurette fatte nelle precedenti assemblee di Banca MPS, ci aspettavamo un atteggiamento più neutro, se non un sostegno alla linea Lovaglio, in coerenza con quanto apparentemente dichiarato dalla stessa Fondazione, ma anche dagli Enti nominanti, Governo, Regione Toscana, Provincia di Siena, e dal Comune di Siena che nomina ben 4 componenti della Deputazione Generale. Ci auguriamo comunque che, proprio per non apparire incoerenti, se non inaffidabili, le succitate amministrazioni invitino i loro nominati a rivedere questa proposta che, di fatto, sancisce la fine della storia secolare della nostra Banca.
Purtroppo la Memoria Storica ci ricorda che molti “personaggi” senesi, in associazioni o da privati cittadini, negli anni passati hanno quasi sempre privilegiato un atteggiamento passivo, se non servile, con i presunti “potenti di turno”, in cambio di privilegi personali o dei loro gruppetti, con il risultato, in poco più di venti anni, di avere azzerato l’ingente patrimonio della Fondazione MPS e ora la perdita della Banca MPS.
Anche questa ci appare una decisione errata nei tempi e nella sostanza, ma soprattutto nella forma, apparendo opportunistica e in dissonanza con il sentiment di gran parte dei Cittadini di Siena, che anche nell’assemblea dello scorso aprile, avevano manifestato apertamente il fallimento. Pertanto, pur comprendendo che la situazione della prossima assemblea può apparire a favore dell’Ente “aggressore” dell’indipendenza e dell’autonomia della Banca MPS, e pertanto della sua senesità, e quindi potrebbe apparire conveniente “adeguarsi” a quello che appare come probabile nuovo “padrone” dell’economia cittadina, pensiamo che ci potessero essere modalità diverse e migliori per mostrare la disponibilità ad una futura collaborazione in caso di successo dell’OPAS.
Per noi appare importante il fattore economico, ma appare altrettanto importante la dignità e l’orgoglio di una città, troppo mortificata negli ultimi venti anni da partiti, governi e speculatori, che hanno determinato una crisi economica e sociale della Città che nessuno avrebbe mai immaginato.
Augurandoci che quella del 29 ottobre non sia l’ultima assemblea di Banca MPS. Comunque vada, pensiamo che la Fondazione MPS dovrà rimuovere il logo MPS, cosa che, insieme ad altri punti importanti e in accordo con un gruppo politico, avevamo già proposto in passato con una mozione in Consiglio Comunale, ma assurdamente bocciata dal sistema dei partiti di allora”.


