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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

M5S: “La Fondazione aderisce all’Opa Intesa: una resa senza condizioni”

SIENA. Da Alessandro Fanetti, coordinatore provinciale Movimento 2050 Siena, riceviamo e pubblichiamo.

L’ultimo baluardo è caduto. Non per mano dei mercati, ma per mano di chi
avrebbe dovuto difendere Siena.
Apprendiamo dalla stampa che la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, per bocca del suo presidente Riccardo Coppini, si appresta a dare parere positivo e ad aderire all’OPAS di Intesa Sanpaolo su Banca MPS.
Lo fa con lo 0,2% del capitale. Un residuo. Una polvere di quello che fu il 55% che rendeva la Banca del territorio non scalabile e inattaccabile.
È la fotografia perfetta di 15 anni di suicidio politico senese: da padroni a
questuanti. Da azionisti di riferimento a comparsa che va a chiedere se c’è posto al tavolo di Torino.

DICIAMOLO CHIARAMENTE: LA FONDAZIONE HA TRADITO LA SUA
MISSIONE.
La Fondazione MPS non è un fondo speculativo. È nata nel 1995 con uno scopo preciso e nobile: gestire il patrimonio conferito dalla banca per sostenere lo sviluppo economico, sociale e culturale della comunità senese e custodire il legame indissolubile tra la città e la sua banca.
Oggi cosa custodisce? Il “valore per l’azionista”? Il “rapporto virtuoso tra Intesa e le sue fondazioni”? Parole vuote. Servili. Dove sono nel comunicato di Palazzo Sansedoni le condizioni per Siena?
Dove è la garanzia sull’occupazione?
Dove è la garanzia che Rocca Salimbeni resti un centro direzionale e non una targa di bronzo?
Dove è la garanzia sull’indotto, su quel 6-8% di PIL che secondo la Camera di Commercio rischia di sparire?
Dove è la garanzia sul credito alle nostre piccole imprese, agli artigiani, ai commercianti?
Dove è la garanzia per la Fondazione stessa, che con Intesa diventerà un vaso di fiori a fianco di colossi come Compagnia di San Paolo e Cariplo che invece contano davvero?
Nulla. Zero. Solo l’inchino.

E QUESTO È IL POTERE DEI SOLDI CHE SI MANGIA TUTTO.

Delfin, Caltagirone, Benetton. Hanno deciso loro. Con un click hanno trasformato la banca più antica del mondo in una riga di un foglio Excel.
Delfin prende 665 milioni cash e diventa azionista di Intesa. Caltagirone ne prende quasi 400. E Siena cosa prende? La promessa che “Intesa avrà un ruolo di particolare signicato”. Quale? Quello di chiudere?
Siena, purtroppo, non è pronta a salutare MPS.
Siena è stata costretta a farlo, nell’indifferenza generale di una classe dirigente locale che ha già preparato il curriculum per Torino.
Questa non è un’operazione di mercato. È la svendita di una identità.
E chi doveva difenderla ha scelto di mettersi dalla parte di chi compra.
Basta. Siena merita rispetto, non elemosina”.

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