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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Sicurezza stradale alla caserma Bandini: Rete contro il disarmo denuncia

1300 alunni delle medie "immersi in un contesto di evidente propaganda militare"

SIENA. Da Rete Senese Contro il Riarmo riceviamo e pubblichiamo.

“Nella giornata di lunedì 12 Ottobre, circa 1.300 alunni e alunne delle scuole medie inferiori di Siena hanno partecipato all’evento intitolato “La strada tra passione e sicurezza”, svolto presso la caserma “Bandini”, sede del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”.

Come Rete Senese contro il Riarmo riteniamo doveroso denunciare pubblicamente alla cittadinanza e al mondo della scuola la gravità di quanto avvenuto. Sotto il pretesto di un’iniziativa dedicata alla sicurezza stradale, migliaia di giovanissimi sono stati immersi in un contesto di evidente propaganda e normalizzazione delle istituzioni militari, in un momento storico già drammaticamente segnato da venti di guerra e pericolose spinte al riarmo.

In particolare, contestiamo l’associazione tra “sicurezza” e ambiente militare. Portare oltre un migliaio di ragazzi delle scuole medie in una caserma per parlare di sicurezza equivale a sovrapporre impropriamente la cultura della prevenzione stradale alla presenza militare, promuovendo l’idea che la sicurezza dei cittadini passi attraverso le forze armate. Inoltre gli studenti sono stati fatti assistere al rito dell’alzabandiera, un’operazione che punta alla normalizzazione dei codici e della disciplina militare nei confronti di minori in piena fase formativa. Senza contare che, durante l’evento, gli alunni hanno ascoltato il discorso del comandante che ha commemorato un soldato caduto nella battaglia di El Alamein del 1942, definendolo un “caduto per la democrazia”. Si tratta di una palese ed inaccettabile riscrittura della storia: quei soldati furono mandati a combattere dal regime fascista a fianco dell’esercito nazista. Associare la parola “democrazia” a quella pagina tragica della nostra storia significa distorcere la memoria storica di fronte a un pubblico di giovanissimi. Infine, gli studenti, divisi in gruppi, sono stati accompagnati tra i vari stand da un paracadutista con funzioni di tutor. Un’impostazione che ha trasformato la giornata in uno spot promozionale per l’Esercito, volto a veicolare la figura del militare come naturale “tutore dei cittadini”.

Riteniamo evidente che la sicurezza stradale non fosse il reale obiettivo primario di questa giornata, ma solo un pretesto per un’operazione d’immagine accattivante.

Vogliamo evidenziare inoltre la superficialità dimostrata da chi ha scelto di aderire a questa iniziativa estranea ai valori che dovrebbero promuovere le istituzioni scolastiche. Oggigiorno, la scuola ha il compito fondamentale di educare le giovani generazioni alla pace, al dialogo e alla costruzione di relazioni pacifiche, rifiutando con decisione il bellicismo che il mondo adulto sta pericolosamente alimentando.

Chiediamo al mondo della scuola, alle famiglie e alla cittadinanza tutta una riflessione profonda su quali valori e quali contesti debbano accompagnare la crescita dei nostri ragazzi”.

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