Patto per il Nord: "Sulla metratura dell'immobile esiste uno studio di fattibilità?"
SIENA. «Prima di lanciare nuove proposte sulla collocazione della Questura, la presidente della Provincia Agnese Carletti dovrebbe spiegare ai senesi che fine abbiano fatto i progetti già annunciati e mai concretizzati. Non si può continuare a spostare sulla carta uffici e servizi pubblici senza chiarire quali siano le reali necessità della città e quali gli impegni già assunti dalle istituzioni», dichiara Patto per il Nord – Siena, intervenendo sulla proposta di trasferire la Questura nell’immobile di viale Sardegna, originariamente destinato a ospitare la sede della Provincia.
«La presidente Carletti sembra voler nascondere la polvere sotto il tappeto, rilanciando l’utilizzo di un edificio realizzato proprio negli anni in cui si discuteva dell’abolizione delle Province. Ma prima di immaginare nuove destinazioni, sarebbe opportuno fare chiarezza sulle precedenti.
Che fine ha fatto il protocollo d’intesa che prevedeva il trasferimento del Poliambulatorio da Pian d’Ovile a viale Sardegna, il recupero a fini abitativi dell’ex INAM e lo spostamento del Monna Agnese nell’ex Caserma dei Vigili del Fuoco di viale Cavour? Quel protocollo è ancora valido? È scaduto? È stato abbandonato? E chi deve rispondere della mancata realizzazione degli interventi previsti?».
Patto per il Nord richiama poi l’attenzione sulla concreta possibilità di utilizzare l’edificio di viale Sardegna per le esigenze della Polizia di Stato.
«C’è una questione che la presidente Carletti dovrebbe chiarire prima di avanzare qualsiasi proposta: quella dei metri quadrati. Secondo la documentazione pubblicata dalla stessa Provincia di Siena, l’immobile di viale Sardegna dispone di 4.509 metri quadrati di superficie utile, autorimesse escluse, ed era stato progettato per ospitare 150 postazioni lavorative.
Eppure, secondo quanto riportato dalla stampa locale il 9 luglio scorso, per riunire tutte le sedi della Polizia di Stato a Siena servirebbero circa 13.000 metri quadrati.
Presidente Carletti, conosce questi numeri? Su quali valutazioni tecniche si basa la sua proposta? Ha una benché minima idea di quale sia la superficie necessaria per riunire gli uffici della Questura di via del Castoro e quelli ospitati nella caserma di via delle Sperandie?
Esiste uno studio di fattibilità che dimostri come un edificio di queste dimensioni possa rispondere alle esigenze logistiche, operative e di sicurezza richieste dal Ministero dell’Interno? Sono stati valutati gli interventi necessari e i relativi costi?
Perché una cosa è individuare una sistemazione per alcuni uffici, altra cosa è proporre una soluzione definitiva per riunire le articolazioni della Polizia di Stato.
I senesi hanno diritto di sapere se si stia discutendo di un progetto concretamente realizzabile oppure dell’ennesima ipotesi priva, almeno per quanto finora reso pubblico, delle necessarie verifiche tecniche».
«Non vorremmo che dietro questa improvvisa iniziativa ci fosse anche la volontà di evitare di affrontare la questione del circolo Arci dei Due Ponti, consentendogli di rimanere nell’attuale sede attraverso una diversa collocazione dell’Ufficio Immigrazione. È un interrogativo politico legittimo, al quale sarebbe opportuno rispondere con chiarezza, specificando quali uffici si intendano effettivamente trasferire e quali immobili verrebbero liberati».
«Vogliamo poi parlare del progetto di ampliare il Monna Agnese utilizzando gli uffici che la Questura lascerebbe liberi in via del Poggio? Se davvero si ritiene necessario trasferire il Monna Agnese, perché non riprendere il progetto che prevedeva il suo spostamento nell’ex Caserma dei Vigili del Fuoco di viale Cavour? E perché non valutare, invece, una riqualificazione degli spazi liberati nel centro storico, destinandoli all’ampliamento del Museo dell’Opera del Duomo e al recupero di abitazioni per le famiglie che vorrebbero tornare a vivere dentro le Mura, nei propri rioni? Siena ha bisogno di riportare residenti nel centro storico, di valorizzare il proprio patrimonio immobiliare e di garantire servizi pubblici efficienti. Non di continuare a spostare uffici da un immobile all’altro senza una visione complessiva della città».
Il movimento torna infine sulla questione dell’ex Caserma dei Vigili del Fuoco di viale Cavour. «Perché di quell’immobile, oggi inutilizzato, non parla più nessuno? Perché quel progetto non è andato avanti? Quali ostacoli sono emersi? Chi avrebbe dovuto superarli e non lo ha fatto? La presidente Carletti dovrebbe spiegare perché si continua a parlare di viale Sardegna, mentre su viale Cavour è calato il silenzio. Non siete stati capaci di portare avanti quel progetto oppure c’è qualcosa che i senesi ancora non sanno? La sicurezza dei cittadini e le esigenze della Polizia di Stato meritano soluzioni concrete, sostenute da verifiche tecniche e risorse certe, non annunci destinati a creare ulteriore confusione. Prima di annunciare nuove soluzioni, sarebbe il caso di rendere conto di quelle rimaste sulla carta. E soprattutto di spiegare perché di viale Cavour non si parla più».
Patto per il Nord – Siena




