Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

San Giobbe cerca in trasferta la prima vittoria

CHIUSI. Secondo appuntamento nel campionato di Serie B Nazionale 2026/27 per San Giobbe Basket, attesa dalla trasferta sul campo della Felice Scandone Avellino.

I biancorossi arrivano dall’esordio amaro contro Ravenna al PalaPania, mentre per i campani sarà la prima partita ufficiale, dato il rinvio del debutto con la Virtus Roma. La sfida, in programma al Pala Del Mauro di Avellino, sarà arbitrata dai signori Pierluigi Marzo di Lecce, Cosimo Schena di Castellana Grotte e Matteo Serse di Brindisi.

Alla vigilia della gara, coach Giampaolo Di Lorenzo analizza la prima partita: «Contro Ravenna non ha funzionato quasi nulla. In campo si è vista una squadra preoccupata, probabilmente anche perché era la prima di campionato e c’era tanta voglia di fare bene, ma sono emersi troppi dettagli non curati. Come ho detto ai ragazzi, questa è sicuramente anche una mia responsabilità. Ho la giustificazione di aver fatto soltanto dieci allenamenti, subentrando a una situazione tecnica precedente, e stiamo vivendo una fase nella quale i giocatori devono assimilare cose nuove. Domenica è mancata quella continuità e quella capacità di automatizzare alcuni gesti che in allenamento magari funzionano, mentre nella situazione di stress della partita sono emerse diverse nostre difficoltà. Con il lavoro, però, la qualità sta iniziando a venire fuori e quello che dobbiamo fare si vede con sempre maggiore semplicità all’interno dei nostri allenamenti».

«I ragazzi hanno lavorato duramente anche questa settimana e credo che, rispetto a sette giorni fa, siamo un po’ più bravi e un po’ più forti, come è giusto che sia. Lavorando settimana dopo settimana impariamo a conoscerci sempre meglio. La settimana è stata positiva perché la reazione c’è stata subito: abbiamo fatto un gran lavoro in palestra e anche la fiducia è più alta rispetto alla settimana scorsa».

«Ai ragazzi ho parlato di tre punti, quasi filosofici. Il primo è capire chi siamo noi in questo momento. Il secondo è sapere contro chi giochiamo. Affrontiamo una squadra con quattro giocatori che hanno vinto il campionato di Serie B Nazionale oltre allo zoccolo duro della promozione e a giovani molto interessanti. È quindi una formazione che, soprattutto dal punto di vista fisico, ha un impatto importante. In più andiamo a giocare ad Avellino, una piazza storica e calda, contro una società che vuole ripartire e provare a tornare verso categorie superiori. Per loro sarà anche la prima partita in casa dopo la promozione dello scorso anno. Ci aspetta quindi un ambiente particolare, contro una squadra fisicamente importante e in una partita sicuramente molto dura».

«Dobbiamo prima di tutto riconoscere quali sono le nostre qualità fisiche e dove possiamo trovare dei mismatch favorevoli. Probabilmente abbiamo lunghi più dinamici e più veloci e dobbiamo sfruttare queste caratteristiche. Abbiamo anche piccoli che possono mettere pressione sui loro portatori di palla e dovremo riuscire a farlo per tutta la partita. Sappiamo quale tipo di gara ci aspetta e dobbiamo riuscire a giocarla in un ambiente probabilmente molto caldo. È anche più bello giocare in un palazzetto avversario pieno e stimolante, ma dovremo essere sicuramente fisici e pronti, allo stesso tempo però molto lucidi. Sarà importante gestire il ritmo della partita. Credo che, se avremo ben chiare le cose da fare e riusciremo a trasferirle sul campo, avremo buone possibilità di portare a casa il risultato».

«Credo che l’ambiente possa portare Avellino a giocare con grandissima energia: andare forte a rimbalzo, buttarsi su ogni pallone vagante e cercare anche delle soluzioni individuali. È quell’energia che il fattore campo può darti in un palazzetto del genere. Allo stesso tempo, però, può anche portare confusione e far perdere il filo della partita. Noi dovremo riuscire a schermarci da tutto questo e riconoscere che abbiamo tante qualità e tanto talento da mettere a disposizione della squadra. Dovremo farlo dal primo secondo all’ultimo, non a sprazzi come contro Ravenna, quando in alcuni momenti ci siamo ricordati di quello che potevamo fare e in altri ci siamo completamente persi».

[banner_mobile]