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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Cravos Siena: “Il modello di diritto allo studio toscano si sta sgretolando”

"Studenti pienamente idonei non sono beneficiari a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili"

SIENA. Da Cravos, associazione studentesca, riceviamo e pubblichiamo. 

“Due giorni fa sono state pubblicate le graduatorie provvisorie degli aventi diritto alla borsa di studio del DSU Toscana. Sono più di 18.000 gli studenti aventi diritto, di cui quasi 9.000 con richiesta di posto alloggio. Peccato che in Toscana i posti disponibili nelle residenze siano meno di 5.000.

Tra le sedi centrali a Pisa e a Firenze l’anno accademico si conclude, mentre le graduatorie per il posto alloggio devono ancora scorrere e, nel frattempo, arrivano le nuove matricole. Siena è l’unica città in cui le graduatorie riescono a esaurirsi, ma anche in questo caso ciò avviene comunque verso marzo-aprile, 7 mesi dopo l’inizio dell’anno accademico e, nel frattempo, il peso economico di questa situazione ricade sulle famiglie. Se si vanno a guardare le sedi di Arezzo e Carrara le richieste di alloggio sono ogni anno più del doppio del totale dei posti a disposizione.

In questo scenario, le parole dell’assessora regionale all’Università e al diritto allo studio, Cristina Manetti, secondo cui “I numeri di questa graduatoria ci dicono quanto sia importante continuare a investire su borse, mense, residenze e servizi”, ci sembrano assolutamente fuori luogo. Il modello di diritto allo studio toscano si sta sgretolando sotto i nostri piedi mentre la Regione resta immobile.

Negli ultimi anni il DSU Toscana ha continuato ad alzare la soglia ISEE adeguandosi alle norme ministeriali per poter richiedere la borsa di studio, presentando questa manovra come un tentativo di aiutare maggiormente le famiglie. A questo, però, non è corrisposto un aumento proporzionato dei fondi destinati a coprire le borse. Si è così prodotto il paradosso per cui sempre più persone possono, giustamente, accedere alla borsa di studio, ma allo stesso tempo aumenta il rischio che studenti pienamente idonei secondo i criteri regionali non ne siano beneficiari a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili. La figura dell’idoneo non beneficiario in Toscana non è mai esistita e invece oggi nel Consiglio di Amministrazione del DSU Toscana se ne parla come di una prospettiva concreta per i prossimi anni.

Parallelamente, sono numerose le situazioni di degrado e di inefficienza in cui l’Azienda per il Diritto allo Studio continua a lasciare diverse mense e residenze; su Siena basti vedere mensa Bandini, chiusa nel 2021 e per la quale era stato ottenuto lo stanziamento di 4,5 milioni di euro, lì i lavori non sono mai iniziati. Situazione simile per residenza XXIV Maggio, un ecomostro appena fuori dal centro storico che potrebbe ospitare 155 studenti e che, invece, viene lasciato nel degrado. La responsabilità di questa crisi del diritto allo studio è certamente riconducibile a decisioni sconsiderate dell’Azienda DSU, ma ricade in misura maggiore sulla Regione e sul Governo Centrale, negli ultimi anni, è stato il PNRR: fondi per 1,2 miliardi di euro destinati all’housing universitario sono finiti quasi interamente nelle tasche dei privati, invece che a sostenere le Aziende regionali per il Diritto allo Studio. Il bando stesso ha favorito i soggetti privati che speculano sulla crisi abitativa e offrono agli studenti camere in questi grandi studentati per cifre anche sui 900-1200€ al mese, cifre inconciliabili con la vita studentesca.

Il sistema del diritto allo studio è costantemente definanziato e, per i prossimi anni, le prospettive sono ancora più nere: si rischia di avere migliaia di idonei non beneficiari di borsa di studio, le mense chiuse a cena per cercare di tagliare i costi (tagliando così difatti un servizio essenziale) e un mercato degli affitti sempre più saturo e inaccessibile per gli studenti non borsisti.”

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