Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Huang Rui a Siena con 40 opere in “The Extraordinary Path”

18 sedi espositive raccontano un viaggio nell’arte dal 18 settembre al 30 dicembre

di Giulia Tacchetti

SIENA. Come l’Accademia Chigiana è un punto d’incontro per musicisti, maestri e giovani talenti provenienti da tutto il mondo, facendosi ponte tra passato e futuro, così Huang Rui si fa promotore di un dialogo artistico pensato come un ponte: parte dalla storia della città, ma invita a guardare Siena in maniera diversa, senza offrire una conclusione, ma un inizio. Infatti il titolo della mostra “The Extraordinary Path” racconta un cammino che va oltre il già conosciuto; parte da una solida formazione per raccontare la storia di un percorso, in cui si mettono in relazione esperienza e ricerca, talento e disciplina, tradizione e contemporaneità in un confronto internazionale. “Path” significa non solo cammino, ma anche movimento, cambiamento. Indica un artista che non considera la formazione un punto di arrivo, ma un punto da cui continuare ad interrogarsi per andare oltre.

Quale luogo più adatto dell’Accademia Chigiana per ospitare un racconto di questo genere? Qui il passato non è una semplice memoria, ma una presenza con cui le nuove generazioni sono chiamate a confrontarsi.

Huang Rui, nato a Pechino nel 1952, vive e lavora tra Parigi e Pechino. Fondatore dello Stars Group, Xing Xing, nel 1979 ha svolto un ruolo centrale nella realizzazione della prima mostra pubblica d’arte della Cina post-maoista, considerata una delle prime espressioni di libertà artistica nel paese. La sua ricerca parte dall’idea che l’arte debba riflettere i problemi del suo tempo. Nel 2002 ha promosso la nascita del 798 Art District di Pechino, principale centro di arte contemporanea. Possiamo ben comprendere come nel suo intervento parli di “momenti di ombra e di luce” nella sua vita.

La sua produzione (scultura, pittura, installazioni) è profondamente legata al principio del Dao, principio fondamentale della filosofia cinese e del Taoismo, che spinge ad agire in armonia con la natura, vento, acqua, tuono, senza imporre la propria volontà o lottare contro il corso degli eventi, accettare il cambiamento continuo della realtà e l’interazione costante di due forze opposte. La vicenda artistica di Huang Rui si inserisce in questa dimensione, con un progetto che mette al centro il valore del percorso individuale, capace di trasformare ogni esperienza in una nuova tappa di ricerca.

La mostra (Bérénice Angremy è la curatrice) si articola in una prima sezione ospitata a Palazzo Chigi Saracini “Space-Structure II 1983-2026”, che guida il visitatore nel percorso artistico dell’autore fortemente ispirato al Taoismo ed in una seconda sezione “Siena/Sayina”. Allestita nei musei delle 17 contrade, include un’opera per ciascuna di esse, in cui emerge un dialogo tra numeri e parole, che guida l’immaginazione dell’artista. Le opere nascono dall’incontro di Huang Rui con gli elementi visivi, storici e simbolici di Siena e delle sue 17 contrade. Anche se il concetto di “contrada” non è facile da comprendere, l’artista è rimasto affascinato dal senso di identità di ciascuna di esse, che continua nella Storia. Quindi il progetto si vuole confrontare con le comunità, , la vita pubblica e la memoria collettiva.

[banner_mobile]