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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Nasce il movimento “Tutti per una, l’Italia antifascista per tutti”

Dopo Bari alle 11 la prima lettura pubblica di articoli della Costituzione

ROMA.  Si è costituito ufficialmente il movimento “Tutti per una, l’Italia antifascista per tutti”, già presente in diverse città italiane con l’istituzione di comitati locali, per iniziativa del linguista Massimo Arcangeli.

Le prime attività sono una serie di eventi di mobilitazione organizzati in tutta Italia in cui verranno letti e commentati pubblicamente (in italiano, in una lingua straniera, in una lingua minoritaria o in dialetto) uno o più articoli della nostra Costituzione per rispondere in modo fermo, con gli strumenti della democrazia, al partito sovversivo fondato da Roberto Vannacci. Questo in risposta al referente trentino di Futuro Nazionale, il cui programma politico segna la ricostituzione del partito fascista, e che parteciperà a “Ritorno a Camelot 2026”, la manifestazione neonazista del Veneto Fronte Skinheads programmata a Dro (Trento) per i giorni compresi fra il 3 e il 6 settembre.

Le prime letture si svolgeranno dopo Bari, a Torino e Benevento

TORINO 21 settembre, ore 18. La lettura, organizzata da Nyamwily Arop Miniel Kuol, sarà tenuta al Mercato Centrale, nel cuore di Porta Palazzo, in piazza della Repubblica 25.

BENEVENTO 21 settembre, ore 18. La lettura, a cura dei “Lettori itineranti” dell’aps “Culture e letture”, è stata organizzata da Elide Apice, vicepresidente dell’associazione, e sarà tenuta presso la libreria Barbarossa, in via delle Puglie 13.

Seguiranno ulteriori letture in altre città della penisola.

È stato intanto lanciato su www.change.org anche un appello al Presidente della Repubblica che ha già raggiunto le 8.000 firme:

https://c.org/CfgrhhYjwq

Ecco il testo dell’appello:

“All’on. Sergio Mattarella, presidente della Repubblica italiana

Ci appelliamo al Presidente della Repubblica, in qualità di cittadini e di cittadine che si riconoscono fermamente nei valori della Resistenza, della democrazia liberale e nei principi fondamentali dello Stato di diritto sanciti dalla nostra Carta Costituzionale, perché anche stavolta, come nelle tante occasioni in cui è intervenuto a difesa dell’Italia democratica e civile, faccia risuonare la sua voce con la ferma condanna dei contenuti della Base Ideologica e Programmatica (BIP) di Futuro Nazionale, in quanto configurano, unitamente alle concrete condotte e alle recenti evidenze pubbliche a essi riconducibili, una manifesta e sistematica violazione della XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione, che vieta sotto qualsiasi forma la riorganizzazione del disciolto partito fascista.

Già le prime due parti della BIP del partito di Roberto Vannacci, modellata su Alternative für Deutschland (AfD), la formazione politica tedesca di estrema destra che ha visto ultimamente moltiplicarsi petizioni e mobilitazioni perché venga dichiarato fuorilegge, si erano palesate come incompatibili con uno Stato di diritto liberale e democratico. L’azzeramento di importanti conquiste sociali e civili, l’attacco alle minoranze, la discriminazione su base etnica e religiosa, la compressione della libertà individuale e l’intenzione di trasformare in sudditi i cittadini e le cittadine italiane in nome di uno Stato “etico”, e l’Italia in un paese militarizzato, «senza compromessi sugli ideali e con una netta consapevolezza di quali siano i valori non negoziabili (a cominciare dalla difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, della famiglia naturale, dell’identità cristiana, della concezione romana del diritto: linee rosse che non possono essere valicate, costi quel che costi)», minano alle basi i valori universali su cui si fonda la nostra democrazia liberale. «Costi quel costi», ad alimentare il senso minaccioso di una polarizzazione e di un’opposizione alla «dissoluzione globalista» che potrebbero determinare in futuro il ricorso alla violenza e alle armi contro chi resisterà all’assimilazione, perché la «popolazione italiana […] già oggi registra un numero impressionante, inaccettabile e non assimilabile di stranieri». A tutto questo si aggiungevano la «linea di assoluta fermezza contro […] l’immigrazione di soggetti caratterizzati da culture incompatibili con i valori fondamentali della nostra civiltà, ritenute una minaccia sia per la sicurezza che per l’identità del Paese»; l’abrogazione delle «leggi bavaglio, come la legge Mancino»; la «dichiarazione formale di accettazione e avvenuta assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana» per chi vuole ottenere la cittadinanza italiana, l’abrogazione dell’«art. 577 bis del Codice penale che ha introdotto il cosiddetto “femminicidio”»; la propugnazione di un “patriarcato mediterraneo” «volto alla sottolineatura delle specificità e alla formazione di maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società».

Nella sua terza parte, a completamento del disegno di restaurazione autoritaria e di smantellamento dello Stato di diritto perpetrato dal partito di Vannacci, la BIP di Futuro Nazionale, nel configurare un insieme di interventi radicali sulle strutture educative, sui diritti civili e sulle libertà fondamentali della persona, evoca in modo inequivocabile i pilastri della dottrina fascista del Ventennio: la demografia come dovere di Stato; l’inquadramento paramilitare della gioventù (con l’educazione militare nelle scuole e il reclutamento ideologico degli apprendenti); la cancellazione del diritto delle donne all’autodeterminazione e all’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza (Legge 22 maggio 1978, n. 194) e il divieto di somministrazione della pillola abortiva in regime ambulatoriale o domiciliare; la persecuzione delle minoranze (con la proposta di abrogazione delle unioni civili, la restrizione delle adozioni, la censura televisiva delle tematiche LGBTQIA+) e dei comportamenti non conformi all’ordine costituito; il controllo dell’informazione, a ricalcare l’attività di controllo, bonifica culturale e censura preventiva esercitata dal Ministero della Cultura Popolare (MinCulPop) durante il Ventennio”.


I principali obiettivi del movimento “Tutti per una, l’Italia antifascista per tutti” sono

Difesa della Costituzione e della memoria antifascista. Azione: vigilare sul rispetto della “XII Disposizione transitoria e finale del testo costituzionale” e denunciare ogni tentativo, esplicito o surrettizio, di riorganizzazione o legittimazione di ideologie fasciste nel dibattito pubblico e nell’azione politica.

Tutela dei diritti civili conquistati. Azione: opporsi ad ogni tentativo di riportare indietro di decenni il nostro paese in tema di aborto, unioni civili, diritti delle persone LGBTQIA+ e uguaglianza di genere.

Scuola pubblica, laica e libera da logiche militari. Azione: contrastare l’introduzione di modelli di educazione militare nei percorsi scolastici e promuovere un’idea di formazione fondata sul pluralismo, sullo spirito critico e sulla cittadinanza democratica.

Pluralismo dell’informazione. Azione: vigilare contro ogni forma di controllo politico dei mezzi pubblici di comunicazione, a tutela dell’indipendenza dell’informazione e del diritto dei cittadini a essere informati in modo plurale.

Cittadinanza inclusiva, non sudditanza. Azione: promuovere attivamente politiche su immigrazione e cittadinanza fondate sui diritti della persona, respingendo visioni della demografia come “dovere di Stato” o modelli sociali patriarcali imposti dall’alto.

Per aderire al movimento “Tutti per una, l’Italia antifascista per tutti”: movimentotuttiperuna@gmail.com; 3477296033 (WhatsApp)

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