Gli obiettivi: monitorare e contrastare il fenomeno del dumping contrattuale nel settore del commercio in provincia di Siena
SIENA. Nasce il Tavolo Permanente sul Contrasto al Dumping Contrattuale. Sono Filcams CGIL Siena, Fisascat Cisl Siena e Confcommercio Siena a dare vita al Tavolo grazie alla firma del Protocollo, oggi 3 settembre, presso la sede di Confcommercio a Siena.
Tutto nasce da una valutazione: il fenomeno del dumping contrattuale nel territorio provinciale è in crescita. E si manifesta attraverso l’applicazione di contratti collettivi non rappresentativi o atipici per ridurre il costo del lavoro e alterare le condizioni di concorrenza tra le imprese. Ed è ciò che occorre evitare. Anche perché il dumping ha conseguenze economiche così come sulla sicurezza, sulla salute e sulla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.
“E’ una scelta unica in Italia quella che abbiamo fatto qui. Noi vogliamo rendere concreta una responsabilità collettiva, ovvero quella di costruire un sistema territoriale di contrasto al dumping, questo è il grande obiettivo di un lavoro importante di cui ringrazio le organizzazioni sindacali. E’ un impegno di tutti, da cui nessuno si sottrae per le imprese che in modo corretto applicano i contratti e per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici – ha detto Daniele Pracchia, direttore Confcommercio Siena – Il dumping contrattuale costituisce una forma di concorrenza sleale che penalizza le imprese rispettose delle norme e abbassa le tutele dei lavoratori. La proliferazione di contratti collettivi non firmati dalle organizzazioni datoriali e sindacali più rappresentative a livello nazionale e territoriale altera l’equilibrio del mercato del lavoro locale. Il singolo lavoratore può perdere fino a 7 mila euro l’anno e le imprese che applicano il contratto nazionale si trovano di fronte ad una concorrenza che non è corretta”.
“A tutto questo risponde il Protocollo – ha aggiunto il direttore – dovremo monitorare sistematicamente le tipologie di contratti collettivi applicati dalle imprese nel settore del commercio in provincia di Siena, raccogliere i dati relativi ad eventuali fenomeni di dumping, analizzarli e condividerli per promuovere la corretta applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro firmati dalle organizzazioni sindacali. E poi: attivare le opportune segnalazioni e azioni di contrasto verso chi che ricorre a pratiche di dumping contrattuale, favorire la cooperazione strutturata con gli organi istituzionali di vigilanza, in particolare l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Siena. E’ chiaro che occorrano anche regole certe e diverse a livello nazionale su cui il governo deve lavorare con Cnel”.
“E’ la parte normativa dei contratti applicati che è diversa tra il contratto nazionale e un altro contratto. Con differenze salariali che riguardano ferie, malattie, tredicesima ecc… Spesso sono fenomeni legati ad aziende e consulenti che vengono qui da altre realtà – ha osservato Mariano Di Gioia, Filcams CGIL Siena – Abbiamo fatto una scelta di responsabilità. Non a caso saranno in programma incontri con istituzioni e poi vogliamo fare una cabina di regia. Non solo, altro obiettivo è quello di trasferire il protocollo al turismo. Anche a livello nazionale ci siamo attivati perché venga messa a punto una legge sulla rappresentanza. Oggi bastano due soggetti che si mettono d’accordo per avere un contratto. E i risultati sono questi. Le imprese nel settore commercio sono piccole, la media è 1,5 addetti a punto vendita in una realtà come il centro di Siena. E’ chiaro che il livello di sindacalizzazione sia legato anche alla dimensione aziendale. Quindi dobbiamo fare conoscere, sensibilizzare per arrivare a dei risultati”.
“Fino a cinque anni noi eravamo una realtà felice, mai emergevano contratti non sottoscritti dalle sigle Cigl Cisl Uil – ha sottolineato Marco Brogi, Fisascat Cisl Siena – Non è più cosi, anche a Siena. Ci arrivano lavoratori che neppure sono consapevoli dei contenuti del contratto. Così si trovano sì un salario simile ai colleghi con i contratti nazionali, ma non le ferie, malattia, fondi sanitari fino ad arrivare ad un gap di 7mila euro a carico del lavoratore. Avevamo visto questo fenomeno ai margini della provincia negli anni scorsi, ora qualcosa è cambiato. Non vogliamo fare sceriffi, certo c’è una parte ispettiva nel Protocollo, ma l’obiettivo è che il Protocollo stesso sia sentito come uno stimolo verso lavoratori e imprese, come forma di sensibilizzazione e di incentivazione verso l’applicazione di contratti nazionali. Per questo abbiamo accolto volentieri l’idea del Tavolo permanente. Avevamo notato negli anni scorsi fenomeni di dumping nel commercio nel Lazio e Sud. Vogliamo evitare di diventare noi apripista nella nostra Regione, anticipando il fenomeno. E se ci sono scorrettezze possiamo intervenire”.
I contenuti del Protocollo. Secondo il Protocollo il dumping contrattuale costituisce una forma di concorrenza sleale che penalizza le imprese rispettose delle norme e abbassa le tutele dei lavoratori. Non solo, la proliferazione di contratti collettivi non firmati dalle organizzazioni datoriali e sindacali più rappresentative a livello nazionale e territoriale altera l’equilibrio del mercato del lavoro locale. Ed ancora, EBITTOSC è l’Ente Bilaterale del Terziario della Toscana, costituito tra Confcommercio Toscana e le organizzazioni sindacali FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL, che rappresenta il soggetto bilaterale di riferimento per il settore del terziario in ambito regionale. Il Tavolo si impegna a raccordarsi con EBITTOSC per la raccolta e la condivisione dei dati relativi alle imprese iscritte, in relazione alla regolarità contributiva bilaterale e all’utilizzo delle prestazioni dell’ente: iscrizione e regolarità a EBITTOSC sono infatti un indicatore di corretta applicazione del contratto collettivo di settore. L’Ente Bilaterale può essere coinvolto anche come soggetto attivo nel monitoraggio territoriale del dumping contrattuale e nella promozione della bilateralità tra le imprese della provincia di Siena. Infine, la trasparenza nella applicazione dei contratti collettivi è condizione necessaria per garantire parità di trattamento tra lavoratori e tra imprese. Infine, la collaborazione tra le parti sociali e gli organismi istituzionali di vigilanza rappresenta un moltiplicatore di efficacia nell’azione di contrasto.
I dati. Il Tavolo adotta una metodologia strutturata di raccolta e analisi dei dati grazie a fonti dirette, ovvero grazie alle strutture territoriali delle organizzazioni sindacali e datoriali attraverso segnalazioni, anche in forma anonima, segnalazioni dirette da parte delle imprese, dati raccolti nell’ambito delle attività di contrattazione aziendale e di rappresentanza sindacale. Poi ci sono le fonti istituzionali, ovvero le comunicazioni obbligatorie trasmesse ai Centri per l’Impiego, i dati Inps, i verbali e le relazioni dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Siena, i dati della Camera di Commercio. Dovrà essere aggiornata semestralmente una mappa dei contratti collettivi applicati, con indicazione delle imprese che utilizzano contratti non sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative. Nella mappa ci dovrà essere indicato anche l’indice di rischio per settore e per area geografica provinciale. Dovrà essere stilato anche un report annuale pubblico sul fenomeno del dumping contrattuale nel territorio senese.
Da chi è composto il Tavolo. Ne fanno parte un rappresentante designato da ciascuna delle organizzazioni sindacali che firmano. Al proprio interno, con rotazione annuale, viene eletto un coordinatore che può convocare e presiedere le riunioni, per fare raccordo con i soggetti istituzionali esterni e curare la comunicazione. Il Tavolo si riunisce in via ordinaria con cadenza trimestrale e in via straordinaria su richiesta di una delle parti.
Azioni da mettere in atto. Il Tavolo può fare informazione e sensibilizzazione, può fare comunicazione diretta alle imprese, può fare campagne di informazione territoriale rivolte a lavoratrici, lavoratori e imprese, può pubblicare la mappa annuale dei contratti applicati. Non solo, il Tavolo può fare delle segnalazioni all’Ispettorato del lavoro per l’attivazione di ispezioni mirate, può fare segnalazione all’INPS, può fare comunicazione alle stazioni appaltanti pubbliche. Possono essere promosse anche iniziative territoriali. Nello stesso tempo, il Tavolo si impegna ad interconnettersi con l’Ispettorato del Lavoro per definire canali prioritari e procedure utili alla trasmissione delle segnalazioni di dumping contrattuale. In questo caso la finalità è quella di ricevere informazioni aggregate sull’esito delle ispezioni condotte. Tutto questo per pianificare controlli coordinati ed organizzare almeno un incontro annuale congiunto per la condivisione dei risultati e la programmazione delle attività.
Sede e durata. Il Tavolo promuove rapporti strutturati con Inps, Camera Commercio, Regione Toscana, Ente Bilaterale Toscana. Il Tavolo avrà sede presso la Confcommercio Imprese per l’Italia e ha durata triennale a decorrere dalla data di sottoscrizione. Alla scadenza si rinnova automaticamente. Può essere modificato o integrato in accordo tra tutte le parti.




