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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Al via a Monticchiello la quarta edizione del festival “Avanti, Popolo!”

MONTICCHIELLO. Quattro grandi temi, una piazza e due giorni per pensare, insieme. Il 12 e 13 settembre a Monticchiello (SI) torna il festival “Avanti, Popolo!”, giunto alla sua quarta edizione. In programma quattro incontri aperti e gratuiti dedicati ad alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo: l’uso “impunito” della disinformazione da parte del potere; il rapporto tra intelligenza artificiale, capitalismo digitale e democrazia; le trasformazioni profonde degli equilibri politici e culturali internazionali; l’uso della religione, in particolare del cristianesimo, da parte delle nuove destre.

Al via a Monticchiello la quarta edizione del festival Avanti, Popolo!. Sabato 12 e domenica 13 settembre filosofi, economisti, sociologi, giornalisti, teologi e scrittori si confronteranno su alcune delle domande che attraversano il presente e interrogano il futuro delle democrazie. Quattro incontri gratuiti e aperti al pubblico che si terranno nella piazza del borgo della Val d’Orcia: un’occasione per discutere insieme, fuori dalle semplificazioni del dibattito quotidiano, dei grandi cambiamenti politici, sociali e culturali che stanno ridefinendo il nostro tempo.

In un contesto internazionale segnato dalla diffusione dell’intelligenza artificiale, dallo strapotere senza confini dei giganti dell’economia digitale, dalle guerre, dalla crisi delle democrazie liberali e dall’ascesa di nuovi nazionalismi, Avanti, Popolo! propone uno spazio di confronto pubblico in cui approfondire i temi dell’attualità con il contributo di studiosi e protagonisti del dibattito culturale italiano. Al centro dell’edizione 2026 ci saranno: il rapporto tra realtà e politica nell’epoca della post-verità; le trasformazioni del capitalismo digitale e i loro effetti sulla democrazia; le profonde dinamiche storiche che stanno ridisegnando le nostre democrazie; il crescente utilizzo dell’identità cristiana da parte delle destre come arma nello scontro politico.

Tra i tanti ospiti di quest’anno, lo scrittore Paolo Di Paolo, l’economista e fondatore del “Forum Disuguaglianze e Diversità” Fabrizio Barca, il direttore di 9Colonne e autore televisivo del Punto su La7 Paolo Pagliaro, l’europarlamentare ed ex direttore di Avvenire Marco Tarquinio, la filosofa politica Simona Forti e la sociologa Francesca Coin.

L’evento è ideato dai giornalisti Andrea Criscenti e Gea Scancarello, che modereranno i dibattiti, in collaborazione con la Cooperativa del Teatro Povero di Monticchiello, che lo ospita.

Gli incontri si terranno nella piazza di Monticchiello. In caso di maltempo i dibattiti avranno luogo in uno spazio coperto. Il pubblico sarà invitato a partecipare facendo domande agli ospiti al termine dei dibattiti, nello spirito di confronto, partecipazione e apertura che caratterizza il festival.

Di seguito, il programma completo:

Sabato 12 settembre

Ore 15:30, “Buon compleanno Pinocchio! Perché le bugie non contano più”. 

Il Paese più potente del mondo, gli Stati Uniti, è guidato da Donald Trump, un presidente che è fonte quotidiana di falsità e che sfida continuamente il principio di non contraddizione. Perché in politica, oggi come non mai, bugie o assurdità non appaiono più così gravi e sono tollerate? Un problema per la politica, ma anche per l’informazione. 

Ne discutiamo con:

  • Filippo Barbera, professore di sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Torino e direttore di Dissonanze, la nuova rivista di politica e cultura di Donzelli Editore;

  • Chiara Cruciati, vicedirettrice del Manifesto;

  • Paolo Pagliaro, direttore dell’agenzia 9Colonne e storico autore de “Il Punto”, in onda su La7;

  • Giorgio Peloso Zantaforni, insegnante di Lettere e protagonista della vicenda dei docenti “schedati” perché di sinistra.

 

Sabato 12 settembre

Ore 17:30, “L’IA, il capitalismo digitale e la democrazia svuotata”.

Nell’era del capitalismo digitale delle Big Tech, il cui fatturato vale più del Pil di importanti Paesi, e dell’Intelligenza artificiale, che sta ridisegnando nel profondo strutture economiche, lavoro, conoscenza e immaginario collettivo, la democrazia è sotto scacco. Quella dell’IA è molto più di una trasformazione tecnica: è un vero e proprio nuovo spirito del mondo i cui padroni sono più forti di ogni governo e autorità pubblica; e ne sono consapevoli. 

Ne discutiamo con:

  • Francesca Coin, sociologa e docente all’Università di Parma impegnata sui temi del lavoro e delle diseguaglianze, autrice per Einaudi di “Le grandi dimissioni – Il nuovo rifiuto del lavoro e il tempo di riprenderci la vita”;

  • Mattia Diletti, professore di Sociologia dei fenomeni politici alla Sapienza di Roma, dove coordina l’osservatorio “SPAm” (Società e Politica Americana);

  • Francesco Pallante, costituzionalista dell’Università di Torino. Nelle sue ricerche ha affrontato il tema delle condizioni, formali e sostanziali, che rendono davvero tale una democrazia.

 

Domenica 13 settembre

Ore 11, “Dove va la storia?”.

Il sistema uscito dalla Seconda Guerra Mondiale, nel quale la sfida era soprattutto l’allargamento dei diritti, delle libertà e quindi del campo democratico, è entrato in crisi. Cercheremo di capire quali sono oggi le dinamiche profonde che attraversano la storia: dov’è la lotta e quali sono le forze in conflitto? In uno scenario in cui, dagli Stati Uniti a Israele passando per molti Paesi europei, la “malattia” sembra interna alle stesse democrazie, sarà uno sforzo di ragionamento in prospettiva: una missione spericolata e affascinante, che gli ospiti affronteranno con punti di vista diversi.

Ne parleremo con:

  • Fabrizio Barca, economista e fondatore del “Forum Disuguaglianze e Diversità”, già ministro e funzionario della Repubblica;

  • Paolo Di Paolo, scrittore, in libreria con “Un mondo nuovo tutti i giorni” (Solferino), su Pietro Gobetti;

  • Simona Forti, professoressa di Filosofia Politica alla Scuola Superiore Normale di Pisa, principale studiosa italiana di Hannah Arendt e del totalitarismo.

 

Domenica 13 settembre

Ore 15:30, “L’opa della destra sul cristianesimo”.

La campagna di Trump contro il Papa, le preghiere alla Casa Bianca, ma anche il “Dio, Patria, Famiglia” di Giorgia Meloni e delle varie forme di “nazionalismo cristiano” sempre più diffuse e forti in Europa: il Cristianesimo è ormai usato dalla politica come parte di un corredo ideologico e di un’identità escludente. Le nuove destre hanno lanciato un’opa culturale e politica sul Cristianesimo: cosa significa per le società laiche? Quanto è minacciosa questa sfida, anche per la Chiesa?

Ne discutiamo con:

  • Tommaso Greco, professore di Filosofia del Diritto all’Università di Pisa e autore di “Critica della ragione bellica” (Laterza);

  • Marinella Perroni, teologa e biblista, è stata presidente del Coordinamento Teologhe Italiane;

  • Marco Tarquinio, europarlamentare eletto come indipendente nel Pd, a lungo direttore di Avvenire.

 

Info

Per ogni altra informazione, anche sulle strutture dove alloggiare, ci si può rivolgere alla cooperativa del Teatro Povero di Monticchiello, che si occupa dell’organizzazione logistica dell’evento: teatropovero@gmail.com oppure +39 370 331 1025 

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