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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Pd: “Mps: Siena deve fissare ora le proprie condizioni”

SIENA. Dal PD – Unione Comunale di Siena riceviamo e pubblichiamo.

“Il Consiglio Comunale straordinario aperto del 2 settembre deve segnare un passaggio preciso: Siena deve fissare adesso le proprie condizioni sul futuro di Monte dei Paschi, qualunque sia l’esito delle operazioni e degli assetti proprietari oggi in campo.

Per il PD senese, come approvato dalla Direzione cittadina del 31 agosto u.s., significa salvaguardare l’integrità e il ruolo economico della banca, i livelli occupazionali, la permanenza a Siena di funzioni direzionali effettive e strategiche, l’indotto, l’accesso al credito per famiglie e imprese e il legame con il territorio. Difendere MPS non significa difendere un simbolo o una presenza formale in città, ma lavoro, funzioni, credito, capacità decisionale e una parte rilevante dell’economia senese.

E queste condizioni vanno poste partendo da una ricostruzione corretta di quanto accaduto. Il risanamento di MPS viene da lontano e gli interventi pubblici decisivi precedono l’attuale Governo e si sono succeduti dal 2012 al 2022. Interventi grazie ai quali MPS è stata messa nelle condizioni di risanarsi e lo Stato è arrivato a detenere oltre il 60% del capitale. L’attuale Governo ha invece progressivamente ridotto quella partecipazione a poco più del 4%, senza accompagnare le vendite con una strategia chiara sul futuro industriale della banca, sulle sue funzioni, sull’occupazione e sul rapporto con Siena.

Oggi, con le operazioni che coinvolgono Banco BPM, Banca Generali e Intesa Sanpaolo, il quadro è nuovamente in movimento e il futuro assetto di MPS resta aperto.

Non spetta alla politica scegliere chi debba vincere nel risiko bancario. Spetta però alla politica stabilire quali interessi debbano essere tutelati in qualunque scenario.

Le dichiarazioni della Presidente del Consiglio contro lo smembramento di MPS sono positive nell’obiettivo, anche se arrivano quando gran parte della capacità di indirizzo dello Stato è stata ceduta. Anche l’incontro del 25 agosto al MEF non ha fornito risposte sufficienti sul futuro industriale della banca: mantenere per il momento la quota pubblica residua è un segnale positivo, ma non equivale a una politica industriale.

Gli obiettivi restano quindi chiari: un vero centro direzionale a Siena, con funzioni operative e strategiche, comprese quelle commerciali, del credito e dell’ICT; la salvaguardia dell’occupazione e dell’indotto; l’accesso al credito per famiglie e imprese; la tutela del marchio, dell’identità e dell’unitarietà di Monte dei Paschi.

Devono inoltre essere verificati tutti gli strumenti disponibili. Chiediamo al Governo di valutare, attraverso gli organismi preposti, anche la sussistenza dei presupposti per l’eventuale esercizio della golden power; alle autorità competenti spetta invece approfondire i profili relativi alla concorrenza e agli eventuali conflitti di interesse.

In questi mesi Comune, Provincia e Regione hanno costruito un fronte istituzionale ampio su obiettivi condivisi. Il Consiglio Comunale del 2 settembre deve compiere il passo successivo: formalizzare le condizioni di Siena e sostenerle unitariamente davanti al Governo, al MEF, alle autorità di vigilanza e a qualunque futuro interlocutore industriale.

Gli scenari oggi in campo possono cambiare o non realizzarsi. Il problema del futuro di MPS resterà.

Per questo Siena deve fissare adesso le proprie condizioni”.

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