Il cda non ha approvato il consuntivo 2025. Nominato un commissario per la gestione dell’ente
SIENA. Da Ausa (Associazione per un uso sociale di Ampugnano) riceviamo e pubblichiamo.
“Ferie e Palio hanno distolto l’attenzione da Ampugnano e dalla Conferenza dei Servizi convocata da ENAC Servizi per approvare i lavori di riqualificazione dell’aeroporto. Una distrazione che ha coperto anche le vicende interne a ENAC, rimaste inspiegabilmente fuori dal dibattito pubblico nonostante la loro gravità. Le notizie sono due, entrambe rilevanti: il Consiglio di Amministrazione non ha approvato il consuntivo 2025, è stato nominato un commissario per la gestione dell’ente.
Il presidente Pierluigi Di Palma ha lasciato l’incarico il 30 giugno, dopo cinque anni di mandato. Pochi giorni prima, il 25 giugno, il Consiglio di Amministrazione si era riunito per approvare – con notevole ritardo – il rendiconto 2025. In quella sede, il magistrato della Corte dei Conti ha sollevato un problema di conflitto di interessi: Di Palma è infatti coinvolto in una controversia con ENAC relativa alla richiesta di restituzione di 284.767 euro, cifra che secondo gli accertamenti deriverebbe dal superamento del limite massimo previsto per il cumulo dei compensi pubblici nel biennio 2023 2024.
Alla posizione del magistrato si è associato anche il Collegio dei revisori dei conti. Quando è stato chiesto a Di Palma di lasciare la sala al momento della votazione, il presidente ha rifiutato, partecipando al voto e votando a favore. Tutti gli altri consiglieri si sono astenuti: il consuntivo non è stato approvato. Un episodio che si aggiunge ai numerosi conflitti di interessi già segnalati nel tempo.
Da anni denunciamo il conflitto di interessi strutturale tra ENAC e la sua controllata ENAC Servizi: il controllore che controlla se stesso. Abbiamo più volte chiesto alla politica di intervenire per riportare ENAC al suo ruolo naturale – vigilanza, controllo, sicurezza – e non alla gestione diretta degli aeroporti, anche se mediata da ENAC Servizi.
Abbiamo segnalato lo sperpero di risorse pubbliche nella cosiddetta Regional Air Mobility (RAM), progetto privo di una seria valutazione preliminare e che, come abbiamo scritto più volte, non esiste se non come voce inserita nel nuovo Piano Nazionale Aeroportuale, documento che ancora deve superare la VAS ed essere approvato dalle autorità competenti.
Nessun soggetto politico, né locale né nazionale, ha voluto affrontare seriamente queste criticità.
Di fronte a questa gestione opaca e in mancanza di un serio intervento della politica siamo stati costretti a ricorrere: al TAR, per ottenere documenti che ENAC continua a negarci nonostante la Commissione Governativa per l’accesso agli atti abbia riconosciuto il nostro diritto; al MIT e ad ANAC, per segnalare il conflitto di interessi nella Conferenza dei Servizi su Ampugnano; alla Corte dei Conti, per le spese sostenute per la RAM e per il conflitto ENAC/ENAC Servizi.
La recente nomina del commissario dottor Carlo Marelli, potrebbe rappresentare l’occasione per riportare ENAC a una gestione trasparente, orientata alla buona amministrazione e non alla propaganda politica dei governi di turno.
La speranza tuttavia rischia di essere breve: il commissariamento non sembra derivare da una valutazione della mala gestione dell’ente, bensì dai consueti equilibri di potere. E se così fosse, nulla cambierà davvero”.




