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Magro e Simonovic con BC Roma in cammino verso la NBA

La capitale torna nel grande basket con un progetto da 50 milioni

di Umberto De Santis
 
ROMA. Nel bel mezzo del terremoto che sta rivoluzionando la pallacanestro europea con la nuova dimensione finanziaria, che sta creando l’EuroLeague, e l’espansionismo senza limiti degli Stati Uniti con la NBA, che sta cercando di creare un campionato parallelo nel Vecchio Continente, c’è anche il ritorno di Roma nel basket di serie A. E non con una, ma con ben due squadre: Maxima Roma e BC Roma.
Essere presenti ieri al primo incontro ufficiale con la stampa della seconda squadra, che nel suo organigramma ha riservato un posto all’indimenticabile Rimantas Kaukenas, ci ha dato l’occasione di rivedere da vicino due protagonisti di due ere ravvicinate, ma completamente differenti, se non per il naufragio finale, della storia della Mens Sana: Alessandro Magro e Marko Simonovic. 
 

Il 27enne montenegrino, 212 cm per 100 kg, è schierabile come italiano per le regole FIP, grazie al passato nel settore giovanile PMS Torino e proprio alla Mens Sana nella stagione 2017-2018, è poi sbocciato al punto da essere scelto dai Chicago Bulls nel draft 2020, ha maturato esperienza tra NBA, G League, Eurolega (Stella Rossa) ed Eurocup, sempre come cambio di lusso in contesti di alto livello.

Nell’ultima stagione al Turk Telekom Ankara ha prodotto 7,4 punti e 3,6 rimbalzi in 17,3 minuti, confermando affidabilità e impatto in rotazione. E dopo otto anni ritorna in Italia, alla BC Roma, disputerà con il club l’EuroCup 2026-2027 con un’occhio sul premio: la promozione per le due finaliste all’edizione seguente di EuroLeague nell’estate in cui NBA Europe intende ufficialmente cominciare il suo torneo.
Alessandro Magro, dopo la dissoluzione della Montepaschi nel 2014, ha cominciato una carriera che da Omegna l’ha portato in alto, non solo in giro per l’Europa, ma anche al titolo di miglior allenatore della Legabasket nel 2021-2022 alla guida della Pallacanestro Brescia. E’ stato il primo dirigente a presentarsi alla stampa, in un’estate vissuta dal club di rincorsa.
 
Il gruppo – che fa capo al dirigente NBA Donnie Nelson e alla stella del basket sloveno e dei Lakers Luka Doncic – ha rilevato la Vanoli Cremona alla fine dell’ultimo campionato, ottenuto il trasferimento della società dalla Lombardia a Roma, cercato e trovato nel Palazzetto dello Sport di Viale Tiziano una casa per giocare e nel nuovo impianto realizzato dal CONI all’Acqua Acetosa il campo di allenamento. E ha presentato questo progetto che sta impegnano 50 milioni di euro: una dimensione che, unita agli investimenti che si stanno preparando a Londra, Manchester, Parigi e alla volontà di NBA di far partire un campionato NBA Europe con 16 squadre, fa capire anche al lettore meno avvezzo alle cose di basket la portata miliardaria che si sta giocando “dall’Alpi alle piramidi, dal Manzanarre al Reno”.
 

La conferenza stampa di Alessandro Magro
Foto Elio Castoria Ciamillo-Castoria

Il coach ha raccontato ai media presenti le sensazioni del debutto: «È stimolante. Una sfida, una sfida che viene accettata in una città che non ha bisogno di presentazioni. Ho la fortuna di avere con me uno staff qualificato che ci dà la possibilità di pensare al basket ogni giorno. Vogliamo creare un’identità, è uno stimolo cercare di arrivare pronti. Come si dice: Roma non è stata costruita in un giorno. Mai come questa volta. Vogliamo lavorare ogni giorno per aggiungere un pezzo, e lasciare una piccola impronta in questa nuova struttura».

 
Sull’identità tecnica: «Penso che un coach debba cercare di enfatizzare al massimo le caratteristiche dei giocatori che ha. Un allenatore deve cambiare i principi in base ai giocatori che ha, e al fatto che il basket cambia. Quello che non è imprescindibile sono i valori. Deve essere riconoscibile il modo di giocare, la voglia di sacrificarsi, condividere in attacco e in difesa. Vogliamo portare a palazzo una squadra che sappia piacere e riscuotere da chi verrà a vederci l’idea che non molliamo. La qualità del lavoro, e la qualità di quello che vogliamo produrre, deve essere riconoscibile, trascinante. Il basket a Roma ad alto livello manca da un po’, vogliamo una squadra di sacrificio e intensità», prosegue Magro.
 
Inevitabile anche il tema della pressione: «Sicuramente la responsabilità, lo stimolo è di rappresentare tecnicamente un progetto così ambizioso. Quelli bravi dicono che la pressione è un privilegio. Essere stato scelto per un progetto così importante mi riempie di orgoglio. È un onore, sapere che hai la responsabilità tecnica di condurre e guidare uno staff e una squadra di grandi ambizioni. Sento il forte senso di responsabilità di dare dietro a chi ha avuto fiducia su di me».
 
Magro ha poi parlato delle ambizioni del club e della volontà di sviluppare i giocatori scelti in estate: «Penso che questo club possa avere ambizioni molto alte ma allo stesso tempo, attraverso lo staff che ha costruito, vuole essere un progetto dove chi arriva sa che si punta a crescere. La scelta dei giocatori è stata fatta rispetto a chi può ancora crescere. Vogliamo dargli qualcosa in più per continuare a farli crescere. Il campionato italiano sarà impegnativo, l’EuroCup sarà impegnativa. La doppia competizione. Dovremo riconoscere quali possano essere i leader, ma tutti possano mettere un passo in avanti nella crescita personale».
 
Tornare nella Capitale da protagonista ha poi un sapore particolare: «È strano, è bello. Roma è stata in passato un luogo dove si tornava spesso. Ora siamo dall’altra parte. È bello fare pallacanestro in una città con un potenziale enorme. Un motivo di orgoglio, soddisfazione e responsabilità».
 
(Foto BC Roma)
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