SIENA. In un nostro recente intervento avevamo già evidenziato le criticità della Conferenza dei Servizi convocata non da ENAC, come sarebbe corretto e previsto dalla logica istituzionale, ma dalla sua società in house Enac Servizi S.r.l.. La situazione è paradossale: ENAC dovrà approvare il progetto della sua stessa società controllata, sulla quale esercita un controllo analogo. In altre parole, l’ente che deve verificare la compatibilità dei lavori con le norme di sicurezza aeroportuale — perché ogni intervento su un aeroporto deve essere approvato da ENAC — si trova a giudicare i lavori che intende realizzare la propria “figlia”, Enac Servizi.
Una dinamica che, come abbiamo ripetuto più volte, solo nel nostro Paese viene tollerata, nonostante sia stata denunciata pubblicamente e nelle sedi istituzionali come un evidente conflitto di interessi.
In questo quadro, l’unica voce istituzionale che ha sollevato dubbi è stata quella del Sindaco Gugliotti, che anche nel suo recente intervento ha messo in luce il pressappochismo con cui Enac Servizi ha indetto la Conferenza dei Servizi. Un pressappochismo che non è casuale, ma che riflette un modo di operare ormai consolidato da parte di ENAC e della sua controllata.
È evidente che ENAC ed Enac Servizi confidano nel sostegno politico del Governo e dei partiti che lo sostengono. I segnali sono chiari: la presentazione del progetto Ampugnano a Siena alla presenza dell’intero apparato di Fratelli d’Italia; l’inaugurazione del volo Roma Urbe – Fano alla vigilia delle elezioni regionali
Sono episodi che mostrano una continuità di comportamenti e una certa sicurezza nel poter agire senza ostacoli.
La prova più evidente di questo strapotere emerge dagli stessi elaborati prodotti per la Conferenza dei Servizi. In uno dei documenti si legge: “Potranno essere presentate proposte progettuali, compatibili con la destinazione del sedime, per le integrazioni di attività a servizio del territorio e della collettività. Le eventuali proposte pervenute saranno valutate da Enac Servizi S.r.l. Unipersonale in sede di Conferenza dei Servizi.”
Tradotto: Enac Servizi lancia un messaggio al Comune di Sovicille. Se il Comune approva il progetto, allora Enac Servizi potrebbe prendere in considerazione la possibilità di destinare una parte del sedime ad attività utili al territorio (come impianti sportivi).
Una dinamica che somiglia più a un ricatto istituzionale che a un corretto procedimento amministrativo. Una cosa del genere non si è mai vista. Solo chi confida nell’impunità può permettersi un simile approccio.
Di questi aspetti, l’On. Michelotti non sembra preoccuparsi. Preferisce lodare il blog di chi sostiene il potenziamento di Ampugnano senza alcuna analisi seria dei costi e dei benefici.
La nuova narrazione è semplice: siccome ENAC spende, allora l’aeroporto “s’ha da fare”.
Ma proprio perché ENAC spende, sarebbe doveroso chiedersi come e dove spende, e se lo fa nel rispetto della legge.
Secondo il Codice della Navigazione, lo Stato può investire solo negli aeroporti di interesse nazionale e strategico. Pensare che Ampugnano rientri in questa categoria è una posizione che non trova riscontro nelle norme, ma solo nelle dichiarazioni dell’On. Michelotti, che ripete che il potenziamento è “strategico” senza fornire alcuna motivazione tecnica.
Si sostiene che l’avanzo di amministrazione di ENAC debba essere speso solo sugli aeroporti. Ma se fosse davvero così, come si spiega il finanziamento di 10 milioni di euro per la pista ciclabile sulla Salaria?
ENAC non è un ente economico: avrebbe potuto riversare quell’avanzo nelle casse dello Stato. Eppure non lo ha fatto. Un altro segnale di una gestione che meriterebbe maggiore attenzione da parte delle istituzioni e delle forze politiche che invece si contendono solo la poltrona di Presidente di ENAC.
In questi giorni il dibattito pubblico si è concentrato quasi esclusivamente sugli aspetti fisici del progetto: consumo di suolo, numero dei voli, impatto finanziario,inquinamento ecc.
Tutti temi importanti, certo. Ma il vero nodo — quello che rischia di passare sotto silenzio — è il conflitto di interessi strutturale che riguarda ENAC e la sua società in house, e che condiziona l’intero procedimento amministrativo.
Finché questo nodo non verrà affrontato, ogni discussione sul progetto Ampugnano resterà monca e priva di trasparenza. Il nostro augurio è che dopo le nostre segnalazioni ad ANAC e al MIT qualcuno si muova e che anche le istituzioni locali facciano la loro parte.




