SIENA. Con il comunicato a mercati chiusi dello scorso venerdì, Banco BPM ha definitivamente chiuso la porta all’ipotesi di fusione con Monte dei Paschi. È un passaggio che riguarda tutti i senesi e su cui riteniamo indispensabile la massima chiarezza per rappresentare alla città ciò che sta accadendo.
Il Consiglio Comunale di Siena, all’unanimità, ha dato mandato alla sindaca Fabio di rappresentare gli interessi del territorio presso tutti i soggetti istituzionali in grado di incidere su questa partita. Per farlo, è stato creato un coordinamento tra la sindaca, il presidente della Regione Giani e la presidente della Provincia Carletti, che hanno formalmente rappresentato alle autorità competenti le esigenze e le preoccupazioni del territorio, in primis al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Lo hanno fatto anche grazie al forte sostegno dei Comuni della provincia, che hanno promosso fin da subito le ragioni della difesa di MPS.
L’offerta di Intesa Sanpaolo dovrà passare al vaglio di ogni autorità di vigilanza, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti e, più in generale, del Governo che sono i soli ad avere in mano strumenti che possano incidere
davvero in questa vicenda.
La destra senese fatica a esprimersi, quando solo i vertici nazionali dei loro partiti potrebbero agire in difesa della Banca più antica del mondo, dell’economia senese e dei territori che beneficiano della sua presenza. La destra nazionale, d’altro canto, quando si è espressa sull’operazione, non l’ha giudicata negativamente, rifugiandosi dietro il principio della libertà di mercato. Questo nonostante il fatto che se MPS oggi è di nuovo una banca forte e solida, lo si deve a due fattori fondamentali: all’intervento dello Stato, deciso in passato da governi sostenuti dai partiti dell’attuale opposizione, e ai sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori, che con professionalità, responsabilità e
rinunce hanno sostenuto concretamente il risanamento della banca. Un contributo, quest’ultimo, che oggi deve essere pienamente riconosciuto, garantendo la tutela dell’occupazione, delle competenze e del ruolo dei dipendenti in ogni possibile scenario futuro.
Facciamo presente inoltre che, pur sollecitato da Provincia di Siena e Regione Toscana, il MEF non ha ancora fornito riscontro alla richiesta di incontro urgente avanzata formalmente alcuni giorni fa.
Se il Governo Meloni non ascolterà queste sollecitazioni, tra cui anche la richiesta di valutare l’adozione dei poteri del Golden Power, le possibilità di scongiurare gli effetti negativi dell’OPAS di Intesa Sanpaolo saranno limitate.
È il momento per i rappresentanti senesi, toscani e nazionali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, che rappresentano la maggioranza a Siena, così come a Roma, di uscire dall’imbarazzo per sapere se, oltre a inviare qualche e-mail, hanno davvero intenzione di chiedere con fermezza ai loro vertici nazionali se la questione merita o meno il loro
intervento con tutti gli strumenti che sono utilizzabili, mettendo nero su bianco le garanzie che reclama il territorio.
Rossana Salluce – Segretaria Unione Comunale PD di Siena
Alessandro Fanetti – Coordinatore Provinciale M5S di Siena
Fiorino Pietro Iantorno – Segretario Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra Siena
Alfredo Ardanese – Segretario provinciale PSI
David Chiti – Presidente Italia Viva area senese – Casa Riformista Siena
Piero Savorgnan – Vicepresidente Italia Viva area senese – Casa Riformista Siena
Elena Boldrini Europa Verde – Alleanza Verdi e Sinistra Siena




