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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Malattie rare: da Tls un nuovo progetto di ricerca dedicato alla cblC

E' realizzato in collaborazione con la Sezione di Biofisica del CNR di Palermo e Unife

SIENA. La Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) e l’Associazione Italiana Acidemia Metilmalonica con Omocistinuria cblC – aps annunciano l’avvio di un nuovo progetto di ricerca dedicato alla cblC (acidemia metilmalonica con omocistinuria di tipo cblC), una malattia genetica rara dovuta ad un difetto del metabolismo della vitamina B12. Il progetto, coordinato da TLS e realizzato in collaborazione con la Sezione di Biofisica del CNR di Palermo e l’Università di Ferrara, è finanziato con un contributo di 150.000 euro dall’Associazione italiana cblC – aps e mira allo sviluppo di un nuovo approccio terapeutico basato sull’utilizzo di proteine ricombinanti.

La cblC è il più comune difetto congenito del metabolismo intracellulare della vitamina B12 che può manifestarsi in diverse fasi della vita, dal periodo neonatale all’età adulta, e si presenta con un quadro clinico complesso che include ritardo dello sviluppo psicomotorio, scarso accrescimento, deterioramento neurologico progressivo, alterazioni oculari e retiniche con riduzione della vista, cardiomiopatia e convulsioni. Attualmente le opzioni terapeutiche a disposizione dei pazienti non sono totalmente risolutive, rendendo fondamentale investire nella ricerca di nuove soluzioni. La cblC è una malattia rara che colpisce, nelle diverse varianti, complessivamente 1 nuovo nato ogni 100000, il che porta le nuove diagnosi a circa 12-15 casi all’anno. In Italia sono stimati circa 250 casi di cblC, nel mondo tra i 30000 e i 35000. Dal 2017 la patologia è oggetto di screening neonatale esteso in Italia e in alcuni altri Paesi europei. La diagnosi mediante screening ha considerevolmente migliorato la prognosi della patologia, consentendo di introdurre in epoca pre-sintomatica la terapia ad oggi disponibile, basata su iniezioni quotidiane di idrossicobalamina ad alto dosaggio. Tuttavia, numerose complicazioni e problematiche permangono, prima tra tutte una severa ipovisione e un ritardo cognitivo variabile spesso legato all’ipovisione stessa.

Al centro della ricerca di TLS vi è lo studio di una proteina ricombinante attiva, la MMACHC, per sopperire all’inattività o alla mancanza dell’enzima endogeno, già oggetto di un precedente lavoro di ricerca condotto nel 2014 presso la Fondazione senese, che aveva evidenziato risultati promettenti. La proteina, infatti, introdotta in cellule derivate da pazienti mediante un carrier commercialmente disponibile, era stata in grado di ristabilire un corretto metabolismo intracellulare, normalizzando i livelli dei metaboliti alterati. Questi evidenti segnali di efficacia hanno posto le basi per lo sviluppo dell’attuale progetto, che mira ora allo sviluppo di un sistema di rilascio intracellulare della proteina efficiente e sicuro, che possa rispettare i requisiti per un futuro sviluppo clinico.

La sfida scientifica è rappresentata dallo sviluppo di un sistema di delivery nuovo in grado di veicolare efficacemente la proteina ricombinante all’interno delle cellule malate – dichiara Laura Tinti, ricercatrice della Fondazione Toscana Life Sciences e Principal Investigator del progetto – L’obiettivo è creare un enzima funzionale che, una volta somministrato, possa contribuire al recupero del metabolismo cellulare nei pazienti e che possa dimostrare la propria efficacia anche in un modello in vivo ”.

Le attività progettuali includono: la raccolta di campioni biologici da pazienti affetti da cblC, la produzione e funzionalizzazione della proteina ricombinante, la sua integrazione in sistemi di trasporto intracellulare e la successiva valutazione in vitro su fibroblasti. Sulla base dei dati ottenuti dalla prima fase di sperimentazione sulle cellule epiteliali da paziente sarà effettuata una valutazione dell’efficacia su un modello animale della patologia.

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