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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Siena: tentata truffa sventata dai Carabinieri. Arrestato un 30enne

I consigli dell'Arma per non farsi ingannare

SIENA. In sinergia con le direttive strategiche della Prefettura di Siena, i Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno risolto un grave episodio di truffa nel cuore della città, arrestando un cittadino italiano di 30 anni, già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile di truffa aggravata.

L’episodio si è consumato nella
mattinata del 9 luglio nell’abitazione di una giovane residente. Un malintenzionato l’ha contattata telefonicamente spacciandosi per un appartenente all’Arma. Un copione
purtroppo noto e subdolo, messo in atto con l’unico obiettivo di disorientare la donna, carpirne la fiducia e farsi consegnare con l’inganno l’oro e i preziosi.

La scusa utilizzata è stata quella di una fantomatica “verifica tecnica” per escludere la provenienza furtiva dei gioielli. Caduta nel tranello, la donna ha consegnato a un uomo monili in oro e diversi orologi di lusso, per un valore di circa 30 mila euro. SLa risposta dei veri Carabinieri è stata però provvidenziale. I militari del Nucleo Investigativo hanno intercettato il 30enne, riuscendo a interrompere la sua fuga prima che potesse dileguarsi con il bottino. L’uomo, trovato in possesso dell’intera refurtiva di cui non sapeva giustificare la provenienza, è stato  arrestato.

La vittima ha potuto tirare un sospiro di sollievo ringraziando gli operatori per lo scampato pericolo e vedendosi restituire i propri beni.

I CONSIGLI DELL’ARMA: COME RICONOSCERE I TRUFFATORI L’operazione appena conclusa dimostra quanto siano fondamentali le campagne di sensibilizzazione promosse dall’Arma e fortemente volute dalla Prefettura. Per aiutare la cittadinanza a difendersi, il Comando Provinciale coglie l’occasione per
ricordare i segnali tipici chsmascherano un finto appartenente alle Forze dell’Ordine:
 Nessuna richiesta di denaro o gioielli: I veri Carabinieri non chiedono mai la consegna di contanti, oro o preziosi, né per fittizie verifiche tecniche, né per pagare finte “cauzioni”.
 Fretta e pressione psicologica: I truffatori mettono ansia alla vittima e
creano un finto senso di urgenza per impedirle di ragionare lucidamente.
   Tesserini o uniformi anomale: spesso i malintenzionati mostrano un
tesserino falso in modo molto rapido o si presentano con uniformi
approssimative. Il consiglio principale diffuso dalle autorità resta uno: non aprire mai la porta agli sconosciuti. Al primissimo dubbio o richiesta anomala, è fondamentale comporre
immediatamente il 112

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