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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Link Siena: “Caldo: disagi a causa dei tagli energetici Unisi”

"Una gestione che privilegia immagine e comunicazione rispetto al benessere"

SIENA. Link Siena denuncia le condizioni di disagio per il caldo in aule, biblioteche e uffici, che raggiungono temperature elevate a causa dei tagli energetici. Chiede interventi immediati, criticando una gestione che privilegia immagine e comunicazione rispetto al benessere e all’accessibilità.

“Siamo qui a denunciare, ancora una volta, le attuali condizioni nei Poli dell’Università di Siena, tanto in città quanto nelle sedi distaccate di Arezzo, Grosseto e San Giovanni Valdarno. Infatti, mentre inizia la rincorsa alle nuove matricole-clienti a cui promettere servizi, spazi e opportunità in realtà carenti o inefficienti, chi già studia e lavora nell’Ateneo si trova a dover affrontare la forte ondata di caldo di questa estate in sedi universitarie in cui si toccano i 32° quasi ogni giorno.

E se solitamente c’è chi in alcune situazioni ha più privilegi di altri, in questo caso non viene risparmiato nessuno: perché le nuove politiche energetiche dell’Ateneo sono ricadute su tuttə, dallə docenti ai lavoratori in appalto; dal personale tecnico-amministrativo a studenti e ricercatori. Ovviamente, ci chiediamo se però non abbiano risparmiato, invece, l’ufficio del rettore Di Pietra o della direttrice generale Beatrice Sassi.

Risulta probabilmente più semplice parlare di crisi climatica quando non si declina al suo impatto quotidiano, su chi lavora e studia in sedi sempre più calde ed insostenibili. Non è solo una questione di disagio, ma anche di inaccessibilità: un Ateneo che si dice “inclusivo”, infatti, non risparmia nemmeno quelle persone della nostra comunità universitaria con problemi fisici che, a queste condizioni, non possono né studiare né lavorare in università a causa della mancanza di impianti di ventilazione o del loro spegnimento in nome del risparmio.

Non si risparmia sui catering, sulle campagne comunicative, su eventi come il Graduation Day, sullo spendi e spandi per i convegni internazionali… ma conviene di più rendere totalmente inaccessibili gli spazi tra chiusure anticipate, servizi bibliotecari tagliati ed invivibilità degli spazi studio, delle biblioteche e degli uffici.

Forse la nuova campagna immatricolazioni dovremmo farla noi studenti, precari, amministrativi: sarebbe sicuramente più veritiera, meno cartolina infiocchettata pronta per vendere un’immagine di un Ateneo lontano dalla realtà, una città lontana dalla fiaba della “Siena città campus”.

Forse, se ci si basasse meno su ranking nazionali ed internazionali fittizi e quantitativi e di più sul posizionamento dell’università come attrice politica, si rinnoverebbe la capacità degli Atenei pubblici di alzare la testa davanti a Governi che, tanto a destra quanto a sinistra, hanno distrutto l’istruzione e la ricerca.”

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