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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Colpo di pistola negli uffici della Polizia Locale. SI interviene

“La sicurezza è una cosa importante. Serve serietà. La propaganda non dà sicurezza"

SIENA.  Un colpo d’arma da fuoco partito accidentalmente nei locali del Comando di Polizia Locale di Via Tozzi il 1° luglio è un fatto molto grave.
Per fortuna nessuna conseguenza, ma non possiamo declassare l’episodio a banale incidente. Ciò che è accaduto dimostra quanto sosteniamo da tempo: armare la Municipale aumenta i rischi e non la sicurezza. 
Per questo sposiamo la richiesta di FP CGIL per un incontro urgente con l’Amministrazione Comunale.
 
Una decisione contestata fin dall’inizio, che nel febbraio 2025 portò all’approvazione di un nuovo Regolamento e all’acquisto, a luglio successivo, di 75 pistole Beretta APX/A1 per una spesa di oltre 50.000 euro, a fronte di 69 agenti abilitati, inclusi 4 obiettori. 
Una scelta ideologica azzardata per quattro motivi essenziali:
1) errata lettura del problema: la necessità di far sentire i cittadini sicuri non si realizza armando i vigili, ma aumentandone la presenza sul territorio.
2) confusione di ruoli. La Polizia Locale deve fare prossimità e mediazione, non repressione del crimine, compito che spetta a Polizia di Stato e Carabinieri.
3) costi e metodo. Alle spese di acquisto si sommano i costi continui di formazione e manutenzione, il tutto deciso senza un reale confronto con i sindacati.
4) una formazione che i fatti dimostrano carente: un colpo non può partire accidentalmente quando la maneggevolezza dell’arma è stata realmente interiorizzata attraverso un addestramento adeguato. Se è successo, significa che la preparazione fornita agli agenti non è stata all’altezza della responsabilità loro attribuita. 
 
Ciò conferma la natura propagandistica dell’operazione: l’Amministrazione ha pensato che consegnare una pistola bastasse a risolvere il tema sicurezza, senza investire davvero nella formazione e nel controllo periodico delle competenze e nella prevenzione dei reati.
La sicurezza è una priorità dei cittadini e non una bandiera.
La sicurezza urbana si costruisce investendo in prevenzione, nel presidio costante del territorio e con la mediazione sociale, non armando i vigili ed emanando ordinanze comunali a manifesto propagandistico!
 
Alla luce dell’incidente, chiediamo che venga fatta un’analisi seria sull’accaduto senza scaricare responsabilità sui singoli lavoratori che rischiano di essere il capro espiatorio dell’approssimazione con la quale è stata gestita la faccenda sin dall’inizio.
La sicurezza dei lavoratori del Comando e dei cittadini non è negoziabile. Questo episodio sia l’occasione per un ripensamento complessivo prima di una tragedia vera, ancora evitabile.
 
Circolo di Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra 
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