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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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“Siena in tavola”: sul servizio di mensa a domicilio interrogazione di Sena Civitas

Il documento, a firma della consigliera Chiara Parri, riprende il tema e interroga sindaco e assessore competente

SIENA. E’ stata presentata nelle scorse ore una interrogazione da parte di Chiara Parri, consigliera comunale del gruppo Sena Civita, che ha per tema il “Servizio sperimentale denominato Siena in Tavola” che riguarda la consegna a domicilio dei pasti agli anziani fragili, preparati dal Centro Cottura Campansi.

Una mozione sullo stesso tema, presentata dalla stessa consigliera qualche mese fa, fu respinta.  Nel documento si intendeva impegnare l’Amministrazione comunale a fornire il servizio al prezzo complessivo di costo, quindi a costo zero per ASP e Comune e aperta a tutti senza criteri ISEE perchè  il costo  era comunque inferiore, per economie di scala, a quello che ogni singolo avrebbe dovuto comunque affrontare. Questo servizio avrebbe permesso agli anziani a mantenere la residenza nella prorpia abitazione. 

Nel documento presentato oggi (9 luglio) si ricorda proprio che “il Consiglio comunale ha respinto nei mesi scorsi una mozione che proponeva un analogo servizio di consegna dei pasti a domicilio agli anziani fragili, senza alcun onere per il Comune e per ASP, con il pagamento da parte dell’utente del solo prezzo di costo e con accesso basato esclusivamente sulla condizione di fragilità, senza ricorso al modello ISEE, proprio per favorire la permanenza delle persone nella propria abitazione e prevenire, ove possibile, il ricorso a strutture residenziali pubbliche o convenzionate”. Sena Civitas ha presentato, in seguito alla mozione respinta, una interrogazione in cui si chiedeva di conoscere i costi della mensa centralizzata. In quella occasione Asp Città di Siena  “ha trasmesso una relazione ufficiale dalla quale risulta, tra l’altro, un costo medio effettivo di produzione del pasto pari a € 4,80, precisando inoltre che per il Comune di Siena non viene applicato alcun margine operativo aggiuntivo rispetto ai costi effettivi”.

L’interrogazione presenta i seguienti quesiti rivolti a Sindaco e Assessore competente:

“Quale sia il costo del pasto posto a carico dell’utente; -se tale importo corrisponda esclusivamente al prezzo di costo oppure comprenda maggiorazioni, quote aggiuntive o altri oneri; -quali siano i criteri utilizzati per la determinazione della tariffa; quali siano i requisiti di accesso al servizio; se siano previsti limiti di età, condizioni sanitarie, sociali o altri requisiti specifici; se sia richiesta la presentazione del modello ISEE e, in caso affermativo, quali siano le soglie previste; se siano previste agevolazioni economiche, riduzioni tariffarie o esenzioni e con quali criteri vengano concesse; chi sostenga il costo della consegna a domicilio e con quali risorse economiche; quale sia il numero massimo di utenti previsto nella fase sperimentale e quali siano i criteri di selezione qualora le richieste superino la disponibilità del servizio; quale sia la durata della sperimentazione e quali parametri saranno utilizzati per valutarne l’efficacia; se, in caso di esito positivo, l’Amministrazione intenda rendere il servizio strutturale ed eventualmente estenderlo ad altre categorie di cittadini fragili; quale sia il costo complessivo della sperimentazione e se siano previsti contributi pubblici, finanziamenti esterni o risorse proprie di ASP o del Comune per la sua realizzazione; se il servizio sperimentale “Siena in Tavola” sia stato elaborato tenendo conto delle valutazioni tecniche già espresse da ASP nella risposta all’interrogazione consiliare sopra richiamata e, in caso affermativo, per quali ragioni siano state adottate modalità di accesso e tariffarie eventualmente diverse da quelle prospettate nella mozione discussa dal Consiglio comunale”.
 
 
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