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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Aree idonee alle rinnovabili: dai distretti biologici le proposte alla Regione

SOVICILLE. Il Distretto biologico delle Valli Senesi, insieme al coordinamento dei Distretti Biologici Toscani, ha trasmesso ufficialmente ai vertici della Regione Toscana – tra cui il presidente della Giunta, la presidente del Consiglio regionale e la Seconda Commissione consiliare “Sviluppo economico e rurale” – un documento dettagliato di osservazioni e proposte di modifica alla proposta di legge regionale n. 54/2026 sulle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili.

Il giudizio espresso dal Bio-Distretto è complessivamente positivo: la proposta di legge rappresenta un passo importante per governare la diffusione degli impianti, cercando un equilibrio tra decarbonizzazione e tutela del territorio. Tuttavia, per il territorio senese, è fondamentale che la transizione energetica non si traduca in un consumo indiscriminato di suolo agricolo di pregio.

«La Toscana ha l’opportunità di dotarsi di una legge capace di guidare la transizione ecologica senza sacrificare il patrimonio agricolo, paesaggistico e ambientale che definisce la nostra identità – dichiara il Bio-Distretto delle Valli Senesi –. È una sfida che condividiamo, ma che richiede strumenti di pianificazione efficaci, trasparenti e, soprattutto, partecipati dalle comunità locali».

Il Bio-Distretto delle Valli Senesi, istituito come strumento di governance per la sostenibilità, la biodiversità e l’agricoltura biologica, ha avanzato richieste precise per rafforzare l’efficacia della legge tra cui inasprire i requisiti affinché l’attività agricola rimanga realmente prevalente e non una semplice “copertura” per la produzione energetica; attribuire alle amministrazioni locali un ruolo decisivo nell’individuazione delle aree più sensibili e nella pianificazione. E ancora, introdurre vincoli più stringenti per le zone di maggior pregio paesaggistico e per i siti protetti, privilegiare tetti, aree industriali dismesse, parcheggi e cave, obbligando a misure di mitigazione visiva e ambientale (come schermature vegetali) dove gli impianti saranno autorizzati. E infine, favorire modelli di produzione diffusa, legati ai reali fabbisogni energetici del territorio e dei cittadini come le CER.

Per il Bio-Distretto, la qualità della transizione non si misura solo in megawatt installati, ma nella capacità di creare un sistema energetico di prossimità che difenda la biodiversità e l’economia rurale.

L’auspicio è che il Consiglio regionale accolga queste integrazioni durante l’esame del testo. Il Bio-Distretto delle Valli Senesi conferma fin da ora la massima disponibilità a partecipare ai prossimi tavoli di confronto tecnico e istituzionale.

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