Martinelli: "Per il futuro che tipo di ateneo “sceglie” di essere Siena?"
di Enzo Martinelli
SIENA. Nell’anno accademico 2019/2020 gli studenti iscritti alle università italiane statali o private erano 1.780.805. Dopo cinque anni (2024/2025) il numero degli aspiranti al conseguimento di una laurea ha registrato un forte incremento (12,2%) raggiungendo 2.026.925 unità. Enorme l’incremento di iscritti alle università telematiche. L’Ateneo senese ha beneficiato del favorevole contesto aumentando la propria utenza. Alla data del 25 maggio scorso a Siena, secondo dati forniti dall’ateneo, risultavano iscritti 17.611 studenti. Rispetto a 6 anni addietro c’è stato un incremento del 8,8%.
La situazione è tuttavia molto delicata e impone grande attenzione e riflessione all’interno dell’accademia e nell’intera città. Infatti per governare la complessità dell’Università, che con il proprio bilancio annuale di circa 250 milioni, procura cultura, occupazione, benessere ad una vasta area territoriale, occorrono indirizzi ed azioni chiare da parte degli enti locali, chiamati a supportare le scelte precise e non rinviabili che dovranno essere assunte anche dagli organi accademici per delineare il futuro dell’Istituzione. Si va incontro infatti ad un periodo difficile.
L’esaurimento dei finanziamenti del PNRR, il calo demografico in atto nel Paese, la concorrenza delle “telematiche”, lo sviluppo degli Istituti Tecnici Superiori (erroneamente boicottati in alcune Regioni) renderanno ancora più dura e travagliata la competizione tra Atenei. Si chiude infatti una stagione relativamente favorevole e si apre un avvenire molto incerto.
Oggi le Università sono generaliste o specialistiche, pubbliche o private, metropolitane o territoriali, grandi o piccole, residenziali o informatiche. Occorre che ognuna riconosca i propri punti di forza per costruire strategie efficaci e coerenti. Dunque non atenei tutti uguali ma “diversi e riconoscibili al valore pubblico complessivo”.
Per non essere travolti nella concorrenza sempre più forte non occorre inseguire ogni opportunità, ma “scegliere” quella coerente con la propria identità. Bisogna insomma “rendere leggibile la propria offerta, concentrando energie dove producono valore scientifico, formativo e sociale”. Questo il difficile compito del Consiglio di Amministrazione e del Senato accademico! Per il futuro che tipo di università “sceglie” di essere Siena?
Il lavoro interno all’Ateneo va poi coerentemente sostenuto dalle istituzioni locali con l’apprestamento delle infrastrutture necessarie a rendere attrattivo l’ateneo ed efficaci i servizi per gli studenti. Un concerto di attività che nella sottoscrizione di pluralità di protocolli vede solo un primo impegno formale, che soddisfa al momento la comunicazione o la propaganda. Le volontà politiche necessitano di essere verificate nei fatti. Ad oggi non si rilevano segnali incoraggianti. I posti letto pubblici e privati per gli studenti a Siena sono diminuiti, a fronte di un consistente aumento registrato a Pisa e Firenze e in molte altri centri universitari nazionali, che hanno richiesto e ottenuto i rilevanti finanziamenti messi a disposizione dal Ministero e dal Pnrr. Una delle due mense è stata chiusa e per il ripristino si registrano solo chiacchiere. Alcune scuole di specializzazione sanitaria sono meno frequentate, alcune addirittura non hanno registrato iscritti. L’aumento dei corsi di studio (siamo a quasi 80) via via attivati dal Senato accademico, non ha conseguito l’attrattività sperata. Bisogna convincerci che se gli studenti non vengono da lontano, il territorio viciniore “può dare solo quello che ha”.
Insomma lavoro da fare ce ne è molto. L’attenzione della classe politica al riguardo non sembra pari alle necessità che le difficoltà e i tempi richiedono.




