"Ora servono più risorse per far vivere la riforma”
FIRENZE. “Sulla Missione 6 “Salute” del Pnrr la Toscana è stata tra le regioni con le migliori performance, rispettando i target e le scadenze previste per Case della comunità, Ospedali di comunità, Centrali operative territoriali, installazione delle grandi apparecchiature sanitarie e sviluppo degli applicativi digitali”. Dichiara il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Simone Bezzini.
“È stato un impegno enorme, che ha richiesto di programmare e realizzare centinaia di interventi tra strutture, tecnologie e attrezzature, predisporre progetti, gestire gare, cantieri e collaudi, coordinando un’organizzazione complessa e articolata – continua Bezzini – Per questo voglio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato in assessorato, nelle Aziende sanitarie e l’assessora Monia Monni, che ha seguito la conclusione di questo percorso. Dentro quel Piano c’era anche molta Toscana ed è motivo di orgoglio. Il Decreto Ministeriale 77, che ha definito gli standard nazionali dell’assistenza territoriale, ha infatti raccolto e valorizzato esperienze che la nostra regione aveva costruito negli anni, dalle Case della salute alle cure intermedie, dalle Agenzie di continuità ospedale-territorio agli infermieri di famiglia e di comunità, fino all’istituzione dei Dipartimenti di Medicina generale.
La scelta compiuta dal Governo Conte e dal Ministro Speranza, poi portata avanti anche dal Governo Draghi, di destinare una missione specifica del Pnrr alla sanità è stata una scelta storica per il nostro Paese. Quelle risorse hanno rappresentato l’ultima grande stagione di investimenti pubblici per il diritto alla salute. Il loro valore appare ancora più evidente oggi, mentre il Governo Meloni ha portato il finanziamento della sanità pubblica ai livelli più bassi in rapporto al Pil degli ultimi decenni, allontanando l’Italia dalla media degli altri Paesi europei.
Ora la sfida è far funzionare pienamente il nuovo modello organizzativo, affinché sia davvero in grado di rispondere ai bisogni sanitari e sociali delle persone. La Toscana non parte da zero, ma c’è ancora molto da fare per costruire percorsi di presa in carico sempre più qualificati, integrati e facilmente accessibili ai cittadini – conclude Bezzini – La Regione sta facendo la propria parte, ma questo impegno è reso molto più difficile dal sottofinanziamento del Servizio sanitario nazionale e dal permanere dei tetti di spesa per il personale. Per questo bisogna procedere in due direzioni: da un lato una grande battaglia per riportare gli investimenti in sanità almeno in linea con la media europea, dall’altro continuare a innovare l’organizzazione per coniugare qualità delle cure e sostenibilità del sistema”.




