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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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“Immigrazione: la solidarietà non può sostituire il governo dei flussi migratori”

Intervento di Sena Civitas e Siena si.cura sui "dormitori" improvvisati

SIENA. Da Sena Civitas e Siena si.cura riceviamo e pubblichiamo.
 
“L’immagine di decine di persone costrette a dormire nei giardini della Fortezza Medicea e nel parcheggio “Il Campo” non rappresenta una normale emergenza temporanea. È il sintomo di un sistema che continua a riversare sui territori problemi che non sono più in grado di sostenere.
Siena ha già dato prova, negli anni, di senso civico, solidarietà e responsabilità istituzionale. Ma ogni comunità possiede limiti oggettivi di accoglienza, di sicurezza, di disponibilità abitativa e di sostenibilità economica. Quando questi limiti vengono superati, le conseguenze ricadono innanzitutto sui cittadini più deboli.
Non è accettabile che aree simbolo della città vengano utilizzate come dormitori all’aperto. Non è accettabile assistere al progressivo degrado di zone come la stazione ferroviaria, la Lizza e altri spazi pubblici già interessati negli ultimi anni da episodi di spaccio, risse e tensioni fra gruppi giovanili. Ogni nuovo episodio alimenta un clima di insicurezza che nessuna città d’arte può permettersi.
Esiste anche un evidente problema economico.
In tutta Italia la presenza persistente di degrado urbano tende a ridurre l’attrattività di alcuni quartieri, con possibili effetti negativi sul valore degli immobili, sugli investimenti privati, sulle attività commerciali e sulla qualità della vita. Siena vive principalmente di turismo, cultura, università e servizi. Indebolire la percezione di sicurezza significa mettere a rischio una delle poche grandi economie rimaste alla città.
Tutto questo avviene mentre molte famiglie italiane continuano ad affrontare una situazione economica difficile. In Toscana il 4,9% delle famiglie vive in condizioni di povertà assoluta, mentre quasi una famiglia su due dichiara  difficoltà ad arrivare alla fine del mese.
In questo contesto cresce inevitabilmente il disagio sociale quando molti cittadini, pensionati, giovani coppie e lavoratori faticano ad ottenere risposte rapide per casa, lavoro, sanità e sostegni economici.
Comprendiamo pienamente la posizione della Chiesa e delle associazioni che, con grande generosità, prestano assistenza a chi vive situazioni di bisogno. Il loro ruolo umanitario merita rispetto.
Ma la solidarietà non può sostituire il governo dei flussi migratori.
L’immigrazione deve necessariamente essere regolata, programmata e compatibile con la reale capacità di integrazione dei territori. Diversamente, si rischia di creare tensioni sociali sempre più difficili da governare.
 
Siamo convinti di interpretare, su questo tema, il sentimento di una larga maggioranza trasversale di cittadini: persone che non chiedono estremismi, ma semplicemente legalità, ordine, controlli efficaci e regole rispettate da tutti.
Sotto la cenere possono rimanere a lungo tizzoni ancora accesi. Continuare ad alimentare situazioni già critiche significa aumentare il rischio che il disagio sociale si trasformi in un conflitto aperto, con conseguenze che nessuno desidera.
Per questo chiediamo, a chi ne ha titolo, un deciso contenimento degli arrivi irregolari, procedure più rapide per distinguere chi ha diritto alla protezione da chi non ne ha, un rafforzamento dei rimpatri quando previsti dalla legge e risorse adeguate affinché il peso dell’accoglienza non ricada, ancora una volta, sulle comunità locali.
Difendere Siena significa difendere contemporaneamente sicurezza, coesione sociale, economia, turismo e qualità della vita”.
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