Pane (FIT-CISL): “Vittoria del dialogo e della responsabilità"
SIENA. Si è conclusa positivamente la vertenza sindacale avviata dalla FIT-CISL alla fine del mese di maggio e sfociata nello sciopero dello scorso 3 giugno. Al centro della mobilitazione, promossa dai lavoratori assistiti dalla CISL e dal sindacalista Carlo Pane assieme alle R.S.A., vi era la richiesta perentoria di una sede lavorativa dignitosa, rispondente agli standard che un marchio internazionale della logistica come GLS è tenuto a garantire.
L’accordo: interventi immediati e una svolta strutturale. A seguito della giornata di sciopero, l’azienda ha manifestato un’immediata disponibilità al confronto, così come la Prefettura di Siena. Il dialogo tra le parti si è sviluppato in tempi rapidi e con efficacia, consentendo di raggiungere una soluzione positiva senza la necessità di un intervento diretto delle istituzioni.
GLS ha infatti sottoscritto tempestivamente un verbale di impegno, assumendosi la responsabilità di rendere pienamente dignitosa la sede attuale nell’immediato, imprimere una svolta strutturale rispetto alle criticità emerse, acquisire un nuovo capannone destinato alle attività di logistica e trasporto per l’intera provincia di Siena, volto a rafforzare ulteriormente la tutela dei lavoratori. Il nuovo insediamento sarà inaugurato nei prossimi mesi, segnando un passaggio concreto verso un’organizzazione del lavoro più adeguata, salubre ed efficiente.
Il Segretario Carlo Pane ha espresso forte soddisfazione per l’esito del confronto: “Questo risultato dimostra che investire sulla dignità del lavoro, sulla salubrità degli ambienti e sulla qualità delle condizioni operative significa anche rafforzare, nel tempo, la produttività e la solidità dell’impresa. In un territorio segnato da numerose vertenze aperte e da realtà produttive che spesso scelgono di abbandonare la nostra provincia, è importante sottolineare che esistono aziende che continuano a scommettere su Siena. Il compito di un sindacato serio e responsabile è creare condizioni che convincano le imprese a restare, a incrementare i posti di lavoro e a favorire la stabilizzazione dei lavoratori”.




