SIENA. Si è conclusa con grande partecipazione di pubblico la rassegna “Messaggi in Bottiglia”, primo ciclo di appuntamenti di Enoteca Culturale, il nuovo progetto di Enoteca Italiana Siena dedicato alla produzione, alla programmazione e alla riflessione sui linguaggi della contemporaneità a partire dal vino e dal suo immaginario.
Articolata in tre serate tra musica, teatro e poesia, la rassegna è iniziata il 6 giugno con il sold out di Nada e Andrea Mucciarelli, è proseguita il 13 giugno con il live poetry del campione del mondo di poetry slam Lorenzo Maragoni e si è chiusa sabato scorso con il travolgente concerto del duo catalano formato da Magalì Sare e Manel Fortià.
Gli spazi del Bastione San Filippo della Fortezza si sono trasformati in un contenitore aperto e multidisciplinare, capace di mettere in relazione il patrimonio enologico con le arti performative e con la comunità cittadina. Preceduto ogni volta da una degustazione nei locali dell’Enoteca, ciascun evento ha reso il pubblico protagonista di un dialogo continuo tra bicchiere e palcoscenico, tra racconto artistico e narrazione dei territori del vino.
«Con Messaggi in Bottiglia abbiamo voluto sperimentare un modo diverso di vivere l’Enoteca: non solo luogo di degustazione, ma spazio culturale in cui il vino diventa linguaggio, metafora, strumento di relazione – sottolinea Elena D’Aquanno, amministratrice delegata di Enoteca Italiana Siena -. La risposta del pubblico ci conferma che la strada intrapresa è quella giusta: fare del Bastione San Filippo un crocevia di esperienze dove si incontrano produttori, artisti, professionisti e cittadini».
L’obiettivo del progetto, in continuità con la storia dell’Enoteca Italiana e con il nuovo corso che guarda alla riapertura completa degli spazi della Fortezza, è ripensare il vino come linguaggio contemporaneo, favorendo le contaminazioni tra saperi e discipline: dalla musica alla poesia, dal teatro alla fotografia, fino alle forme più innovative di narrazione multimediale.
In questo senso, Messaggi in Bottiglia è stato il primo tassello di una programmazione che punta a integrare dimensione locale, nazionale e internazionale, valorizzando al tempo stesso il rapporto con il territorio e le sue produzioni.
La rassegna ha rimesso al centro il ruolo pubblico di Enoteca Italiana Siena: un luogo storicamente legato al vino che oggi si rigenera come hub culturale, sede di eventi, percorsi di formazione, iniziative divulgative e progetti in dialogo con altre istituzioni e realtà del territorio. Un ringraziamento va agli artisti, ai produttori e al pubblico che hanno reso possibile questo primo ciclo: la programmazione proseguirà nei prossimi mesi con nuove iniziative, pensate per ampliare ancora il dialogo tra vino, cultura ed esperienze del contemporaneo.




