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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mps: il cda alle prese con due offerte e poche soluzioni?

SIENA. Si riunisce oggi a Rocca Salimbeni il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena. All’ordine del giorno figurano i passaggi societari legati alla riorganizzazione di Mediobanca, ma la seduta è attesa soprattutto per le valutazioni sulle due operazioni che riguardano il futuro dell’istituto. L’amministratore delegato Luigi Lovaglio sta esaminando i dossier con il supporto degli advisor Ubs e BofA, e difficilmente dal consiglio arriverà già una risposta definitiva.

Sul tavolo ci sono due ipotesi. L’8 giugno Intesa Sanpaolo, in accordo con Unipol, ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio sul Monte del valore di 30,6 miliardi di euro: sedici azioni Intesa di nuova emissione ogni dieci azioni Mps, più un euro in contanti per ciascun titolo conferito, per un valore implicito di 10,091 euro ad azione. L’efficacia dell’offerta è subordinata al raggiungimento di almeno il 66,67% del capitale, soglia alla quale Intesa può comunque rinunciare a propria discrezione, mentre l’assemblea straordinaria chiamata a deliberare l’aumento di capitale a servizio dei concambi è convocata per il 10 settembre. Nel disegno dell’operazione Unipol rileverebbe il marchio Mps, le strutture centrali e circa 635 filiali per un importo intorno ai 3-3,5 miliardi, da integrare in Bper, che assumerebbe la denominazione Banca Monte dei Paschi, mentre Intesa assorbirebbe Mediobanca e la quota di circa il 13% in Generali. Il documento d’offerta è atteso entro fine giugno, con le autorizzazioni delle autorità di vigilanza previste tra fine settembre e dicembre.

La seconda ipotesi è la proposta di fusione alla pari avanzata dal Banco Bpm, recapitata a Siena poche ore prima del lancio dell’Opas. L’operazione, nelle intenzioni dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna, punterebbe a creare un nuovo polo bancario nazionale, con sinergie stimate in oltre 1,1 miliardi di euro e un utile a regime di circa sei miliardi. Per gli azionisti del Banco un’offerta a premio sul Monte rischierebbe però di risultare diluitiva, dato che Mps capitalizza circa dieci miliardi in più di Piazza Meda.

I margini di manovra restano stretti. La passivity rule, scattata dopo l’offerta di Intesa, limita la possibilità per Mps di promuovere a sua volta un’operazione sul Banco Bpm senza il voto favorevole dei due terzi dei soci, e il consiglio dell’istituto senese non dispone di una maggioranza ampia, poiché la lista che ha ricandidato Lovaglio ha ottenuto otto posti su quindici. Quanto al governo, la posizione è di neutralità: l’esecutivo si è chiamato fuori dalla partita.

Sul mercato il titolo Mps prosegue intanto la sua corsa, viaggiando in prossimità degli undici euro dopo essere più che quintuplicato dalla ricapitalizzazione del novembre 2022. Nell’ultimo mese ha guadagnato quasi il ventotto per cento, e la seduta odierna di Piazza Affari potrebbe chiudere per la prima volta sopra quota undici.

Sul versante locale, i civici hanno chiesto compattezza alle istituzioni cittadine di fronte a quella che definiscono la crisi più delicata degli ultimi decenni per il Monte, invitando a evitare velleitarismi e fughe in avanti. L’appello è arrivato dopo alcune prese di posizione individuali, tra cui quella di un esponente della Deputazione della Fondazione Mps di nomina comunale, ritenute inopportune nei tempi e nella sostanza. La sindaca Nicoletta Fabio ha convocato per mercoledì prossimo una seduta monotematica del Consiglio comunale dedicata interamente alla questione Mps.

Pierluigi Piccini

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