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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Cancellata dalla rete la memoria storica del M.A.S.

Il Movimento Alluminista Senese pronto all'esposto in Procura

SIENA. Da Luciano Bichi (Associazione Culturale Artistica “Il Neo Alluminismo”) riceviamo e pubblichiamo.

“Una gravissima operazione di censura e alterazione della storia politica e culturale senese è stata denunciata oggi dal maestro Luciano Bichi, fondatore dell’Associazione Culturale Artistica “Il Neo Alluminismo” e già candidato sindaco alle elezioni amministrative del Comune di Siena nel 2006.

Per oltre vent’anni, la nota piattaforma telematica Wikipedia ha attribuito erroneamente i voti storici conseguiti dalla lista civica M.A.S. (Movimento Alluminista Senese) a un’altra sigla (il M.A.T.), cancellando di fatto dall’archivio del web la presenza dei 34 cittadini senesi candidati al consiglio comunale e del loro candidato Sindaco.

Dopo una formale richiesta di rettifica supportata dai dati ufficiali del Ministero dell’Interno (Archivio Eligendo), la sigla è stata recentemente corretta. Tuttavia, l’associazione denuncia un incomprensibile e durissimo ostracismo da parte degli amministratori della piattaforma: il tentativo di inserire la biografia artistica e istituzionale del maestro Luciano Bichi – supportata da 15 storici ritagli stampa nazionali e locali e da ben 3 cataloghi depositati presso il Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) – è stato rigettato e rimosso nelle ultime ore con l’infamante accusa pubblica di “vandalismo” e “propaganda promozionale”.

“Non tolleriamo che la storia di Siena, il lavoro dei nostri 34 candidati e un patrimonio artistico stimato dal Tribunale e riconosciuto dai Musei Civici vengano liquidati come ‘vandalismo’ da utenti anonimi della rete” – dichiara il Maestro Luciano Bichi – “Abbiamo sbloccato la situazione con una prima diffida, ma davanti a questo nuovo muro siamo pronti a depositare un formale esposto alla Procura della Repubblica di Siena e alla Polizia Postale per diffamazione aggravata a mezzo internet. Chiediamo l’identificazione civile dei responsabili dietro gli pseudonimi telematizzati”.

L’Associazione Culturale fa appello alla stampa e alle istituzioni cittadine affinché non venga consentito lo sradicamento digitale di un pezzo di storia contemporanea della nostra città”.

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