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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Siena si conferma tra i comuni a più alta maturità digitale

E' ciò che emerge dai risultati dell'"Indagine sulla maturità digitale del comuni capoluogo" condotta da FPA per Deda Next e presentata oggi al Forum PA 2026

SIENA.  Siena è anche quest’anno tra i Comuni capoluogo italiani a elevata maturità digitale. È quanto emerge dall’Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo realizzata da FPA, società del gruppo DIGITAL360, per Deda Next, realtà del Gruppo Dedagroup impegnata ad accompagnare la trasformazione digitale della PA e delle aziende di pubblico servizio, presentata oggi a FORUM PA 2026.

La ricerca, giunta all’ottava edizione, analizza lo stato di avanzamento delle amministrazioni comunali italiane negli obiettivi di digitalizzazione individuati dal PNRR, secondo il modello Ca.Re. (Cambiamento Realizzato) di Deda Next. Un benchmark che rappresenta uno strumento operativo per misurare i risultati raggiunti dalle amministrazioni nel loro percorso di innovazione, confrontarsi con altre realtà simili e comprendere su quali ambiti intervenire per migliorare il proprio livello di digitalizzazione.

Il risultato è una classificazione dello stato di maturità digitale di 110 città monitorate rispetto ad alcune delle principali dimensioni della digitalizzazione della PA italiana: l’offerta di servizi online (indice Digital Public Services), l’integrazione con le principali piattaforme nazionali (Digital PA) e la maturità su open data e interoperabilità (indice Digital Data Gov), che comprende anche misurazioni sull’adozione della PDND (Piattaforma Digitale Nazionale Dati).

Dall’analisi emerge che Siena si conferma per il sesto anno consecutivo tra le amministrazioni a più elevata maturità digitale tra i Comuni capoluogo italiani. Un risultato che racconta una scelta amministrativa precisa e di lungo periodo, che ha fatto della digitalizzazione una priorità strutturale anche prima che il PNRR la portasse al centro dell’agenda pubblica. A poche settimane dalla chiusura ufficiale del Piano, la rilevazione di quest’anno, avviata successivamente alla scadenza prevista per il completamento dei progetti a lump sum di PA Digitale 2026 (31 marzo), restituisce per Siena la fotografia di una maturità digitale consolidata e stabile nel tempo: l’indice Ca.Re. si attesta a 79 (+8% vs 2025), riflesso delle performance dell’indice Digital Public Services stabile a 90, dell’indice Digital PA a 76, dimensione che registra una crescita del 22% rispetto allo scorso anno, e dell’indice Digital Data Gov a 70.

(n.b.: la valutazione è basata su un punteggio da 0 a 100).

 Siamo contenti per questo ulteriore riconoscimento, il quarto in tre anni di mandato nonostante la concorrenza dei comuni sia aumentata grazie ai fondi PNRR che hanno consentito di diminuire il divario tra amministrazioni. Questo nuovo traguardo premia visione, innovazione e cura per i cittadini ed é il frutto di una sintonia e piena collaborazione tra la rappresentanza politica e gli uffici comunali che si occupano di servizi informatici e sviluppo. Il nostro impegno è finalizzato a trasformare servizi in opportunità e siamo orgogliosi di lavorare per una città che guida con cuore e competenza la rivoluzione digitale” dice Giuseppe Giordano, Assessore Sanità e Diritto alla Salute, Servizi Informatici e Sviluppo Digitale, Giustizia Paliesca, Cooperazione e Relazioni Internazionali.

“I risultati dell’Indice Ca.Re. 2026 certificano un traguardo storico: la digitalizzazione di base dei Comuni italiani è sostanzialmente compiuta. Ora si apre una stagione nuova, più decisiva. La vera partita si gioca sull’interoperabilità, non come adempimento tecnico ma come cambio di paradigma nel modo di concepire il dato pubblico. Connettere in modo intelligente le informazioni che i Comuni producono e ricevono ogni giorno significa costruire una PA capace di anticipare i bisogni dei cittadini, non solo di rispondervi. L’enorme patrimonio di servizi oggi disponibile sulla PDND resta ancora largamente sottoutilizzato per l’assenza di una piena cultura dell’ecosistema e della collaborazione tra enti, territori e piattaforme. È qui che si misura la maturità digitale reale di un ente: nella capacità di adottare solo la tecnologia necessaria, quella che risponde a bisogni concreti e genera valore pubblico duraturo. La sfida del post-PNRR sarà proprio quella di passare dalla logica del progetto alla logica dell’ecosistema, dalla digitalizzazione dei singoli servizi alla costruzione di relazioni intelligenti tra amministrazioni. È questo il percorso in cui siamo impegnati ogni giorno, insieme agli enti, che va oltre la stagione straordinaria del PNRR” sottolinea Fabio Meloni, CEO di Deda Next. “Siena, che affianchiamo con le nostre soluzioni di back office nell’ambito degli affari generali, della pianificazione strategica e dei pagamenti digitali, è anche quest’anno tra i Comuni più virtuosi e continua a lavorare per migliorare ulteriormente la propria maturità digitale”.

 I TREND DI DIGITALIZZAZIONE NEI COMUNI CAPOLUOGO

Salgono a 72 i Comuni capoluogo con un buon livello di maturità digitale complessivo: nel 2026 sono Siena, Alessandria, Ancona, Andria, Arezzo, Asti, Bari, Belluno, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Cagliari, Campobasso, Caserta, Cesena, Cosenza, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Firenze, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, L’Aquila, Latina, Lecco, Livorno, Lodi, Massa, Matera, Messina, Milano, Modena, Monza, Napoli, Nuoro, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Roma, Rovigo, Sassari, Savona, Siracusa, Sondrio, Taranto, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbania, Verona e Vicenza.

Questo miglioramento complessivo si traduce anche in un’ulteriore riduzione dei divari territoriali. Infatti, tra le città con un buon livello di maturità ci sono 11 piccole città (meno di 50mila abitanti), contro le 8 del 2025 e le 3 del 2024, nonché 24 realtà medio-piccole (tra 50mila e 100mila abitanti), contro le 14 del 2025 e le 9 del 2024. Inoltre, tra le 72 città nella fascia più alta ci sono ben 17 città del Mezzogiorno, rispetto alle 11 del 2025 e le 3 del 2024.

Servizi digitali. L’ambito dei servizi online è quello che registra i progressi più evidenti, grazie all’implementazione pressoché omogenea sul territorio del template di sito comunale di Designers Italia e alla crescita dell’offerta di servizi digitali. Il punteggio medio dell’indice Digital Public Services cresce in maniera sostanziale, salendo a 87,2 su 100, rispetto al 70,0 del 2024 e al 77,2 del 2025. Per effetto di tale crescita, nel 2026 le città nella fascia più alta dell’indice (livello “buono”) sono addirittura 103 su 110, contro i 67 del 2025 e i 35 del 2024. A questi, si aggiungono i 5 Comuni in fascia “medio-alta”, mentre sono solo 2 i Comuni ancora in fascia “medio-bassa”. Nessun Comune si colloca quindi nella fascia di maturità più bassa.

Piattaforme nazionali. Anche il livello di adozione delle piattaforme nazionali da parte dei Comuni registra miglioramenti. Il punteggio medio dell’indice Digital PA sale a 69,2, rispetto al 64,2 del 2024 e al 67,8 del 2025. Per effetto di tali risultati, la quasi totalità delle città capoluogo si colloca nelle due fasce di maturità più elevate: 37 a livello “buono” (al pari dello scorso anno) e 66 a livello “medio-alto” (+6 rispetto al 2025). I restanti 7 Comuni si attestano in fascia “medio-bassa” (contro le 13 della passata edizione), mentre anche in questo indice non si registrano amministrazioni nella fascia di maturità più bassa (come lo scorso anno).

Dati e interoperabilità. La progressiva adozione della PDND da parte dei Comuni è alla base del deciso miglioramento nella dimensione della data governance, ambito tradizionalmente gravato dai maggiori ritardi in termini di maturità. Infatti, il punteggio medio dell’indice Digital Data Gov sale a 54,7, contro il 33,6 del 2024 e il 42,3 del 2025. L’effetto di tale crescita si riverbera anche sulla maturità complessiva: le città collocate ad un “buon” livello di maturità sono 15 contro le 11 del 2025 (+4), ma cresce soprattutto il numero di quelle in fascia “medio-alta”, che salgono da 30 a 61 (+31). Di contro, diminuiscono le realtà che registrano livelli di maturità “medio-bassi” (da 33 a 23, -11) e si riducono drasticamente quelle ad un livello “basso” (da 35 a 11, -24).

Il focus sulla PDND. A fine aprile 2026 erano oltre 11.400 gli e-service erogati dai Comuni sulla PDND, con una netta prevalenza dei servizi relativi ad “Albo pretorio” (1.604 servizi) e “Protocollo” (1.479), a cui si aggiungono i servizi inerenti all’ambito “Demografici, anagrafici, stato civile” (1.571) e “Attività produttive e commercio” (1.389). Di contro, si registra un numero ancora relativamente basso di e-service relativi ad ambiti chiave quali “Welfare e servizi sociali” (310), “Mobilità, viabilità e trasporti” (335) ed “Edilizia, catasto, urbanistica” (224).

Sul fronte della fruizione, a fine aprile 2026 i servizi con il maggior numero di Comuni abilitati erano il Servizio notifiche digitali di SEND (oltre 6.800), i servizi relativi all’Archivio Nazionale dei Numeri Civici delle Strade Urbane – ANNCSU (tra i 2.500 e i 5.000 Comuni) ed alcuni servizi erogati dal Ministero dell’Interno in ambito anagrafico (accertamento residenza, stato di famiglia e ID unico nazionale; più di 1.000 Comuni fruitori). Ancora piuttosto basso il numero di enti abilitati ai servizi relativi al Contrassegno unificato disabili europeo (Cude), alla consultazione di indicatore e attestazione ISEE e alle basi dati ANIS e ANIST, tutti servizi identificati come prioritari per l’abilitazione di servizi interoperabili in ambito mobilità, welfare ed educazione.

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