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A Rocca Salimbeni soffiano di nuovo i venti della politica

di Enzo Martinelli

SIENA. Nel duro e snervante percorso di rinascita del Monte dei Paschi, dall’inferno del fallimento (evitato con denaro pubblico) alla straordinaria conquista di Mediobanca, la classe politica locale non ha mai toccato palla. Solo dichiarazioni di rito, recitate come un rosario, dai vari partiti e movimenti per richiedere il mantenimento della direzione della banca a Siena, il collegamento con il territorio e la difesa dei livelli di occupazione, che alla fine della giostra sono stati dimezzati (da circa 32.000 a 16.000).

Il processo di stabilizzazione e assestamento è stato condotto dalla Banca Europea, dalla Banca d’Italia, dalla Consob e dal Mef, autorità che di volta in volta hanno assunto decisioni che la politica senese ha conosciuto dalla stampa.

La scossa decisiva al riscatto dell’Istituto l’ha data Luigi Lovaglio, indiscusso protagonista delle vicende degli ultimi anni. Accanto ai meriti dell’amministratore delegato vanno segnali quelli generosi delle associazioni sindacali locali che, con grande senso di responsabilità hanno sostenuto i piani di risanamento e sviluppo della banca, assumendo impegni gravosi (gli oltre 4000 prepensionamenti) e tutelando al meglio gli interessi dei dipendenti.

Le elevate competenze e professionalità del personale in servizio, fortemente penalizzato nell’esercizio delle tutele contrattuali a suo tempo conseguite, hanno consentito al Monte di ritrovare il prestigio smarrito e la forza economica per essere di nuovo protagonista nella scena bancaria italiana.

Ebbene, ora mentre la politica senese di nuovo farfuglia e balbetta frasi di circostanza in attesa degli input romani, da ripetere domani in loco, gli unici soggetti ai quali la città può delegare la tutela, almeno parziale, degli interessi di Siena sono solo i sindacati.

Per effetto di clausole previste dai contratti nazionali di categoria i rappresentanti del lavoratori avranno diritto di parola nelle complesse vicende che si svilupperanno nel tempo per regolamentare i definitivi assetti di potere all’interno del mondo del credito. Come in passato più con i sindacati che con i partiti (deboli e contraddittori) Siena potrà salvare il salvabile nel difficile risiko dalle prospettive ad oggi incerte.

La berlina di lusso che Lovaglio aveva costruito per percorrere “tutte le strade che portano alla città del Palio”, è diventata un taxi per trasportare la finanza italiana a Trieste, dove giacciono 800 miliardi di risparmi degli italiani, e a Milano sede della… Borsa”.

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