SIENA. Da Pietraserena riceviamo e pubblichiamo.
“Visti i tanti variegati interventi in merito alla vicenda Intesa-MPS, e i relativi proclami tardivi, ci sentiamo di fare una ricostruzione degli ultimi eventi della Banca, tralasciando tutto il distorto percorso del passato che comunque è ben ricordato nel nostro sito pietraserena.wordpress.com o nel libro da noi curato “MPS Cronaca di un disastro annunciato”, pubblicato nel 2019, che voleva, e vuole, essere Memoria Storica di errori o, peggio, di gran parte della politica locale e nazionale. Un percorso che a Siena negli anni cruciali ha visto solo pochissime opposizioni da parte dei cittadini di Siena, a differenza di oggi, quando tanti “a stalla vuota” tentano di millantare un ruolo civico positivo inesistente.
Quello che vogliamo evidenziare in questo momento è proprio il solito “camaleontismo” e opportunismo dei suddetti senesi (qui con la s minuscola). L’arrivo di Lovaglio, in era Governo Draghi, è passato quasi inosservato; poi, in considerazione dei risultati da lui ottenuti, vuoi per la sua esperienza che per una situazione economica mondiale favorevole, abbiamo assistito alla consueta acclamazione del presunto “potente di turno”, con gran parte dei senesi pronti ad allinearsi e a omaggiarlo. Nonostante ciò, anche dopo il successo, non scontato e piuttosto sorprendente, dell’operazione Mediobanca, profilandosi il suo “siluramento” da parte di ambienti politici/economici molto rilevanti, pochissimi si schierarono pubblicamente a difesa di Lovaglio, cosa che noi ritenevamo doverosa nel rispetto del lavoro suo, del CDA, e soprattutto dei dipendenti (la maggior parte con lui) per l’avvenuto rilancio del MPS. Una volta vinta, in modo piuttosto inaspettato, la battaglia in assemblea per il rinnovo del CDA, è ritornata la sua glorificazione da parte di quasi tutti gli ambienti, locali e nazionali. Addirittura abbiamo dovuto assistere alla candidatura del “Mangia d’oro”, con modalità da noi ritenuta azzardata per vari motivi, a prescindere da eventuali requisiti di Lovaglio. Per inciso pensiamo che il prestigioso premio senese vada assegnato solo se esistono motivazioni reali e ineccepibili, altrimenti, per garantire e rafforzare il suo prestigio, è sicuramente meglio non assegnarlo a nessuno, con buona pace di chi si diverte alla cerimonia.
Ora, in considerazione “dell’aggressione” economica di Intesa San Paolo, che indubbiamente potrebbe portare alla definitiva perdita del MPS (anche se, come detto sopra, la perdita della sua senesità era già stata avviata, se non sancita, dagli eventi avvenuti dopo la scellerata operazione Antonveneta), da alcune parti viene messo in discussione Lovaglio, in modo anche assurdo e controproducente, considerato che l’attuale DG è comunque l’unico che potrebbe trovare delle soluzioni per difendere la banca, i suoi dipendenti e il territorio di riferimento. Ci aspettiamo quindi che si possa fare quadrato intorno al CDA, anzichè indebolirlo con questioni in questo momento marginali. Eventuali censure o condanne, o invece auspicabili congratulazioni, rimandiamole a quando saranno definiti tutti gli assetti e tutte le vicende collegate“.




