"Il futuro della città non può essere deciso nelle stanze della finanza"
SIENA. Dal Movimento 5 Stelle Siena riceviamo e pubblichiamo il commento del coordinatore provinciale Alessandro Fanetti.
“Le notizie emerse nelle ultime ore sull’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Intesa Sanpaolo su Banca Monte dei Paschi di Siena aprono uno scenario che desta enorme preoccupazione per il futuro economico e occupazionale della nostra città.
Monte dei Paschi non rappresenta soltanto un marchio storico o un asset finanziario contendibile all’interno del risiko bancario nazionale.
MPS è ancora oggi uno dei principali pilastri economici, occupazionali e identitari di Siena. Per questo motivo riteniamo estremamente grave il silenzio che sta accompagnando queste ore decisive.
Comprendiamo che il sistema bancario italiano stia attraversando una fase di consolidamento e aggregazione, ma un conto è un’operazione industriale che preservi il valore della banca, la sua identità e la sua presenza sul territorio; un altro è assistere passivamente a un possibile smembramento delle funzioni strategiche di MPS all’interno di gruppi più grandi, con il concreto rischio di perdere direzione, centralità decisionale e migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti.
Parliamo non solo dei dipendenti della banca, ma anche dell’intero indotto economico, professionale e commerciale che da decenni vive attorno alla presenza di MPS a Siena.
Per questo il Movimento 5 Stelle Siena chiede:
– che il Governo chiarisca immediatamente quali siano le reali prospettive industriali dell’operazione;
– che Comune e parlamentari del territorio escano dall’ambiguità e assumano una posizione pubblica chiara;
– che venga aperto con urgenza un tavolo istituzionale permanente sul futuro di MPS e sulle ricadute occupazionali per Siena;
– che siano garantiti nero su bianco il mantenimento delle principali funzioni strategiche della banca sul territorio senese e la tutela dei livelli occupazionali.
Siena ha già pagato un prezzo enorme negli ultimi quindici anni.
Non possiamo accettare che decisioni di questa portata vengano prese sopra la testa della città e dei lavoratori.
Il futuro di Siena non può essere trattato come una semplice operazione finanziaria”.




