A rappresentare Colle di Val d’Elsa sono stati l’assessore Daniele Tozzi e il dirigente Iuri Bruni
COLLE DI VAL D’ELSA. Colle di Val d’Elsa protagonista del confronto europeo sul futuro delle comunità e sul ruolo della cultura come motore di sviluppo territoriale. Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha partecipato a Tønder, in Danimarca, al secondo meeting internazionale del progetto URBACT Network Civic Heritage, la rete europea che coinvolge sette città guidate dalla spagnola Onda e impegnate a sviluppare nuove strategie di valorizzazione del patrimonio culturale e civico. A rappresentare il Comune di Colle di Val d’Elsa sono stati l’assessore alla cultura Daniele Tozzi e il dirigente Iuri Bruni, che hanno portato all’interno del network l’esperienza maturata dalla città sui temi del welfare culturale, della rigenerazione urbana a base culturale e del percorso di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028.
“Per Colle di Val d’Elsa essere in questa rete – afferma l’assessore Daniele Tozzi – rappresenta un’importante occasione di crescita. La nostra città porta il suo contributo, ma soprattutto si confronta con altre realtà europee per comprendere come abbiano affrontato le sfide legate alla valorizzazione del patrimonio culturale, civico e sociale, trasformandolo in una risorsa per il benessere delle persone e lo sviluppo dei territori. Il percorso all’interno della rete URBACT ci permette di consolidare la nostra visione di cultura come infrastruttura sociale e leva di innovazione.”.
“Le esperienze emerse durante il meeting – continua Tozzi – potranno infatti offrire spunti concreti per alcuni dei progetti strategici che stiamo sviluppando, a partire dalla futura Biblioteca inserita nell’Agorà della Cultura. L’obiettivo del Comune è quello di costruire uno spazio che vada oltre la funzione tradizionale della biblioteca, trasformandolo in un luogo aperto alla comunità, capace di intrecciare conoscenza, partecipazione, inclusione sociale e innovazione civica. Proprio su questi temi Colle intende proseguire il confronto con le altre città della rete europea, molte delle quali hanno già trasformato biblioteche, centri culturali e spazi pubblici in veri e propri catalizzatori di relazioni, servizi e opportunità per i cittadini.
Nel corso dell’incontro amministratori, tecnici ed esperti provenienti da diversi Paesi europei hanno condiviso esperienze, strumenti e modelli di governance, confrontandosi su una sfida comune: rendere il patrimonio culturale un elemento vivo e partecipato, capace di generare coesione sociale, cittadinanza attiva e nuove opportunità per le comunità locali.




