Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

36° anniversario dell’uccisione dei Carabinieri Mario Forziero e Nicola Campanile

Siena ha celebrato come ogni anno le due medaglie d’oro al Valor Civile

SIENA. Oggi, 1 Giugno, alle ore 10.00, alla presenza del sindaco Nicoletta Fabio, del vicario del Prefetto, Immacolata Amalfitano, dei vertici provinciali delle Forze di polizia, della Provincia, nonché di una rappresentanza dei Carabinieri di Siena e della Associazione Nazionale Carabinieri, è stata celebrata una messa – officiata dal Cappellano Militare della Legione Carabinieri Toscana, nella Chiesa di San Girolamo in Campansi, per commemorare i due Carabinieri uccisi, 36 anni fa, nel cuore della città. Sono state, poi, deposte due corone di alloro sul luogo dell’eccidio. Alla cerimonia hanno partecipato anche i familiari dei due caduti, accompagnati dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Siena, Colonnello Giulio Modesti.

Nel corso della cerimonia, è stato riportato alla memoria dei presenti quel tragico evento del 1° giugno 1990, quando l’equipaggio dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Siena, composto dai Carabinieri Mario Forziero e Nicola Campanile, venne fatto oggetto di colpi di pistola, durante un controllo, da parte di uno sconosciuto che era stato notato a bordo di un ciclomotore. Entrambi i Carabinieri, trasportati presso il Policlinico di Siena, morirono per le gravi ferite riportate, mentre l’autore dell’efferato reato, riuscito inizialmente a dileguarsi a piedi nel centro storico cittadino, venne bloccato dalle altre forze di polizia, accorse in aiuto dei militari dell’Arma.

Ai Carabinieri Mario Forziero e Nicola Campanile, il 21 dicembre 1990, con decreto del Presidente della Repubblica è stata concessa la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria, la massima ricompensa per premiare atti di eccezionale coraggio che manifestano evidente virtù civica, con questa motivazione:“Componenti pattuglia automontata mentre si apprestavano all’identificazione del conducente di un motociclo, venivano fatti segno di un’improvvisa azione di fuoco. Benché gravemente feriti, cercavano di reagire con l’arma in dotazione ma, nel disperato tentativo di inseguire il malvivente, si accasciavano al suolo. Splendido esempio di giovani vite immolate con grande ardimento ed altissimo senso del dovere.”

[banner_mobile]