E' il risultato della stretta collaborazione fra Radiologia e Cardiologia
Salvatore Carbone e Franco Bui MONTEPULCIANO.
Da quando è attiva all’ospedale di Nottola, cioè dal 2023, sono circa 500 gli esami effettuati con la TC coronarica. Grazie alla stretta collaborazione fra la Radiologia e la Cardiologia, è stato infatti messo a punto un percorso virtuoso che ha consentito la gestione incruenta dei pazienti, sia ricoverati che ambulatoriali, riducendo significativamente il numero delle più invasive Coronarografie (almeno di un 50%).
La tomografia computerizzata (CTCA) nell’ultimo decennio ha conosciuto un impressionante sviluppo tecnologico che ne ha permesso l’impiego per lo studio del cuore e vasi, divenendo “Metodica diagnostica centrale”. Le più recenti linee guida testimoniano come l’angio-TC coronarica (CTCA) sia oggi una tecnica matura con elevata accuratezza cui viene attribuito il più alto livello di raccomandazione per la diagnosi e stratificazione prognostica della coronaropatia sospetta o accertata. Sempre più spesso, si rileva l’utilità di disporre di un quadro anatomico non invasivo per pianificare la scelta o meno di uno studio invasivo o per pianificare una rivascolarizzazione.
Le ricadute positive dell’uso della TC coronarica sono:
• La riduzione per i pazienti della necessità dell’invasiva Coronarografia, garantendo il percorso di diagnosi
• La riduzione dei costi, nettamente inferiori per la CTCA rispetto alla Coronarografia
• La riduzione dei costo/impegno organizzativo per i trasporti
• La riduzione degli accessi in Emodinamica, riducendo così il rischio di impegnarla troppo
«Dal 2023, con la possibilità di eseguire le Tc coronariche nel nostro stabilimento ospedaliero, grazie alla competenza dello staff dei radiologi, – afferma il direttore della Cardiologia di Nottola Franco Bui, – abbiamo nettamente migliorato il nostro potere diagnostico nel campo della Cardiopatia ischemica, riducendo al contempo il rischio clinico e ottimizzando gli esiti».
Nell’ottica di una medicina basata sul valore, – dichiara il direttore della Radiologia di Nottola Salvatore Francesco Carbone, – inquadrare da un punto di vista diagnostico i pazienti cardiologici, circoscrivendo il numero delle centralizzazioni su centri hub solo ai casi di cura specifica (trattamenti endovascolari, chirugia, eccetera), significa ridurre il disagio per i pazienti e i loro familiari, con un impatto economico sul sistema non trascurabile. In questo senso, l’investimento dell’Azienda è stato lungimirante».




