Dalla Circonvallazione di Costalpino alla frana del campo scuola "Renzo Corsi". Tante le decisioni prese e le interrogazioni a cui l'amministrazione ha risposto
Consiglio 26 febbraio 2026 -Vicesindaco Capitani SIENA. Si sta tenendo in queste ore (26 febbraio) una seduta del Consiglio Comunale di Siena. Di seguito (e in aggiornamento), gli argomenti trattati
Circonvallazione Costalpino, il Consiglio comunale approva le controdeduzioni e la variante
Il Consiglio comunale ha approvato la delibera relativa alla variante al Piano operativo per modifiche all’articolo 173 del Piano attuativo in strada statale 73 Ponente a Costalpino, comprensiva dell’approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’intervento di variante stradale per la circonvallazione del centro abitato di Costalpino, finanziato con risorse Fsc 2021–2027 nell’ambito dell’Accordo per la Coesione Regione Toscana, con approvazione delle controdeduzioni e contestuale approvazione parziale della variante. L’atto ha ricevuto diciotto voti favorevoli e quattro astensioni dei ventidue consiglieri comunali presenti.
In particolare il documento ha approvato la proposta di controdeduzione al contributo espresso ai sensi dell’articolo 53 della legge regionale numero 65 del 2014 nei tempi previsti dalla stessa legge, dal settore sistema informativo e pianificazione del territorio della Regione Toscana, rappresentata dalla proposta di controdeduzione, dalle controdeduzioni, dalla relazione tecnica e dal documento per la conformazione al Piano di indirizzo territoriale. Inoltre il consiglio ha approvato la variante relativa alla strada e conferma la variante adottata in relazione al perimetro del piano attuativo.
“La Regione Toscana, nelle osservazioni – ha spiegato nell’illustrazione dell’atto il vicesindaco e assessore all’urbanistica del Comune di Siena, Michele Capitani – ha specificato che con la realizzazione della strada da parte dell’amministrazione comunale, cessa l’interesse del privato a costruire nell’area interna. Abbiamo deciso dunque di accogliere tale controdeduzioni, congelare e rimandare la revisione del piano attuativo. In questo modo procediamo con i progetti relativi alla nuova viabilità: il Comune di Siena aveva già separato la realizzazione della strada dal resto del piano attuativo, che andrà rivisto. Andremo dunque avanti con un intervento di particolare importanza e atteso da anni che permetterà di aggirare l’abitato di Costalpino, migliorando sensibilmente la sicurezza e i flussi di traffico della zona. Prevediamo circa quattordici mesi per il cantiere e contiamo di concludere questa opera entro il 2027”.
Osservatorio Affari Animali: nominati i consiglieri comunali
Il Consiglio ha nominato i componenti dell’Osservatorio Affari Animali, di cui faranno parte i consiglieri Emanuela Anichini e Lorenza Bondi (maggioranza) e Giulia Mazzarelli e Gianluca Marzucchi (minoranza). L’atto è stato approvato all’unanimità da parte dei ventisette consiglieri presenti.
Il Regolamento comunale per la tutela e il benessere degli animali, approvato con deliberazione del Consiglio comunale dello scorso 19 giugno (in particolare gli articoli 26 e 27) dispone l’istituzione dell’Osservatorio Affari Animali, la sua composizione e i relativi compiti. Tale osservatorio è istituito “con compiti tecnico-consultivi a supporto delle attività intraprese dall’amministrazione comunale per la tutela degli animali d’affezione, la prevenzione del randagismo, le problematiche animali e l’impatto di questi ultimi sull’ambiente e la salute pubblica”; per quanto riguarda la composizione, il presidente è l’assessore con delega alla tutela degli animali, il segretario un dipendente comunale, mentre i componenti sono un medico veterinario dell’Azienda Asl Toscana Sud Est; il dirigente della direzione in cui è incardinato l’ufficio comunale con competenze sulla tutela degli animali o suo delegato; il Comandante della Polizia Locale o suo delegato; due consiglieri di maggioranza; due consiglieri di minoranza; fino ad un massimo di sette rappresentanti delle associazioni animaliste da individuarsi successivamente con delibera di Giunta comunale tra i soggetti maggiormente rappresentativi sul territorio in relazione alla materia.
“L’Osservatorio è – si legge nel medesimo regolamento – nominato dal Sindaco e dura in carica per un periodo di tre anni; ha compiti meramente tecnico-consultivi a supporto delle attività intraprese da questa amministrazione per la tutela degli animali di affezione, la prevenzione al randagismo, le problematiche animali e l’impatto di questi ultimi sull’ambiente e la salute pubblica. E’ convocato dal Presidente ogni qual volta ne ravvisi la necessità e comunque almeno due volte all’anno; ai componenti dell’Osservatorio non verrà corrisposto alcun compenso e/o gettone di presenza”.
Lavori su Autopalio, Capitani: “Sollecitazione forte e costante del Comune”
“Il Comune di Siena sta proseguendo con le forti sollecitazioni affinché le criticità siano superate e i cantieri siano organizzati tenendo insieme sicurezza e scorrevolezza”. Così il vicesindaco ha risposto all’interrogazione presentata dai consiglieri Giulia Mazzarelli e Alessandro Masi del gruppo Partito Democratico sulle persistenti criticità del raccordo autostradale Siena–Firenze.
“Il punto di partenza è naturalmente condiviso – ha detto Capitani -, parliamo di un’infrastruttura strategica, indispensabile per la vita quotidiana di migliaia di persone e per la competitività del territorio. Non vanno minimizzati i disagi e, soprattutto, il tema della sicurezza: gli episodi delle ultime settimane, compreso quello sul viadotto Falciani con problemi di pavimentazione e limitazioni al transito, hanno colpito cittadini e imprese e meritano risposte puntuali”.
“Il Comune sta facendo un’opera di sollecitazione forte – ha aggiunto – per le vie brevi e rappresenta con forza le esigenze del territorio, a iniziare da un’organizzazione dei cantieri che tenga insieme due obiettivi, sicurezza e scorrevolezza della circolazione. Su questo, l’amministrazione comunale ha già espresso e conferma un indirizzo chiaro: lavorare, dove possibile, su modalità di intervento che riducano l’impatto nelle ore diurne, incrementando le lavorazioni notturne e l’uso di cantieri removibili, proprio per limitare code e pericoli nei momenti di traffico più intenso. Anas ha inquadrato le chiusure notturne e le limitazioni come parte di un piano di manutenzione e riqualificazione del raccordo (ad esempio per il risanamento del viadotto Falciani) e nel tempo ha programmato ripristini di pavimentazione, ispezioni su opere d’arte e interventi puntuali su svincoli e tratti infrastrutturali”.
“I cantieri più impattanti – ha spiegato Capitani -, in particolare su Falciani e Docciola, sono in una fase avanzata e l’obiettivo indicato è la rimozione entro l’estate 2026. È un traguardo che ovviamente seguiremo e verificheremo, ma che va riconosciuto come direzione di marcia: dopo tanti anni di di stop and go, si vede un orizzonte di uscita da alcune delle criticità più penalizzanti”.
“Sul piano nazionale, il Comune apprezza – ha continuato il Vicesindaco – il cambio di passo reso possibile dal quadro di programmazione e finanziamento degli ultimi anni: nel 2024 il Cipess ha approvato il Contratto di Programma Mit–Aanas 2021–2025, che mette a sistema investimenti per circa quarantaquattro miliardi di euro e alloca nuove risorse provenienti dalle leggi di bilancio 2023 e 2024. Nel 2025 è arrivato anche l’aggiornamento con ulteriori 2,022 miliardi, orientati in prevalenza a manutenzione e copertura dei maggiori fabbisogni delle opere in corso. Questo determinerà più capacità di intervenire su pavimentazioni, viadotti, barriere e sicurezza, cioè proprio sulle fragilità che oggi generano disagi e rischi”.
“Da ultimo – ha concluso Capitani – vengo al tema della ‘terza corsia’. La richiesta di uno studio di fattibilità non la liquidiamo come una provocazione. Si può discutere, anche tecnicamente, se esistano soluzioni progressive e mirate (per esempio tratti a maggiore criticità) che migliorino gestione emergenze e sicurezza. Avere un progetto è sempre importante. Dobbiamo evitare però di confondere un obiettivo di lunghissimo periodo con quelle che come noi, immagino, consideriate priorità immediate: per esempio, il ‘Lotto zero’ ha un costo di 350 milioni di euro, l’Autopalio è lunga circa cinquantasei chilometri. Facendo un parametro fra le due opere, la Siena-Firenze costerebbe quattro miliardi di euro. I termini di grandezza di costo per adeguamenti importanti, storicamente, sono molto elevati e non li ha fatti neanche la sinistra nei decenni di governo regionale e nazionale. I progetti di terza corsia richiedono tempi lunghissimi e iter ambientali complessi. Per questo, riteniamo prioritario sollecitare il completamento e l’accelerazione degli interventi già programmati, manutenzione straordinaria del manto, viadotti, barriere, gestione cantieri, perché è lì che si gioca la sicurezza attuale. Siamo disponibili a rappresentare ai soggetti competenti la richiesta di un approfondimento tecnico serio sul tema, purché sia impostato con realismo su costi, tempi e impatti. Manterremo alta la pressione istituzionale su Anas e sugli enti competenti e chiederemo aggiornamenti periodici e un crono programma chiaro, da condividere anche in sede consiliare”.
La consigliera Giulia Mazzarelli del gruppo Partito Democratico, che ha illustrato l’interrogazione, si è dichiarata “non soddisfatta, non tanto per quanto riguarda la risposta, ma quanto purtroppo per la realtà e le condizioni che ancora ci troviamo e si trovano ad affrontare le persone che quotidianamente attraversano questa arteria. Il territorio ha sempre fatto grande pressione verso gli enti preposti e negli anni alcuni i risultati positivi ci sono statti: basta pensare alla differenza che c’è fra il tratto che va da Siena e Poggibonsi, che ha fatto registrare miglioramenti importanti, e il resto della strada Il punto politico, purtroppo, che la questione dell’Autopalio è diventata un problema di sicurezza pubblica. Le condizione disastrose dell’asfalto, i restringimenti e i cantieri permanenti: non parliamo più di un semplice disagio o di un’emergenza temporanea, ma di problema quotidiano di sicurezza pubblica. Come tale ritengo, anche in virtù del rapporto privilegiato dell’amministrazione con il Governo, che debba essere ancora più forte e incisiva la pressione da parte del Comune . Ritengo anche rilevante la necessità di una collegialità e un coordinamento con le istituzioni di altri livelli, affinché si possa dar vita a un’azione ancora più forte. Il Comune ha sempre il dovere di rappresentare il territorio, le istanze di cittadine e di cittadini, a maggiore ragione se l’incolumità pubblica è messa a rischio. Come ricordato nell’interrogazione e vista l’importanza di questa arteria, così importante per chi la percorre ma anche per l’economia e le imprese, ritengo che impegno e pressione debbano essere, da parte dell’amministrazione, forti e decise”.
Frana campo scuola “Renzo Corsi”, Bianchini: “Effettuati sopralluoghi ”
“Il Comune, con i propri tecnici, ha effettuato alcuni sopralluoghi, l’ultimo dei quali appena due giorni fa. Siamo pronti a intervenire qualora non si raggiungesse accordo con i condomini”. Con queste parole l’assessore ai lavori pubblici Massimo Bianchini ha risposto all’interrogazione presentata dai consiglieri Gabriella Piccinni e Luca MIcheli del gruppo Partito Democratico in merito alla frana soprastante il campo scuola “Renzo Corsi”.
“L’interlocuzione con i condomini soprastanti la struttura – ha spiegato Bianchini – è tuttora in essere e nel tempo è stato possibile rilevare la possibilità che i condomini interessati alla questione salgano a due, invece che uno soltanto. Abbiamo registrato alcune criticità riferite all’individuazione dei tecnici di riferimento da parte degli stessi interessati che, giusto ricordarlo, sono parte attiva a tutti gli effetti essendo titolari di una porzione di terreno oggetto della frana. Nella possibilità di definire un accordo di compartecipazione per l’intervento, l’amministrazione comunale ha per prima cosa messo a disposizione la propria collaborazione per la stesura di teli e quindi provveduto a richiedere apposito preventivo di spesa per il ripristino delle reti di contenimento. Qualora non si giungesse ad un accordo con i condomini interessati, il Comune di Siena è pronto a procedere in autonomia con la posa delle stesse nuove reti di contenimento”.
“Tali reti di protezione – ha concluso Bianchini – servono anche per prevenire, attraverso adeguato contenimento, eventuali smottamenti del terreno che non è chiaramente possibile prevedere”.
Il consigliere Luca Micheli del gruppo Partito Democratico, che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “Mi reputo insoddisfatto, e mi dispiace segnalare il fatto che a oltre un anno dal verificarsi del problema siamo ancora a un nulla di fatto, con le reti che nel frattempo sono collassate dal lato del campo scuola. E’ vero che in quell’area non c’è passaggio a causa del cantiere in corso e quella che era una zona di allenamento per gli atleti ora non lo è più; allo stesso tempo, però, anche se capisco che sia sempre complicato avere a che fare con i condomini e le loro tempistiche, visto che l’interesse pubblico dovrebbe essere superiore a quello privato, bisogna imporre il volere dell’amministrazione comunale di ripristinare e mettere in sicurezza la zona il prima possibile, a prescindere dalle diatribe dei privati. Sono contento che la mia interrogazione abbia portato a un incontro, che magari non ci sarebbe stato se io non avessi sollevato la questione, ma mi sarei aspettato da parte del Comune una maggiore solerzia, una maggiore sollecitudine e una maggiore forza impositiva rispetto all’intervento che deve essere realizzato. Quando si verificò un episodio simile a villa Patrizia l’amministrazione comunale intervenne per sanare una situazione che si protraeva da mesi e poi si rivalse sulla proprietà; in sostanza, se non si trova il bandolo della matassa con i privati, in qualche modo bisogna intervenire, anche perché non credo che i lavori necessari comportino dei costi esorbitanti. Non vorrei che si arrivasse alla fine della ristrutturazione della gradinata e poi, a causa di una ‘bomba d’acqua’, magari ci si ritrovi a dover richiudere la strada e non poter sfruttare i locali appena riqualificati, perché si è verificata una nuova frana”.
Ampliamento Aree a rilevanza urbanistica, Capitani: “Procediamo gradualmente in contatto con i cittadini”
“L’amministrazione intende procedere in modo graduale e coordinato, assicurando che ogni fase di ampliamento delle Aru sia accompagnata da adeguate misure di supporto e da un costante dialogo con la cittadinanza, nella prospettiva di una mobilità urbana sempre più sostenibile, efficiente e inclusiva”. Con queste parole il Vicesindaco e l’assessore alla mobilità e ai trasporti del Comune di Siena, Michele Capitani, ha risposto all’interrogazione presentata dal consigliere Luca Micheli del gruppo Partito Democratico in merito allo stato di attuazione dell’ampliamento delle zone a rilevanza urbanistica (Aru) nella città di Siena.
“In coerenza con le strategie del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums) – ha detto Capitani -, integralmente recepite nel nuovo Piano strutturale in fase di conclusione, questa amministrazione conferma la propria volontà di procedere al completamento e alla progressiva estensione del sistema delle Aree a particolare rilevanza urbanistica (Aru), quale strumento di tutela della residenzialità e di regolazione della pressione veicolare nei quartieri esterni al centro storico. Le Aru rappresentano, infatti, uno strumento essenziale per garantire priorità di sosta ai residenti e riequilibrare l’uso dello spazio pubblico, riducendo l’aggressione delle auto nei quartieri periferici del centro storico”.
“L’istituzione di nuove Aru – ha spiegato ancora Capitani – comporta un necessario bilanciamento tra la tutela dei residenti e le esigenze di lavoratori, domiciliati e fruitori esterni. Procedere all’estensione delle Aru senza un contestuale rafforzamento dell’offerta alternativa di sosta rischierebbe di generare un effetto di ‘spillover’, ovvero il semplice spostamento della pressione veicolare e della sosta irregolare verso i quartieri limitrofi non ancora regolamentati, trasferendo le criticità anziché risolverle in modo strutturale. Per questo motivo l’amministrazione, in coerenza al Pums, ritiene che il potenziamento dei parcheggi scambiatori rappresenti una condizione preliminare e imprescindibile rispetto all’ampliamento delle Aru. Negli ultimi anni, a seguito dei finanziamenti ottenuti, l’amministrazione ha prioritariamente concentrato le risorse su interventi di sicurezza stradale e infrastrutture per la mobilità dolce quali piste e corsie ciclabili. Inoltre, verranno avviati percorsi di sensibilizzazione e coinvolgimento dei cittadini, al fine di garantire una maggiore consapevolezza e condivisione rispetto agli obiettivi di sostenibilità della mobilità urbana. In particolare, verranno promossi incontri pubblici e campagne informative dedicati all’utilizzo dei parcheggi scambiatori e all’importanza di una mobilità integrata. Conclusa tale fase, si procederà con il rafforzamento del sistema dei parcheggi scambiatori, peraltro confermato dalle strategie del nuovo Piano strutturale, quale passaggio necessario per l’estensione strutturale delle Aru”.
“L’attivazione di nuove aree di sosta di interscambio – ha affermato ancora Capitani – sarà accompagnata dalla realizzazione di servizi accessori, quali la presenza di collegamenti navetta a frequenza potenziata, sistemi di bike-sharing e stazioni di ricarica per veicoli elettrici, al fine di favorire l’intermodalità e ridurre ulteriormente la dipendenza dall’auto privata. In ottemperanza all’impegno preso nel 2023 riguardo alle Aru ‘Busseto’, ‘Esterna Porta Pispini’, ‘Esterna Porta Romana’ gli uffici hanno realizzato una ricognizione tecnica degli stalli esistenti con particolare riferimento alla zona ‘Esterna Porta Romana’; dati gli elevati e noti tassi di occupazione degli stalli in tutte le fasce orarie, nonché un rapporto comunque critico tra numero stalli disponibili (170) e nuclei familiari residenti (311) si conferma la necessità che l’ipotesi di ampliamento delle Aru, sia contestualmente supportata dal potenziamento del sistema dei parcheggi scambiatori; a dimostrazione della volontà dell’amministrazione di definire un quadro organico e omogeneo di intervento sono in corso approfondimenti sulle zone ‘Busseto’ e ‘Porta Pispini’ al fine di completare la zona sud-est”.
“Contestualmente- ha concluso -sarà effettuato un monitoraggio costante degli effetti delle nuove Aru e delle modifiche all’offerta di sosta, attraverso rilevazioni periodiche, allo scopo di valutare l’efficacia delle misure adottate e apportare eventuali correttivi tempestivi. Verranno inoltre istituiti tavoli periodici di confronto con le rappresentanze dei residenti, delle attività produttive e delle categorie interessate, per garantire trasparenza e partecipazione nel processo decisionale”.
Il consigliere Luca Micheli del gruppo Partito Democratico si è ritenuto “insoddisfatto della risposta. Per prima cosa mi aspettavo una rilevazione precisa della situazione, non limitarsi a sapere quanti posti auto ci sono e quanti residenti. Questa amministrazione parla molto di potenziamento della mobilità sostenibile, ma il Pums è fermo da sei anni e non si è ancora portata avanti alcuna opera come i parcheggi scambiatori. Si parla di mobilità dolce, ma non sono definibile come tali le piste ciclabili definite semplicemente attraverso strisce che delimitano lo spazio per le biciclette su una strada. Le piste ciclabili sono fatte in maniera diversa, basta vedere, senza andare troppo lontano, quello che è stato fatto a Rapolano Terme. La verità è che sul tema traffico non è stato fatto nulla o pochissimo rispetto a quanto doveva essere fatto. Si continua a dire di voler aggiornare il Pums, ma tutto questo lavoro di aggiornamento fa perdere ulteriormente tempo: la realtà è che si prova a scrivere sempre un libro dei sogni che prima o poi vedrà la luce. Un altro esempio riguarda la la sicurezza della mobilità: questa amministrazione invece che implementare gli attraversamenti pedonali rialzati, li ha tolti, come fatto davanti alla risalita di San Francesco, dove tale attraversamento, dopo l’asfaltatura, non esiste più. La sicurezza stradale passa anche da disincentivi per le auto e da incentivi per la mobilità dolce. Tutte queste azioni non sono state realizzate: quattro righe in terra non possono passare come pista ciclabile, una striscia non limita la pericolosità di una strada”.
Riorganizzazione raccolta rifiuti, Magi: “Massimo ascolto dei cittadini”
“Massima apertura nei confronti delle istanze e delle esigenze dei cittadini. Un servizio pubblico di grande impatto e delicatezza, come quello della raccolta rifiuti, deve necessariamente tenere nella debita considerazione il punto di vista delle comunità locali, sulle cui abitudini quotidiane il servizio va inevitabilmente a incidere”. Così l’assessore all’ambiente Barbara Magi, ha risposto all’interrogazione della consigliera del gruppo Partito Democratico, Anna Ferretti, sulla riorganizzazione della raccolta rifiuti.
“Riconoscendo il significativo passo in avanti, in termini di efficienza e di decoro, realizzato con l’installazione dei nuovi cassonetti per la raccolta stradale – ha detto Magi – ci si concentra attorno a due questioni, ritenute particolarmente sensibili e di significativo impatto sulla vita dei cittadini: da un lato l’installazione dei cassonetti a distanza eccessiva da alcune abitazioni; dall’altro, la diminuzione del numero dei cassonetti, con il loro conseguente rapido ed eccessivo riempimento”.
“Ogni segnalazione – ha proseguito l’assessore – viene opportunamente ed attentamente vagliata. Tale approccio è stato pubblicamente confermato ancora lo scorso 5 febbraio, in occasione della conferenza stampa di lancio del terzo step del percorso di riorganizzazione. In quella circostanza, sia il presidente e il direttore generale di Sei Toscana sia il Comune di Siena hanno più volte dichiarato l’assoluta disponibilità dell’ente e del gestore a monitorare costantemente la situazione, per misurare e valutare l’impatto delle novità introdotte e, eventualmente, ricalibrare alcuni aspetti. Questo, tenendo il più possibile in equilibrio e in coerenza le esigenze poste dai cittadini, le scelte dell’amministrazione, i modelli di raccolta del piano di Ambito e le strategie aziendali. Non va dimenticato, infatti, come il progetto di riorganizzazione del servizio miri a raggiungere un ampio ventaglio di obiettivi, di carattere ambientale e di efficienza ed efficacia gestionale, di cui la sostituzione dei cassonetti è solo una parte”.
“Il piano di riorganizzazione – ha aggiunto -, frutto, com’è noto, della stretta sinergia tra l’amministrazione comunale, il gestore e l’Autorità di Ambito, per forza di cose non potrà ricalcare, in ogni situazione e per ogni aspetto, il servizio in essere prima della sua attuazione. Inevitabilmente esso, per consentire il raggiungimento degli obiettivi ambientali e di efficienza che ne sono alla base, ha introdotto e introdurrà elementi di modificazione, tutti attentamente e opportunamente pesati e valutati. Al netto di questa necessaria sottolineatura, l’ascolto dei cittadini resta un elemento fondamentale, che ben si sposa, del resto, con l’altra consolidata prassi di promuovere, sul territorio, incontri aperti alla partecipazione della cittadinanza, con l’obiettivo di aprire spazi di confronto e di informazione su strategie e modalità operative. Il fine ultimo rimane il miglioramento complessivo della fruizione del servizio da parte dei cittadini, il decoro urbano e l’incremento quantitativo e qualitativo della raccolta differenziata dei rifiuti”.
“Il percorso di ascolto delle istanze dei cittadini raccolte nelle prime fasi di riorganizzazione – ha detto ancora Magi – si è tradotto, già nei mesi successivi ai primi due step e ancora in queste settimane, nell’adozione di alcuni accorgimenti, e questa modalità di lavoro verrà senz’altro seguita per tutte quelle situazioni che richiederanno un punto di attenzione specifico”.
“Sono state esaminate – ha spiegato l’assessore – le segnalazioni pervenute all’amministrazione relative, tra le altre, alle zone di strada di Petriccio e Belriguardo e Colle Malamerenda, con particolare riferimento al tema dei contenitori spesso in sovraccarico. A tale proposito, Sei Toscana ha chiarito che, in fase di avvio del servizio, l’attività di monitoraggio viene svolta quotidianamente, con, in aggiunta, l’attivazione del servizio di ‘pulizia postazioni’, durante il quale, oltre alla rimozione dei sacchi a terra, l’operatore provvede a segnalare eventuali sovraccarichi riscontrati al fine di apportare le necessarie soluzioni. In ogni caso, laddove necessario, sono state incrementate le frequenze di svuotamento. Per quanto riguarda le postazioni con ‘mascherature’, il gestore ha disposto ed effettuato un approfondimento relativo alle strade interessate dalla rimozione delle postazioni di prossimità, nel dettaglio: strada delle Coste (utenze intercettate: sessanta), strada di Belcaro (utenze intercettate: ottanta), strada degli Agostoli (utenze intercettate: novanta), località Monteliscai (utenze intercettate settanta), Abbadia di Ruffolo – Renaccio (utenze intercettate: trenta), località Eugenia – San Vittore (utenze intercettate: quindici). Su queste zone, in uno con il Comune, è in corso una valutazione che, a partire dal numero di utenze intercettate, tenga conto delle localizzazioni, della variazione della distanza cassonetto/utenza pre e post-intervento e degli eventuali lavori di allestimento e/o rifacimento delle piazzole. Su tutte le aree, sono in programma sopralluoghi congiunti utili a definire, in modo puntuale, i lavori da effettuare ai fini di una valutazione puntuale sull’effettiva fattibilità degli interventi”.
“Per quanto riguarda Ravacciano e via di Certosa – ha evidenziato Magi – l’amministrazione comunale ha manifestato la necessità di effettuare ulteriori verifiche in merito alla tipologia di attrezzature da installare, anche alla luce della ipotesi dell’utilizzo delle mascherature, richiedendo la massima omogeneità nella tipologia dei servizi proposti sul territorio. Su questo punto, sono in corso valutazione da parte del gestore. Per quanto concerne strada statale 73 Ponente, la zona è stata interessata dalla rimozione delle postazioni di prossimità presenti in precedenza (non riconvertibili in postazioni easy di grande volumetria, sia per motivi tecnici di mancanza di spazi idonei sia per motivi di sicurezza) e dall’installazione di nuove postazioni, a est dell’incrocio con Strada delle volte alte e a ovest pochi metri dopo il bivio per strade delle Volte Alte. Le nuove postazioni risultano collocate in aree a maggiore sicurezza e più idonee logisticamente Nell’area di strada di Renaccio sono state installate sei postazioni con nuovi contenitori e rimosse complessivamente quattro postazioni di prossimità. La rimozione delle postazioni preesistenti è legata a motivazioni tecniche relative alla mancanza di spazio e/o a criticità legate alla percorrenza del mezzo sulla viabilità.Alla luce di alcune segnalazioni pervenute, l’azienda sta valutando, insieme all’amministrazione, il posizionamento di una mascheratura nell’ultima postazione di Abbadia di Ruffolo, maggiormente distante e con strada in salita. La zona del centro storico è interessata da un non trascurabile fenomeno di errato conferimento dei rifiuti da parte degli utenti, per far fronte al quale verranno adottate le necessarie azioni di sensibilizzare e informazione, con il ricorso, tra l’altro, agli ispettori ambientali e a campagne di comunicazione mirata in particolare a studenti e condomini. Tali azioni verranno attivate in concomitanza con l’avvio del nuovo servizio di raccolta del monovetro, previsto nei prossimi mesi. Infine, con riguardo al posizionamento delle mascherature, il gestore prevede, tra circa un mese, di dare riscontro sull’esito della gara.
“Per quanto attiene al tema della distanza dei cassonetti – ha detto ancora l’assessore –, va evidenziato come, pur se fondato, esso riguarda un numero limitato di casi, tutti comunque puntualmente attenzionati. Tuttavia, una serie di elementi oggettivi (le caratteristiche dei nuovi cassonetti, le condizioni specifiche imprescindibili per la loro installazione, le particolarità che caratterizzano la viabilità senese e le esigenze di sicurezza per cittadini e operatori)insieme alle valutazioni di carattere tecnico effettuate e agli obiettivi ambientali del piano, in alcuni casi hanno reso impossibile installare i contenitori, anche di dimensioni ridotte, in sostituzione dei precedenti bidoni carrellati. Questo ha comportato l’allontanamento di alcuni metri delle postazioni stradali, garantendo comunque la capillarità della distribuzione ben al di là del criterio delle utenze servite. Sul punto, occorre ricordare, inoltre, che il Regolamento comunale prevede espressamente, su richiesta dei cittadini, uno sconto della tassazione, pari al 50 per cento, per le utenze servite da cassonetti posizionati ad una distanza superiore ai seicento metri”.
“Per quanto riguarda, invece, la capacità ricettiva dei cassonetti – ha aggiunto Magi -, preme evidenziare come i flussi di conferimento siano oggetto di un’attività quotidiana di monitoraggio da parte della struttura tecnica di Sei Toscana. È del tutto possibile, infatti, che, soprattutto nelle prime fasi di attuazione della riorganizzazione del servizio, tali flussi siano soggetti a variazioni ed oscillazioni, talvolta assai significative e spesso imprevedibili. L’attività di monitoraggio dei flussi è alla base di eventuali misure correttive, che il gestore, in una valutazione puntuale e caso per caso, utile a garantire l’efficienza del servizio e, nel contempo, ad evitare diseconomie, pone in essere. Tra queste, a titolo esemplificativo, la riduzione dell’intervallo tra gli svuotamenti e l’incremento dei contenitori in specifiche postazioni”.
“Al netto delle azioni che si possono mettere in campo – ha detto l’assessore -, rimangono fondamentali, in tutto questo processo, la collaborazione e la responsabilità dei cittadini. Comportamenti impropri, come quello degli abbandoni incontrollati e/o della mancata differenziazione, contribuiscono a rendere più difficile lo scenario. Tuttavia, non vi è dubbio che la maggioranza dei cittadini abbia ormai aderito ai nuovi modelli di servizio. Lo dimostrano, ad esempio, i passi in avanti compiuti, in questi anni, sul fronte della raccolta differenziata, sulla quale comunque occorre non abbassare la guardia e compiere ulteriori progressi. Proprio l’incremento ulteriore della differenziata è tra gli obiettivi che l’avvio del terzo step del piano di riorganizzazione intende valorizzare. Con questa terza fase del progetto, la città di Siena mira, infatti, a sperimentare nel concreto un nuovo modello di sostenibilità, nel segno della salvaguardia dell’ambiente e del decoro urbano. Vanno esattamente in questa direzione le significative e importanti novità introdotte sia sul fronte della raccolta stradale, con centosessanta postazioni e novecento contenitori installati per tutte le tipologie di raccolta; che su quello della raccolta porta a porta nelle aree subito a ridosso delle mura, con le cinquecentosettanta utenze servite dal servizio domiciliare. Parimenti, puntano allo stesso obiettivo altre importanti novità, come la raccolta separata del vetro e l’installazione di ben 8 postazioni interrate in altrettanti punti strategici della città”.
“Occorre dunque continuare a lavorare – ha concluso l’assessore Barbara Magi -, contemperando le imprescindibili esigenze di innovazione e di sostenibilità, che sempre più devono orientare le strategie e le scelte di chi progetta e gestisce il servizio, con le legittime ed altrettanto importanti esigenze dei cittadini, ai quali abbiamo il dovere e la responsabilità di offrire un servizio efficiente e di qualità. È un lavoro delicato e difficile, che può dare gli effetti sperati solo se, nella filiera, ognuno fa responsabilmente e fino in fondo la propria parte”.
La consigliera comunale Anna Ferretti (Partito Democratico) ha dichiarato “ l’interrogazione è stata fatta a seguito delle conferenza stampa del Comune con la Sei e di alcune problematiche sollevate sulla stampa on line in merito al caso di una signora che prende l’autobus la mattina alle sette per buttare il sacchetto della spazzatura. Sono casi che esistono, è una realtà, e dato che non sono mille ma si tratta di zone precise che soffrono di un disservizio, io credo che debbano essere prese in considerazione e che una soluzione vada trovata. Ci sono strade particolari in cui qualcosa va ripensato anche alla luce dell’età anagrafica dell’utente, che molto spesso è anziana. La popolazione sarà sempre più vecchia, sappiamo bene che la raccolta domiciliare riguarda soltanto il centro storico ma credo che ci si debba concentrare di più anche su chi sta fuori, c’è bisogno di qualcosa in più, ci sono persone che non hanno la possibilità e quindi va rivisto qualcosa.
Lo sconto sulla tariffazione c’è perché lo prevede il regolamento oltre i 600 metri, la cosa di cui sono rimasta male è che non è che ti viene fatto da quando di fatto ti tolgono il servizio ma soltanto da quando fai la domanda. Alcuni utenti lo hanno chiesto più tardi e quindi hanno avuto lo sconto più tardi rispetto al mancato servizio, questo va a penalizzare chi si è fidato dell’amministrazione. Bene che l’assessore Magi stia già riflettendo sulla riorganizzazione in via Vivaldi perché le modalità proposte presentano alcune criticità come il conferimento in un unico punto della strada che potrebbe avere problemi di sporco accumulato.
Altro problema si manifesta sullo svuotamento dei cassonetti e relative tempistiche. Si deve stare attenti perché in alcune zone della periferia, alcuni cassonetti si riempono subito e sono spesso stracolmi. Questo era prevedibile visto che più persone devono usufruire di un unico punto di raccolta e che spesso si aggiungono anche persone che non sono della zona. Bisogna capire che a volte chi si ferma e conferisce fuori zona è perché non ha trovato dove buttare. Quindi o si aumentano i cassonetti o si svuotano più spesso. I Comuni interverranno con le multe, ma prima di penalizzare cerchiamo di mettere le persone nella condizione di rispettare le regole; che la multa avvenga nel momento in cui l’amministrazione ha fatto tutto quello che poteva fare. Una raccolta differenziata fatta bene fa bene a tutti. Si spende per tante cose, si può spendere qualcosa di più per un tema importante e fondamentale, per la salute di tutti. I soldi spesi per l’ambiente sono soldi spesi bene”.
Bilancio di genere, Papi: “Il lavoro sta andando avanti”
Lo stato di attuazione del Bilancio di genere del Comune è stato l’oggetto dell’interrogazione dalla consigliera Gabriella Piccinni del gruppo Partito Democratico Ha risposto l’assessore alle pari opportunità Micaela Papi.
“Nel corso del 2024 – ha spiegato l’assessore – la Provincia di Siena ha aderito all’Avviso pubblico regionale per la realizzazione di attività di sensibilizzazione e sostegno alla parità di genere, finanziato nell’ambito del PR FSE+ 2021–2027, Priorità 1 ‘Occupazione’, Obiettivo Specifico C – Attività 1.c.2 ‘Azioni di sistema e di mainstreaming’, approvato dalla Regione Toscana con atto dirigenziale numero 12182 del 31 maggio 2024. Il finanziamento assegnato alla Provincia di Siena ammonta a 471.020,14 euro per una durata di trentasei mesi, subordinatamente alla presentazione di un progetto esecutivo. A partire da maggio 2024 è stato avviato un percorso di concertazione con soggetti pubblici e privati del territorio, finalizzato alla definizione delle linee progettuali. A fine 2024 è stato sottoscritto l’Accordo territoriale di genere 2024–2027 da parte dei Comuni della provincia, a sostegno delle azioni previste nel progetto Peace 2”.
“Il Comune di Siena – ha proseguito Papi – partecipa al progetto Peace 2, che prevede la sperimentazione e l’implementazione del Bilancio di genere nel triennio 2025–2027, in collaborazione con i Comuni di Chianciano Terme, Chiusi, Poggibonsi, San Gimignano e Sinalunga. L’ultimo Bilancio di genere del Comune di Siena risale al 2014. La ripresa di questo strumento risulta coerente con il programma di mandato del Sindaco e della Giunta, che prevede il rafforzamento delle politiche di pari opportunità. Il percorso tecnico-metodologico è stato affidato alla società Terre di Siena Lab, che supporta i Comuni aderenti attraverso professioniste specializzate. Nel corso del 2025 è stata avviata la fase tecnica preliminare, finalizzata a garantire solidità metodologica, coerenza interna del documento e attendibilità e verificabilità dei dati. L’attività ha riguardato la definizione dell’impianto metodologico condiviso, la riclassificazione sperimentale delle voci del bilancio consuntivo 2024 in ottica di genere e la raccolta e l’analisi dei dati relativi al personale e ai principali ambiti di erogazione dei servizi comunali. È stato predisposto un primo documento tecnico di Bilancio di genere relativo all’annualità 2024, quale base conoscitiva e metodologica per il triennio 2025–2027. La versione definitiva, revisionata dalla professionista incaricata, è stata trasmessa a Terre di Siena Lab per l’impaginazione. Il documento è stato redatto come rendiconto consuntivo, attraverso una riclassificazione della spesa comunale articolata in spese direttamente inerenti al genere, spese indirettamente sensibili al genere e spese neutre. Le missioni del Documento unico di programmazione (Dup) sono state analizzate in chiave trasversale (di genere) con una lettura integrata delle politiche comunali. Si precisa che il Bilancio di genere è uno strumento di rendicontazione ex post e richiede l’analisi del bilancio consuntivo. Pertanto, il documento relativo all’annualità 2025 potrà essere redatto solo successivamente all’approvazione e alla piena disponibilità del consuntivo 2025, utilizzando la metodologia già strutturata”.
“Le attività formative – ha evidenziato l’assessore – sono state avviate fin dalle fasi iniziali del progetto, attraverso incontri organizzati sia a livello di singolo ente sia in modalità congiunta con gli altri Comuni aderenti, al fine di garantire uniformità metodologica. La collaborazione intersettoriale ha consentito di sviluppare l’analisi descrittiva del contesto, la riclassificazione del bilancio e l’elaborazione dei dati statistici. Il percorso formativo è attualmente in fase di consolidamento. Nelle prossime annualità si prevede di rafforzare ulteriormente i processi di raccolta e sistematizzazione dei dati, la disaggregazione per genere e l’integrazione strutturale del principio di gender mainstreaming nei processi decisionali”.
“Il Comune di Siena – ha concluso l’assessore Papi – ha riattivato in modo strutturato il percorso del Bilancio di genere, dopo oltre dieci anni dall’ultima esperienza, inserendolo in una progettualità territoriale ampia e finanziata. È stato predisposto il primo documento tecnico relativo al 2024, che costituisce la base metodologica per il triennio 2025–2027. Il percorso formativo e organizzativo è in corso di consolidamento e consentirà, nelle prossime annualità, un progressivo miglioramento della qualità dei dati e dell’integrazione della prospettiva di genere nelle politiche comunali. L’amministrazione conferma pertanto l’impegno a rendere il Bilancio di genere uno strumento di programmazione, monitoraggio e valutazione delle politiche pubbliche, in coerenza con gli obiettivi di pari opportunità e trasparenza amministrativa”.
La consigliera Gabriella Piccinni del gruppo Partito Democratico ha replicato: “Vorrei sottolineare un dato: questa documentazione è sì a consuntivo, però non deve essere considerato un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Anche il decreto della Regione Toscana parla molto chiaro, i Comuni devono favorire la diffusione e l’adozione del Bilancio di genere per poter programmare. L’amministrazione non si può limitare alla raccolta di dati passivi e deve tradurre questi dati in criteri, ad esempio di premialità nei propri bandi comunali per chi rispetti determinate caratteristiche. Tutto questo dovrebbe tradursi in vantaggi in termini di efficienza dell’amministrazione, perché si possono indirizzare le risorse; ad esempio, chi usa davvero il trasporto pubblico in certi orari, o chi beneficia maggiormente dei sussidi sportivi, permettendo di non sprecare denaro pubblico in servizi che non intercettano tutti i bisogni reali della popolazione. Siena ha due atenei, Unisi e Unistrasi, che sono eccellenze nella realizzazione dei gender equality plan, e non ho capito se la Giunta si avvale di queste competenze o se il dialogo con il territorio si limita alla delega tecnica a Terre di Siena Lab. Ho sentito poi un’affermazione un po’ generica sul punto relativo ai dipendenti e agli amministratori che hanno effettivamente preso parte a questi percorsi di sensibilizzazione: se non sono formate le persone che se ne devono occupare, naturalmente tutto cade. Mi dichiaro solo parzialmente soddisfatta, perché il Bilancio di genere deve indirizzare le azioni del governo cittadino e deve essere lo specchio di una città che vuole essere inclusiva. Per questo c’è bisogno che questo documento diventi un impegno strutturale e non una pratica burocratica legata a un singolo bando regionale”.
Siena Fc, Loré: “Chiesta maggiore puntualità nel rispetto degli impegni
Per attivare l’iter della gestione gli impianti serve un progetto solido”
“Maggiore puntualità nel rispetto degli impegni e la presentazione di un progetto solido per attivare l’iter relativo alla gestione degli impianti”. Così l’assessore allo sport e all’edilizia sportiva del Comune di Siena, Lorenzo Loré, ha risposto all’interrogazione presentata dai consiglieri Alessandro Masi e Anna Ferretti del gruppo Partito Democratico sull’attuale situazione della Robur Siena.
“L’incontro con il Siena Fc, avvenuto lo scorso 3 febbraio – ha detto l’assessore –, alla presenza del sottoscritto, del dirigente del Servizio Sport Guido Collodel e della proprietà della società, rappresentata da Patrick Englund, si è svolto in un clima cordiale e ha consentito di affrontare in maniera diretta e trasparente, ma anche collaborativa, tutte le tematiche, così da fare il punto della situazione, anche prendendo spunto dalle preoccupazioni registrate durante i colloqui avuti con i Fedelissimi e con l’Associazione 1904”.
“E’ stata l’occasione – ha aggiunto per ribadire la necessità da parte del Comune di Siena di tutelare un patrimonio storico, sportivo e sociale come la Robur, non dimenticando, comunque, le specifiche competenze dell’amministrazione comunale, che non può certamente entrare nelle vicende della società che è e rimane un soggetto privato. Dal punto di vista sportivo abbiamo preso atto del cambio di allenatore, che sta portando nelle ultime settimane buoni risultati. Per quanto riguarda gli aspetti societari e amministrativi abbiamo chiesto una maggiore puntualità nel rispetto degli impegni e nella strutturazione della società. Anche su quest’ultimo punto, devo dire che stiamo riscontrando dei movimenti positivi”.
“Abbiamo – ha spiegato ancora Loré – , poi, fatto il punto anche sulle strutture comunali, in vista della scadenza estiva relativa alla gestione degli impianti ‘Bertoni’ e ‘Artemio Franchi’. Fermo restando la disponibilità da parte dell’amministrazione, ho richiesto di formalizzare, alla luce delle risultanze dell’incontro, un progetto sportivo e organizzativo chiaro, solido e puntuale, anche dal punto di vista amministrativo e gestionale, senza il quale diventa peraltro impossibile attivare l’iter per la concessione pluriennale degli impianti”.
“Infine – ha concluso l’assessore – ho ribadito la piena disponibilità da parte dell’amministrazione a proseguire negli incontri e nella collaborazione con la società, ferma restando la necessità di non dare ulteriore adito a criticità sulla gestione amministrativa della società”.
Il consigliere Alessandro Masi del gruppo Partito Democratico, che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “Nonostante gli ultimi risultati lusinghieri della Robur Siena, permane il disagio della precarietà dell’infrastruttura sportiva dello stadio ‘Artemio Franchi’. Sono quindi soddisfatto, quanto meno della volontà espressa dell’amministrazione comunale di fare un punto finale della situazione, per scelte che migliorino questa struttura. Continua a esserci una situazione di degrado, registrata quando si va a vedere la partita, con la gradinata scoperta e perennemente inagibile. Anche nel caso dello stadio, come quello del palasport, rimane dunque il richiamo all’amministrazione di fare fatti concreti per migliorare queste due strutture fondamentali per lo sport e l’incontro dei senesi: meno annunci e più fatti. Pure l’auspicato cambio di passo nella gestione si sta verificando perché si sono mossi i tifosi. Serve invece più incisività del Comune, anche nei confronti della società, accolta a Siena nel migliore dei modi. Infine, questi giorni la Regione sta ponendo l’attenzione su una possibile candidatura anche della Toscana per accogliere le Olimpiadi: questo potrebbe essere un’occasione straordinaria per progetti, risorse e, soprattutto, motivazione. Cerchiamo di unire il sogno a qualche realizzazione: anche su queste infrastrutture dobbiamo provare, con le difficoltà oggettive dei tempi, a dare una svolta”.
Loré: “Palasport: i lavori procedono come da cronoprogramma”
“Avendo questa Giunta, a suo tempo, fatto la scelta di garantire la fruibilità dell’impianto durante il periodo di svolgimento dei campionati da parte delle società sportive, i lavori procedono come da cronoprogramma, più speditamente durante l’estate, potendo utilizzare il campo centrale, e meno velocemente durante l’inverno”. Così l’assessore all’edilizia sportiva del Comune di Siena, Lorenzo Loré, ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 26 febbraio, dal consigliere Alessandro Masi del gruppo Partito Democratico sulle attuali condizioni di accoglienza del Palasport di Siena.
“Attualmente – ha spiegato l’assessore – sono ancora in corso gli interventi al sottotetto, finalizzati al miglioramento statico dell’edificio. Nelle prossime settimane ho fissato un nuovo incontro con tutti i tecnici per programmare le fasi finali di questo importante impegno che l’amministrazione sta portando avanti e che si è protratto per molto tempo. D’altra parte, avendo questa Giunta, a suo tempo, fatto la scelta di garantire la fruibilità dell’impianto durante il periodo di svolgimento dei campionati da parte delle società sportive, Mens Sana Basket, Emma Villas e oggi anche Le Crete con il calcio a cinque, i lavori procedono come da cronoprogramma, più speditamente durante l’estate, potendo utilizzare il campo centrale, e meno velocemente durante l’inverno. Nell’attesa, è stato affidato l’incarico per la redazione del progetto di fattibilità tecnico economica relativo all’adeguamento antisismico delle strutture. Sono stati fatti, poi, numerosi gli interventi alle strutture laterali, tra i quali quelli di ripristino di almeno due spogliatoi che manifestavano segni di degrado e necessità di attenzioni. Sono stati, inoltre, dati incarichi per l’effettuazione di indagini non distruttive relativamente a problematiche di potenziale sfondellamento nei locali adibiti a palestra, i cui risultati saranno disponibili nelle prossime settimane”.
“Al netto di inevitabili possibili malfunzionamenti temporanei degli impianti – ha proseguito Loré –, la gestione del riscaldamento e delle temperature è delegata a un’azienda specializzata che è sempre prontamente intervenuta in ogni occasione in cui ci è pervenuta una segnalazione. È comunque evidente che la struttura per la sua conformazione e tipologia è energivora ed estremamente complessa da riscaldare, seppure gli interventi messi in atto dal Comune di Siena abbiano portato a un sensibile miglioramento della situazione a fronte di anni di mancata manutenzione ordinaria”.
“Tutti questi interventi – ha concluso l’assessore Loré – hanno la finalità, tra le altre, di riportare la capienza a numeri più ampi di quelli autorizzati in questo momento, pari a circa 2670 persone, così da poter mettere a disposizione della comunità non soltanto un impianto sportivo, ma anche un luogo dove poter organizzare eventi e iniziative con un richiamo di pubblico importante e che oggi, con un cantiere in corso, è difficile destinare a tale uso”.
Il consigliere Alessandro Masi del gruppo Partito Democratico ha replicato: “Ringrazio l’assessore per la risposta, che però non mi lascia soddisfatto. Non tanto perché non siano stati forniti i dati, ma perché sui progetti per l’adeguamento antisismico e per altri interventi c’è bisogno di mettere un punto finale ai lavori iniziati nel 2023: occorrono tempistiche certe per ultimare l’adeguamento e migliorare l’accoglienza del Palasport, e quindi anche per aumentarne la capienza. Attualmente, continuiamo a convivere con tubi innocenti, impalcature e interi settori inagibili. Emma Villas, ad esempio, avrebbe potuto giocare la maggior parte delle partite casalinghe, nove su quindici, a Siena: ne ha giocate solo due. Quindi, occorre far sì che questi progetti di riqualificazione vadano avanti e si superi questa triste condizione. Indubbiamente, la capacità di accoglienza del Palasport è essenziale per dare impulso alle attività sportive ed il valore aggiunto di un contesto adeguato. Invito, quindi, l’amministrazione a procedere con un passo più spedito sulla questione”.
Percorsi ciclopedonali e valorizzazione valli verdi approva una mozione
“Sviluppare un progetto finalizzato alla realizzazione di percorsi ciclopedonali” e “progettare connessioni tra i percorsi, il centro storico e le relative valli verdi”. Sono gli obiettivi contenuti nella mozione approvata dal Consiglio comunale di Siena, nella seduta odierna, giovedì 26 febbraio. L’atto “per la programmazione dei progetti atti a valorizzare le valli verdi e i contesti urani vicini al perimetro della cinta muraria per mezzo anche di realizzazioni di collegamenti ciclopedonali” è stato presentato dai consiglieri Silvia Armini, Michele Cortonesi, Leonardo Pucci e Francesca Cesareo (gruppo Siena in tutti i sensi Nicoletta Fabio Sindaco), Orazio Peluso e Francesco Mastromartino (gruppo Lega Salvini premier) e ha ricevuto 18 voti favorevoli e 6 contrari dei 24 consiglieri presenti.
In particolare, tramite la mozione, si chiede al sindaco e alla giunta comunale di “sviluppare un progetto finalizzato alla realizzazione di percorsi ciclopedonali, dove possibile, lungo il perimetro delle mura cittadine, che possano connettersi al sistema ciclopedonale periferico e progettare, dove possibile, connessioni tra i suddetti percorsi, il centro storico e le relative valli verdi”.
Nelle premesse del documento si legge “che sul territorio del Comune di Siena, e più specificatamente nelle aree a ridosso del centro urbanizzato, sono presenti aree verdi, strade vicinali e sentieri più o meno utilizzati e vissuti”. Inoltre, si legge, “all’interno del perimetro delle mura di Siena esistono alcune aree verdi che si frappongono tra il costruito e le mura stesse, formando quasi una sorta di cuscinetto. Esse si sono formate in seguito agli ampliamenti della cinta muraria, effettuati in previsione di future esigenze di espansione o per la necessità di includere fonti o altri luoghi d’interesse per gli amministratori medievali”. “Su un totale complessivo – scrivono i consiglieri – di circa centosessanta ettari di superficie racchiusa dalle mura, le valli verdi (escluse le zone a giardino della Fortezza, la Lizza e lo Stadio) misurano circa 29,5 ettari, pari al 18 percento, costituendo una parte significativa della superficie interna alla cinta muraria. Queste aree sono considerate il ‘polmone verde’ del centro storico, ma alcune di esse sono utilizzate marginalmente dai cittadini, in quanto difficili da raggiungere, e conseguentemente si trovano in stato di degrado e di abbandono. Nelle periferie della nostra città sono già presenti percorsi ciclopedonali, sia in prossimità della viabilità urbana che lungo le strade bianche. La nostra città ospita ormai da diversi anni manifestazioni ciclistiche di rilevanza nazionale e internazionale, come le Strade Bianche e l’Eroica, che attirano un numero sempre crescente di appassionati di questo sport”.
“Lo scorso novembre – si legge ancora nelle premesse della mozione – il Comune di Siena e il Demanio dello Stato hanno sottoscritto il Piano città degli immobili pubblici di Siena, un patto istituzionale per la pianificazione integrata del patrimonio immobiliare pubblico, con una visione innovativa che mette al centro la valorizzazione storica, culturale e funzionale degli asset di proprietà statale e comunale”.
La mozione considera poi che “esistono delle zone all’interno delle mura difficilmente raggiungibili, sia a piedi che con mezzi, e che obbligano a seguire percorsi tortuosi per raggiungere determinate zone del centro storico”, “che sono già in corso i lavori per la pista ciclo-pedonale nella valle dei Tufi e che l’intervento, diviso in due lotti, prevede la realizzazione di un percorso che collegherà il parcheggio scambiatore dei Tufi, lungo la Massetana Romana, in fondo alla strada dei Tufi, con il centro storico” e “che nel secondo lotto è prevista la realizzazione di una stamponatura nella cinta muraria per permettere il passaggio del percorso fino a piazza del Mercato”. “Un altro progetto – scrivono ancora i consiglieri – in essere da parte dell’amministrazione è quello denominato ‘Parco delle Mura’, o progetto Conversi, un intervento per il recupero dei percorsi esistenti nelle valli verdi interne alle mura, posti lungo le stesse mura cittadine”. “Aumentare i percorsi ciclopedonali – conclude il documento – a ridosso delle mura cittadine, migliorando la connessione tra l’interno e l’esterno del centro storico, contribuirebbe a migliorare la viabilità cittadina. La realizzazione di nuovi percorsi ciclopedonali consentirebbe una migliore connessione con quelli già presenti nelle nostre periferie e nei comuni confinanti, incrementando al tempo stesso l’attrattività anche in ambito turistico”.
Corteo Askatasuna, la solidarietà alle forze dell’ordine espressa nella mozione approvata dal Consiglio comunale
Atto presentato dai consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia
“Solidarietà alle forze dell’ordine, vittime di un vile e brutale pestaggio durante il corteo di sostegno al centro sociale Askatasuna svoltosi a Torino il 31 gennaio 2026”: è questo l’oggetto della mozione approvata dal Consiglio comunale di Siena, nella seduta odierna, giovedì 26 febbraio. L’atto è stato presentato dai consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia (Bernardo Maggiorelli, Maria Antonietta Campolo, Emanuela Anichini, Francesca Borghi, Monica Crociani, Marco Ballini, Pierluigi De Angelis, Enzo De Risi, Alessia Pannone e Sarah Campani) e ha ricevuto diciassette voti favorevoli e sei contrari dei ventitrè consiglieri presenti.
Con la mozione si impegna il Sindaco e la Giunta “a esprimere pubblicamente, con la massima fermezza e senza tentennamenti, la più dura condanna per le violenze del 31 gennaio 2026 a Torino, qualificandole esplicitamente come atti criminali e terroristici, del tutto incompatibili con una società democratica e con il diritto a manifestare”. Inoltre si impegna “a ribadire in ogni sede istituzionale una presa di posizione netta, chiara e senza ambiguità: distanza totale e irrevocabile da Askatasuna e da qualunque movimento collettivo, associazione o centro sociale che tolleri, giustifichi, minimizzi o patrocini comportamenti violenti, inclusi gli ambienti antagonisti e anarchici; ad adottare con effetto immediato e in via permanente, in tutti gli atti amministrativi, contratti di locazione agevolata, bandi, erogazioni di fondi pubblici, contributi, patrocini a favore di associazioni, enti, movimenti, una clausola vincolante che imponga la sottoscrizione di un impegno formale e irrevocabile a rifiutare e contrastare ogni forma di violenza, inclusa quella contro le forze dell’ordine, ed in caso di violazione accertata di tale impegno, revoca immediata di ogni beneficio economico, concessorio o locativo, con divieto assoluto di accedere a ulteriori aiuti o agevolazioni dall’amministrazione comunale per un periodo non inferiore a dieci anni”. Infine “a trasmettere immediatamente copia della presente mozione al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e alle Prefetture di Firenze e Torino, affinché si adottino con urgenza misure nazionali per isolare e smantellare questi gruppi criminali violenti che si nascondono dietro la facciata del dissenso politico”.
Nelle premesse del documento si legge che “il 31 gennaio 2026, a Torino, in occasione del corteo nazionale di sostegno al centro sociale Askatasuna (sgomberato lo scorso 18 novembre perché collocato in un immobile occupato abusivamente), si è consumata una vera e propria guerriglia urbana di matrice anarchica e antagonista: lancio sistematico di bombe carta, petardi, razzi e fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine; roghi di cassonetti, di auto e persino di un blindato della Polizia (dal quale gli agenti erano appena usciti); devastazione di arredi urbani e aggressioni indiscriminate”.
“In particolare – si legge – un agente di polizia del reparto mobile di Padova, Alessandro Calista, 29 anni, sposato e padre di un figlio, è stato isolato, atterrato e sottoposto a un brutale pestaggio da parte di una banda di circa dieci persone a volto coperto: calci, pugni, colpi di martello (con ferita da taglio suturata alla coscia sinistra), riportando contusioni multiple; l’aggressione è stata immortalata di un video diventato virale, che documenta la ferocia vigliacca di un linciaggio in dieci contro uno. Gli scontri hanno provocato oltre settanta feriti tra le forze dell’ordine (alcuni in gravi condizioni), aggressioni anche a troupe giornalistiche (tra cui quella della Rai di ‘Far West’) e danni ingentissimi al tessuto urbano di Torino, con scene di devastazione che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare pacificamente”.
La mozione evidenzia “che tali atti rappresentano un vero e proprio attacco terroristico travestito da protesta, un oltraggio allo stato di diritto, una sfida aperta alla democrazia e alla sicurezza dei cittadini; un’escalation di impunità che minaccia la convivenza civile e che non può essere tollerata e che tali violenze nulla hanno a che fare con il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero”. Si prende dunque atto “della necessità di ribadire la piena solidarietà alle forze dell’ordine, baluardo insostituibile della legalità e della sicurezza pubblica, vittime di un’aggressione vile, codarda e premeditata; particolare apprezzamento alla Polizia di Stato, ai Carabinieri ed alla Guardia di Finanza per la straordinaria professionalità, il coraggio e la resistenza dimostrati nel fronteggiare una vera e propria guerriglia urbana; la vicinanza alla città di Torino umiliata e ferita nel suo decoro e nella sua dignità da questa ondata di violenza”. Il documento appura “che questi non sono ‘scontri’ o ‘essessi di protesta’, ma atti criminali e terroristici che colpiscono direttamente lo Stato, le sue istituzioni e i suoi servitori, che non esiste alcuna giustificazione ideologica per il pestaggio di un padre di famiglia in divisa, per l’incendio di mezzi di servizio o per la caccia all’uomo contro agenti e giornalisti”.
Askatasuna: solidarietà alle forze dell’ordine nella mozione approvata
“Solidarietà alle forze dell’ordine, vittime di un vile e brutale pestaggio durante il corteo di sostegno al centro sociale Askatasuna svoltosi a Torino il 31 gennaio 2026”: è questo l’oggetto della mozione approvata dal Consiglio comunale di Siena, nella seduta odierna, giovedì 26 febbraio. L’atto è stato presentato dai consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia (Bernardo Maggiorelli, Maria Antonietta Campolo, Emanuela Anichini, Francesca Borghi, Monica Crociani, Marco Ballini, Pierluigi De Angelis, Enzo De Risi, Alessia Pannone e Sarah Campani) e ha ricevuto diciassette voti favorevoli e sei contrari dei ventitrè consiglieri presenti.
Con la mozione si impegna il Sindaco e la Giunta “a esprimere pubblicamente, con la massima fermezza e senza tentennamenti, la più dura condanna per le violenze del 31 gennaio 2026 a Torino, qualificandole esplicitamente come atti criminali e terroristici, del tutto incompatibili con una società democratica e con il diritto a manifestare”. Inoltre si impegna “a ribadire in ogni sede istituzionale una presa di posizione netta, chiara e senza ambiguità: distanza totale e irrevocabile da Askatasuna e da qualunque movimento collettivo, associazione o centro sociale che tolleri, giustifichi, minimizzi o patrocini comportamenti violenti, inclusi gli ambienti antagonisti e anarchici; ad adottare con effetto immediato e in via permanente, in tutti gli atti amministrativi, contratti di locazione agevolata, bandi, erogazioni di fondi pubblici, contributi, patrocini a favore di associazioni, enti, movimenti, una clausola vincolante che imponga la sottoscrizione di un impegno formale e irrevocabile a rifiutare e contrastare ogni forma di violenza, inclusa quella contro le forze dell’ordine, ed in caso di violazione accertata di tale impegno, revoca immediata di ogni beneficio economico, concessorio o locativo, con divieto assoluto di accedere a ulteriori aiuti o agevolazioni dall’amministrazione comunale per un periodo non inferiore a dieci anni”. Infine “a trasmettere immediatamente copia della presente mozione al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e alle Prefetture di Firenze e Torino, affinché si adottino con urgenza misure nazionali per isolare e smantellare questi gruppi criminali violenti che si nascondono dietro la facciata del dissenso politico”.
Nelle premesse del documento si legge che “il 31 gennaio 2026, a Torino, in occasione del corteo nazionale di sostegno al centro sociale Askatasuna (sgomberato lo scorso 18 novembre perché collocato in un immobile occupato abusivamente), si è consumata una vera e propria guerriglia urbana di matrice anarchica e antagonista: lancio sistematico di bombe carta, petardi, razzi e fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine; roghi di cassonetti, di auto e persino di un blindato della Polizia (dal quale gli agenti erano appena usciti); devastazione di arredi urbani e aggressioni indiscriminate”.
“In particolare – si legge – un agente di polizia del reparto mobile di Padova, Alessandro Calista, 29 anni, sposato e padre di un figlio, è stato isolato, atterrato e sottoposto a un brutale pestaggio da parte di una banda di circa dieci persone a volto coperto: calci, pugni, colpi di martello (con ferita da taglio suturata alla coscia sinistra), riportando contusioni multiple; l’aggressione è stata immortalata di un video diventato virale, che documenta la ferocia vigliacca di un linciaggio in dieci contro uno. Gli scontri hanno provocato oltre settanta feriti tra le forze dell’ordine (alcuni in gravi condizioni), aggressioni anche a troupe giornalistiche (tra cui quella della Rai di ‘Far West’) e danni ingentissimi al tessuto urbano di Torino, con scene di devastazione che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare pacificamente”.
La mozione evidenzia “che tali atti rappresentano un vero e proprio attacco terroristico travestito da protesta, un oltraggio allo stato di diritto, una sfida aperta alla democrazia e alla sicurezza dei cittadini; un’escalation di impunità che minaccia la convivenza civile e che non può essere tollerata e che tali violenze nulla hanno a che fare con il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero”. Si prende dunque atto “della necessità di ribadire la piena solidarietà alle forze dell’ordine, baluardo insostituibile della legalità e della sicurezza pubblica, vittime di un’aggressione vile, codarda e premeditata; particolare apprezzamento alla Polizia di Stato, ai Carabinieri ed alla Guardia di Finanza per la straordinaria professionalità, il coraggio e la resistenza dimostrati nel fronteggiare una vera e propria guerriglia urbana; la vicinanza alla città di Torino umiliata e ferita nel suo decoro e nella sua dignità da questa ondata di violenza”. Il documento appura “che questi non sono ‘scontri’ o ‘essessi di protesta’, ma atti criminali e terroristici che colpiscono direttamente lo Stato, le sue istituzioni e i suoi servitori, che non esiste alcuna giustificazione ideologica per il pestaggio di un padre di famiglia in divisa, per l’incendio di mezzi di servizio o per la caccia all’uomo contro agenti e giornalisti”.




