Oltre cinquanta appuntamenti su tutto il territorio grazie al coordinamento tra Provincia, Comuni, enti e associazioni
SIENA. Oltre cinquanta appuntamenti già calendarizzati su tutto il territorio provinciale e un cartellone di eventi che si protrarrà fino a tutto il 2026. In occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, la Provincia di Siena rinnova il proprio impegno per contrastare la violenza di genere, gli stereotipi e le disuguaglianze, promuovendo una cultura di pari opportunità a partire dai diversi ambiti della società civile e dal mondo della scuola. Un’occasione che quest’anno assume un significato ancora più profondo in Italia: ricorrono infatti 80 anni dal primo voto alle donne, la storica conquista del suffragio femminile nel 1946 che ha segnato l’avvio della democrazia repubblicana e l’affermazione dei diritti civili per metà della popolazione.
In provincia di Siena, territorio ricco di storia e di impegno civile, questa ricorrenza viene celebrata con un calendario di iniziative “Il voto alle donne, ottant’anni di democrazia, memoria, diritti e partecipazione” che unisce riflessione storica, cultura, diritti e momenti di condivisione aperti alla cittadinanza. Il cartellone provinciale, in un gioco di rimandi e rilanci, si interseca con i cartelloni locali dando vita ad un mosaico di eventi che rappresentano l’attenzione dei territori alla promozione e all’attuazione del principio di parità, la loro vivacità e innovatività, proponendo nuovi linguaggi e nuovi sguardi. Una serie di eventi in programma a partire dal 1 marzo su tutta la provincia di Siena. Il cartellone è il frutto di un lavoro condiviso tra la Provincia, i Comuni, gli enti e le associazioni del territorio senese, con il patrocinio della Consigliera provinciale di parità che non si esaurisce nelle iniziative in occasione dell’8 marzo, ma che rappresenta una modalità di relazione e di lavoro di rete che, oramai da tempo, vede sui temi delle politiche di genere e della promozione dei diritti uno stretto e proficuo rapporto tra pubblico e privato sociale.
“Le pari opportunità non sono solo un diritto, ma una condizione essenziale per una società libera, inclusiva e democratica. In occasione di questo importante anniversario degli 80 anni dal suffragio femminile, il cartellone provinciale rappresenta un impegno concreto e diffuso su tutto il territorio per tenere viva la memoria storica, contrastare ogni forma di discriminazione e promuovere una cultura di rispetto e uguaglianza reale, soprattutto nei luoghi di lavoro e nella vita quotidiana; un percorso in continua evoluzione – dichiara Laura Di Banella, consigliera provinciale con delega alle pari opportunità. – Come Provincia siamo particolarmente orgogliosi del grande successo del progetto PEACE 2 nelle scuole, con centinaia di classi coinvolte e richieste dirette da parte degli studenti: è proprio dalle nuove generazioni che passa il cambiamento culturale necessario per eliminare stereotipi e violenze di genere. Continueremo a lavorare in rete con enti, associazioni e istituzioni e con la consigliera di parità, che ringrazio, per tradurre questi valori in azioni tangibili, perché la parità non sia solo proclamata, ma pienamente realizzata.”
“Il cartellone dell’8 marzo 2026 rappresenta uno strumento di sensibilizzazione, ma anche di prevenzione, perché la cultura della parità si costruisce nei territori, nelle scuole, nelle imprese, nella società. Il patrocinio dato al Cartellone quale Consigliera di Parità non è, quindi, un atto formale, ma un’assunzione di responsabilità – sottolinea la Consigliera di parità provinciale avvocata Lucia Secchi Tarugi. – Ottant’anni dopo il diritto di voto, il tema centrale resta l’effettiva uguaglianza nei luoghi di lavoro e nella vita pubblica, per questo ho molto apprezzato la particolare attenzione che è riservata ai temi del lavoro, tra i moltissimi appuntamenti contenuti nel cartellone: parità retributiva, contrasto alle discriminazioni, conciliazione tra vita professionale e familiare, accesso delle donne ai ruoli decisionali. Il cartellone intreccia memoria e attualità, con mostre dedicate alle madri costituenti, presentazioni di volumi, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, seminari universitari sull’equità salariale e incontri dedicati alle politiche di inclusione, tutti con l’obiettivo comune di rafforzare la figura femminile quale condizione essenziale di libertà e piena cittadinanza”.
Una storia, quella del cartellone, fatta di incontri, presentazioni di libri, momenti di confronto e approfondimenti, arte, teatro e cultura, che attraversa l’intero territorio provinciale, e che è arricchita dai vari cartelloni locali, a loro volta pieni di parole, di voci, di sguardi, di storie. Il cartellone di tutte le iniziative organizzate su tutto il territorio provinciale è disponibile sul sito istituzione www.provincia.siena.it. accessibile direttamente o tramite scansione del Qr Code presente sul manifesto ufficiale.
L’impegno della Provincia di Siena per contrastare la violenza di genere, gli stereotipi e le disuguaglianze. Il Progetto PEACE 2 – Progettare e Animare Comunità Educanti 2, finanziato dalla Regione Toscana con risorse del PR FSE+ 2021-2027 e coordinato dalla Provincia di Siena, registra nel corrente anno scolastico 2025-2026 un’adesione eccezionale da parte del sistema scolastico provinciale, confermando il crescente interesse di studenti, docenti e dirigenti verso i temi della parità di genere, del contrasto agli stereotipi e della prevenzione della violenza di genere. Sono 249 le classi coinvolte complessivamente in 26 Istituti (15 Istituti Comprensivi, 11 Istituti di Istruzione Superiore e 1 CPIA), per un totale di: 17 classi di scuola primaria (7 nella Valdichiana, le restanti nella zona senese), 126 classi di scuola secondaria di primo grado, 104 classi di scuola secondaria di secondo grado, 2 classi CPIA (una in Valdichiana, una in Val d’Elsa). Particolarmente significativa è stata la risposta degli Istituti di Istruzione Superiore, le cui richieste hanno superato ogni previsione iniziale. Molte adesioni sono arrivate direttamente dagli studenti e dalle studentesse. Ragazze e ragazzi hanno chiesto espressamente laboratori e approfondimenti sui temi della violenza, delle discriminazioni e delle relazioni basate sul rispetto e sull’uguaglianza.
Ad oggi i laboratori sono già partiti in 156 classi, di cui 47 già conclusi con interventi spot mirati. Per far fronte all’elevato numero di richieste – incluse quelle pervenute oltre i termini previsti – la Provincia ha provveduto a febbraio 2026 a integrare la convenzione con le associazioni partner, garantendo così la copertura di tutte le istanze pervenute. Per l’anno scolastico 2025-2026 sono programmate 842 ore di attività laboratoriali, per un investimento complessivo di 63.540 euro. Parallelamente cresce l’adesione ai percorsi di formazione e sensibilizzazione rivolti al personale scolastico: per le scuole secondarie di I e II grado si è passati dai 5 docenti formati lo scorso anno alle 20 iscrizioni registrate nell’anno in corso, un risultato molto positivo nonostante l’assenza di crediti formativi riconosciuti. Nel 2025 hanno partecipato con successo a iniziative specifiche per educatori e insegnanti di nido e scuola dell’infanzia: 28 persone a Siena (luglio), 71 a Poggibonsi (settembre) e 21 al seminario sugli albi illustrati (novembre).
Uno sguardo al quadro di riferimento del lavoro negli enti pubblici. Sul fronte del lavoro pubblico provinciale, i dati aggiornati al 31 dicembre 2024 ultimi disponibili – raccolti dai 35 Comuni della provincia grazie al lavoro della Consigliera di parità – confermano alcune criticità persistenti: a parità di inquadramento, gli uomini percepiscono in media uno stipendio lordo annuo superiore del 3% (27.818,43 € contro 26.987,87 € delle donne). Le donne rappresentano tuttavia la maggioranza complessiva tra i dipendenti a tempo pieno e indeterminato (975 donne contro 883 uomini). Si rileva una marcata segregazione orizzontale: netta prevalenza maschile nell’area operatori (478 uomini vs 243 donne su 721 totali), mentre le donne predominano tra gli istruttori (524 su 824) e i funzionari (248 su 367). Questa distribuzione settoriale contribuisce in modo determinante al differenziale retributivo e riflette orientamenti culturali e organizzativi che ancora oggi canalizzano uomini e donne verso percorsi professionali distinti.






