I sindaci della Valdelsa esprimono forte preoccupazione per eventuali riorganizzazioni o ridimensionamenti del punto nascita dell’Ospedale di Campostaggia, presidio fondamentale di sanità pubblica
VALDELSA. Il punto nascita di Campostaggia rappresenta da anni un riferimento essenziale per la tutela della salute materno-infantile, grazie a un modello che coniuga sicurezza clinica, qualità dell’assistenza e integrazione tra ospedale e territorio. Un servizio che funziona, con professionalità riconosciute, capace di attrarre anche donne provenienti da fuori area e di mantenere risultati migliori rispetto alla media regionale, nonostante il calo demografico strutturale delle nascite che interessa l’intero Paese.
In ambito Società della Salute i comuni valdelsani hanno iniziato a lavorare sul tema un anno fa, cioè non appena sono usciti i dati relativi al 2024 e lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo con i vertici della ASL TSE, dell’Ospedale e con la stessa Regione. Gli obiettivi sono chiari: rilanciare la qualità della nascita e avere finalmente una Direzione stabile, obiettivo centrato con l’arrivo del nuovo Direttore poche settimane fa. Il numero dei parti è andato sotto soglia per la prima volta, ma davvero di poco, perché nel 2025 si sono registrati gli stessi parti del 2024 pur in assenza di un Direttore di reparto e, sempre nel 2025, il rapporto tra donne provenienti da fuori area e donne che scelgono di andare altrove resta positivo. Il dato di Campostaggia è nettamente migliore rispetto alla media toscana, seppure in un inverno demografico generalizzato.
Per questo crediamo che sia opportuno lavorare seriamente, ma senza allarmismi e tutti insieme: istituzioni, Azienda, sindacati, associazioni e cittadinanza. L’applicazione rigida di soglie numeriche nazionali, senza tenere conto delle caratteristiche territoriali, della distribuzione geografica dei servizi e delle distanze verso altri presidi ospedalieri, rischierebbe infatti di produrre un grave arretramento dell’offerta sanitaria pubblica. I sindaci della Valdelsa ribadiscono che il calo demografico non può diventare il pretesto per smantellare reparti che funzionano: una scelta difficilmente reversibile e un segnale profondamente sbagliato nei confronti delle donne, che invece devono essere sostenute con servizi adeguati, prossimi e di qualità.
Accanto alla richiesta di garanzie sulla continuità operativa del punto nascita, i Sindaci confermano il proprio impegno a sostegno del percorso di rilancio e rafforzamento già avviato, che comprende il potenziamento dei servizi territoriali, l’integrazione con consultori e case di comunità e il consolidamento della direzione e delle équipe sanitarie.
In modo unitario, i sindaci chiedono alla Regione Toscana e all’Azienda Sanitaria di proseguire nel confronto istituzionale già in corso con la SDS Alta Val d’Elsa, sostenendo la necessità di una revisione dei criteri nazionali oggi in vigore e garantendo il mantenimento di un presidio che rappresenta un diritto fondamentale per una comunità ben più ampia della sola Valdelsa senese.
La sanità pubblica deve essere governata da criteri di equità, sicurezza e prossimità, non esclusivamente da logiche contabili. Difendere il punto nascita di Campostaggia significa difendere il diritto alla salute, la qualità dei servizi e il futuro dei territori.
Andrea Pieragnoli – Sindaco di Casole d’Elsa
Piero Pii – Sindaco di Colle di val d’Elsa
Susanna Cenni – Sindaca di Poggibonsi
Francesco Guarguaglini – Sindaco di Radicondoli
Andrea Marrucci – Sindaco di San Gimignano




