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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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“Giovani: mancano le opportunità e si continua ad attenderle”

Uno stimolo a farsi parte attiva nella vita di Siena

SIENA. Da Pierluigi Piccini riceviamo e pubblichiamo.

“Siena non è una città per giovani, si torna a dire. Mancano spazi, occasioni, luoghi dove riconoscersi. È una riflessione seria, che ogni comunità responsabile dovrebbe ascoltare. Ma forse, accanto a questa constatazione, vale la pena osservare anche un tratto più profondo del nostro modo di vivere la città.

A Siena esiste da sempre una forte cultura della delega: ci si affida alle istituzioni, alle contrade, alle associazioni, a qualcuno che organizzi, protegga, tenga insieme ciò che siamo. È una tradizione che ha garantito coesione e stabilità, e che fa parte della nostra identità civile. Non sorprende, allora, che questo stesso atteggiamento attraversi anche le generazioni più giovani.

Così il rischio non è soltanto che manchino le opportunità, ma che si continui ad attenderle. Come se la città dovesse essere preparata da altri, più che anche costruita in prima persona.

Eppure una città ritrova slancio quando accade qualcosa di semplice e decisivo: quando alla richiesta di spazio si affianca il desiderio di prenderselo, con responsabilità e immaginazione. Non in contrapposizione alla tradizione, ma dentro il suo naturale rinnovarsi.

Le città storiche possono sembrare già compiute, quasi perfette nella loro continuità. Ma la loro vera forza non è l’immobilità — è la capacità di attraversare il tempo senza smettere di cambiare. Ogni generazione è chiamata non solo ad abitarle, ma ad aggiungere un tratto alla loro storia.

Per questo il segnale che dovremmo imparare a riconoscere non è soltanto una sera più animata, ma un’iniziativa che nasce, una serranda che si alza, un progetto che prende forma. È lì che una comunità smette di limitarsi a custodire il passato e ricomincia, silenziosamente, a produrre futuro.

La sfida, in fondo, è comune: una città disposta ad aprirsi un po’ di più, e giovani pronti a sentirsi non ospiti, ma parte attiva di ciò che Siena diventerà”.

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