Il Palatino si appresta a svelare uno dei suoi segreti meglio custoditi. La Casa dei Grifi riapre infatti al pubblico dopo un intervento di restauro che è stato un perfetto esempio di come la tutela del patrimonio possa dialogare con le più avanzate tecnologie digitali.
La dimora – risalente a un periodo compreso tra la fine del secondo secolo avanti Cristo e la metà del primo – deve il suo nome ai magnifici grifi in stucco bianco che decorano una delle lunette degli ambienti sotterranei. Gli scavi condotti da Giacomo Boni nel 1912 portarono alla luce un complesso abitativo straordinariamente preservato, grazie alla successiva costruzione del palazzo imperiale dei Flavi che ne ha garantito la conservazione attraverso i secoli.
Gli ambienti ipogei mantengono intatta la loro suggestione originaria, con pareti affrescate di eccezionale qualità e pavimenti a mosaico che testimoniano la raffinatezza dell’epoca repubblicana. Le pitture murali sono uno degli esempi meglio conservati di illusionismo architettonico, con colonne e lesene dipinte che ricreano l’illusione di un elegante colonnato su podio. Il grande ambiente centrale stupisce per la sua decorazione sofisticata, dove gli artisti antichi hanno saputo riprodurre specchiature di marmi policromi e tarsie con una maestria che ancora oggi lascia senza fiato. Ebbene, una bellezza che finalmente può essere scoperta o riscoperta dal grande pubblico.
L’innovazione tecnologica si è posta al servizio dell’accessibilità
Il progetto di riapertura è un’interessante prova di cambiamento nel concetto di fruizione museale. La particolare conformazione del sito, con l’accesso possibile solamente attraverso una scala estremamente ripida, ha infatti spinto i responsabili del Parco archeologico del Colosseo a sviluppare una soluzione che non ha precedenti.
I visitatori vengono dunque accolti in uno spazio protetto da una copertura in rete microforata, progettata per riproporre il profilo del vano scala del Palazzo Flavio, dove possono assistere a una visita guidata in diretta streaming condotta da personale specializzato munito di videocamera.
L’illuminazione scenografica gioca un ruolo fondamentale nell’esperienza immersiva. Dieci diversi scenari luminosi si attivano progressivamente durante la visita virtuale, valorizzando ora l’insieme architettonico, ora i dettagli minuti dei mosaici pavimentali e delle decorazioni parietali. I proiettori LED ad alta resa cromatica sono invece stati scelti proprio per esaltare i colori originali delle pitture. Il sistema domotico integrato permette infine di creare atmosfere che accompagnano la narrazione in modo interattivo e coinvolgente.
Roma antica: un’eredità che continua ad affascinare la cultura contemporanea
Gli appassionati di civiltà romana troveranno qui pane per i loro denti. E anche coloro che non provano grande passione per quel periodo, si troveranno probabilmente a loro agio.
D’altronde, l’influenza della cultura classica ha da tempo dimostrato quanto sia in grado di varcare i soli confini dell’arte, continuando a ispirare numerosi settori della cultura contemporanea. Dal cinema alla letteratura, dalla moda al design, i riferimenti all’estetica e ai simboli romani rimangono costantemente presenti nella produzione culturale moderna.
Tra gli esempi più curiosi c’è poi il fatto che Roma antica ha saputo impattare anche nel mondo dell’intrattenimento digitale. Parliamo nello specifico del settore videoludico, dove soprattutto nelle slots troviamo ampio uso dell’iconografia romana, trasformando simboli come gladiatori, imperatori, colonne e anfiteatri in elementi di gioco che attirano milioni di utenti in tutto il mondo. E le piattaforme di gaming digitale non hanno dunque potuto far altro che capitalizzare il fascino senza tempo della Roma imperiale, creando ambientazioni virtuali che richiamano la magnificenza dei templi, la tensione dei combattimenti nell’arena e il mistero delle antiche divinità.
Un modello per il futuro della valorizzazione culturale?
Tornando all’oggetto del nostro approfondimento, si consideri come l’apertura della Casa dei Grifi sia il secondo traguardo raggiunto nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Caput Mundi. Il completamento del progetto entro i termini previsti dimostra che è possibile coniugare efficienza gestionale e qualità scientifica nella tutela del patrimonio culturale. L’investimento in tecnologie avanzate non ha compromesso in alcun modo l’integrità del sito archeologico, anzi ha permesso di preservarlo da un eccessivo afflusso di visitatori che avrebbe potuto danneggiare le delicate superfici decorate.
Le visite sono programmate ogni martedì, con turni in italiano e inglese, permettendo a un pubblico internazionale di scoprire questo gioiello dell’archeologia romana. L’installazione di una mappa tattile con testi in braille completa il quadro dell’accessibilità, rendendo l’esperienza fruibile anche a persone con disabilità visive.




